lunedì, Maggio 17

Tobruk boccia il governo libico, ma l'Isis minaccia l'Europa field_506ffbaa4a8d4

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«L’Isis minaccia l’Europa e sta programmando attacchi su vasta scala». È quanto emerge da un rapporto dell’Europol, che stamattina ha diffuso un comunicato in cui spiega la situazione. «Stiamo affrontando la più significativa minaccia terroristica in oltre dieci anni» è scritto «e gli attacchi di Parigi del 13 novembre indicano uno spostamento verso una chiara dimensione internazionale dello Stato islamico nello sferrare attacchi in stile forze speciali». Secondo l’Europol, dunque, i terroristi hanno una forte capacità di mettere a segno attentati e tutti i Paesi Ue devono lavorare per prevenirli. A lanciare l’allarme è stato il capo della polizia europea, Rob Wainwright intervenuto alla conferenza stampa seguita alla riunione dei ministri dell’Interno Ue. La capacità di coordinarsi e il numero crescente di foreign fighters, per l’Europol pongono nuove sfide agli Stati membri dell’Unione. «In futuro altri attacchi nell’Ue potrebbero avvenire» è scritto ancora nel documento. «C’è quindi un grande bisogno, in seno all’Unione europea, di rafforzare la nostra risposta al terrore, di bloccare sospette reti terroristiche e di arginare i combattenti stranieri. Ma soprattutto, è necessario avere una migliore comprensione strategica delle minacce».

I ministri presenti hanno ascoltato con preoccupazione le parole di Rob Wainwright e per loro ha risposto il commissario europeo alle Migrazioni, Dimitris Avramopoulos. «Le istituzioni dell’Ue hanno risposto rapidamente e con forza agli attacchi terroristici dell’anno scorso» ha detto «e si sono mosse per aumentare la capacità dell’Ue per affrontare la minaccia terroristica. Come previsto nell’agenda europea sulla sicurezza, avanzata dalla Commissione europea » ha aggiunto «l’istituzione del Centro europeo antiterrorismo è una grande opportunità strategica per l’Ue per rendere più efficaci i nostri sforzi collettivi per combattere il terrorismo». Avramopoulos ha, quindi, invitato i Paesi dell’Ue a sostenere l’Ectc (European Counter Terrorism Centre) appena nato, per aiutarlo ad avere successo nella sua importante missione. L’Ectc sarà una piattaforma informativa centrale con cui gli Stati membri potranno aumentare la condivisione delle informazioni ed il coordinamento operativo. «La nostra ambizione per l’Ectc è che diventi un hub centrale di informazioni nella lotta contro il terrorismo nell’Unione europea» ha aggiunto Wainwright «che fornisce analisi per le indagini e contribuisce ad una reazione coordinata in caso di gravi attentati terroristici».

Intanto, però, le organizzazione terroristiche continuano ad operare per rafforzarsi e infatti, sembrerebbe che in Libia ci siano stati accordi segreti tra i quadri dell’Isis e i jihadisti filo-al Qaeda per spartirsi Tripoli e Sirte. A rivelarlo è stato il giornale panarabo Asharq Al-Awsat secondo cui esistono documenti scritti che provano la volontà dei diversi gruppi di fondersi per creare un “Consiglio della Shura unificato”. Per il giornale, pubblicato a Londra, dopo l’accordo per il governo di unità nazionale i capi estremisti sarebbero in confusione, e ci sarebbe, dunque, ancora più fretta di unirsi, per contenere la situazione e per combattere la frammentazione dei gruppi stessi, spesso spaccati al loro interno. Il capo di uno di questi gruppi di militanti, infatti, avrebbe detto ai suoi che la formazione ha perso la propria egemonia a causa della debolezza di Al Qaeda e per via dell’ascesa dell’Isis. «Bisogna aderire a Daesh affinché Tripoli sia nostra e Sirte sia loro» avrebbe confermato uno dei capi, secondo quanto riferisce Asharq Al-Awsat.

Se il califfato islamico fa prove di fusione con Al Qaeda, non hanno nessuna intenzione di unirsi invece, i membri del parlamento libico. Tobruk ha respinto la proposta di governo di unità nazionale presentata il 19 dicembre dal consiglio presidenziale libico, come da accordo Onu firmato a dicembre in Marocco. Ottantanove voti contrari su 104, bocciano, di fatto, la lista di ministri guidati da Fayez al-Serraj e ora la camera chiede la presentazione di una nuova rosa di nomi. Secondo alcune fonti, il Parlamento di Tobruk vorrebbe un esecutivo più snello, composto da 17 ministri invece di 32. Intanto, però ha approvato l’accordo politico raggiunto dalle fazioni libiche ma ha sospeso, per il momento, il sì del passaggio dei poteri militari dal generale Khalifa Haftar al premier Fayez al Sarraj. Sarebbe proprio questo passaggio dell’accordo, il punto 2 dell’articolo 8, a non piacere ai parlamentari. In ogni caso, ora il premier designato al Sarraj ha solo una settimana di tempo per presentare un nuovo governo. Preoccupazione da parte degli Stati che in questi mesi hanno seguito le trattative e tra questi anche l’Italia, che intanto ha siglato un accordo con gli Usa per partecipare ai raid aerei sulla Libia.  «L’Italia è pronta ad azioni militari: se sarà necessario, agiremo con i nostri alleati, su richiesta del governo di Tripoli e nel quadro dettato dalle risoluzioni dell’Onu» ha ammesso ufficialmente il governo italiano.

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