venerdì, Maggio 7

Thailandia tra luci e ombre

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Bangkok – Nonostante il momento complesso dell’economia thailandese, la Thailandia rimane ancor oggi attraente per gli investimenti in campo edilizio e residenziale, specialmente per quel che riguarda le attività ricettive e gli hotel. Allo stesso tempo, tra le località thailandesi caratterizzate da successo in ambito abitativo e ricettivo, permane Phuket in cima alle preferenze che vanno verso la seconda casa. I dati sono giunti dalla Società Jones Lang La Salle. Andrew Langdon, Vice Presidente Esecutivo della Società per l’intero gruppo degli hotel della Jones Lang la Salle e della sezione ricettiva del Gruppo, ha rilasciato le sue dichiarazioni a sostegno della ipotesi per la quale il business degli Hotel in Thailandia rimane positivo e in buona salute all’interno dell’economia nazionale. Nel suo discorso Andrew Langdon ha chiarito che la Thailandia permane ancor oggi come uno dei luoghi più attraenti dove investire nel settore ricettivo e degli alberghi nonostante vi siano stati problemi e disfasìe di non lieve entità in questo recente periodo storico della Nazione  il che spesso ha ristretto il ritorno dei turisti nel Regno nel periodo di alta stagione. Ora però il trend sembra essere tornato positivo, in concomitanza con la stasi politica dettata dalla dittatura militare. L’assenza di turbolenze politiche e sociali, in epoca di comando militare, mostra anche i suoi aspetti positivi. Andrew Langdon ha affermato che il tasso medio di soggiorno in stanza in hotel di medio e ampio livello ha continuato a crescere sebbene i tassi di occupazione della ricettività complessiva abbiano denotato comunque dei segni di sofferenza.

«Il mercato alberghiero di Koh Samui è quello che oggi mostra le migliori performance nelle destinazioni obbiettivo di investimenti in Thailandia nel corso dell’anno corrente», ha affermato Andrew Langdon.

Nei primi sei mesi dell’anno, le transazioni alberghiere attraverso l’intera Asia sono state valutate per un controvalore intorno ai 3 miliardi di Dollari USA (circa 97 miliardi di THB). A questo livello, ha già superato l’ammontare totale delle transazioni in termini di valore raggiunto nell’intero 2012.

L’assetto generale delle proprietà in ambito ricettivo ed i fondi relativi vivono ancora una fase di ristrettezza, di piccole dimensioni e volumi con un asset medio valutabile in 2.24 miliardi di THB, escludendo il Fondo Investimenti Hotel Thailandesi. Questo è il fondo proprietario più grande in Thailandia rappresentando più di una metà del valore dell’asset totale e di tutte le proprietà immobiliari in ambito alberghiero dell’intero Paese. Con la creazione recente del fondo fiduciario per le proprietà ricettive alberghiere REITs), la Società Società Jones Lang La Salle si aspetta che le attività in termini di investimento in campo alberghiero aumentino.

Wichit Na-Ranong, un esperto anziano nella selezione delle attività alberghiere, con base a Phuket, ha affermato che il business degli hotel sull’isola potrebbe anche continuare a crescere non solo poiché si tratta di una destinazione turistica evidentemente molto famosa a livello mondiale ma anche perché è diventata una vera e propria comunità internazionale.

«Molti stranieri stanno cercando proprietà immobiliari da considerare come seconda casa. Stanno anche valutando altre città e destinazioni come Hong Kong e Singapore ma Phuket è la miglior risposta alle loro ricerche ed aspirazioni poiché si tratta di destinazione certamente molto meno cara».

Wichit Na-Ranong ha poi aggiunto che con una connettività maggiore, gli stranieri capaci di viaggiare direttamente da Phuket verso altre destinazioni di maggiore estensione e grandezza come la Scandinavia, Hong Kong, Singapore, la Cina, la Corea del Sud, il Medio Oriente e la Malaysia.

«Bangkok a parte, Phuket è l’unica città in Thailandia che può mettere a disposizione una grande convenienza sulle tratte aeree ed anche una buona connettività sul suolo patrio. Tutto ciò certamente sosterrà la crescita del business delle proprietà immobiliari nell’ambito della ricettività alberghiera».

Il momento economico complessivo della Thailandia, però, porta ancora i segni della nefasta fase di paralisi (oltre che violenta) nella scena politica thailandese che ha condotto alla dittatura militare, la quale oggi mantiene lo status quo e cerca di introdurre un qualche elemento di management della macchina economica, dopo aver versato fiumi di cloroformio sulla politica e sui centri decisionali del Paese. In attesa delle elezioni che verranno.

In questo modo, non sorprende che l’Indice di Produzione Manufatturiera si sia contratto di un 2.7 per cento rispetto allo stesso mese (Agosto) dello scorso anno, sebbene l’outlook generale del Paese veda un qualche miglioramento. L’indice delle esportazioni di beni è cresciuto dello 0,9 per cento mentre il tasso di utilizzazione di capacità produttiva si assesta intorno al 60.29 per cento.

Le industrie che maggiormente hanno contribuito alla contrazione generale dell’Indice sono state il comparto automobilistico, le raffinerie di petrolio, la produzione di zucchero, di abbigliamento e degli accessori, come peraltro confermato da Somchai Harnhiuriun, Direttore Generale dell’Ufficio Economico delle Industrie.

L’industria thailandese manifatturiera dei veicoli si è contratta del 27.08 per cento rispetto al mese di Agosto dello scorso anno, attraverso il declino di vendite nazionali ed esportazioni internazionali allo stesso tempo. Le esportazioni verso Asia, Oceania, il Medio Oriente, l’America Centrale ed il Sud America ha visto un abbassamento del 14.07 per cento, secondo quel che ha affermato pubblicamente lo stesso Somchai.

Allo stesso tempo, il settore manifatturiero soprattutto nel comparto elettrico si è espanso del 10.38 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. In ogni caso, i dati finali relativi alle vendite di pannelli per aria condizionata e di frigoriferi s’è contratta anch’essa sebbene lievemente, 5.83 per cento, a causa della transizione dai frigoriferi di tipo R22 a quelli più rispettosi dell’ambiente in sigla R32 e R410.

I valori finali dei prodotti di elettronica di ogni genere si sono nel complesso innalzati del 13.79 per cento, specialmente per i circuiti integrati monolitici, con un più 39.6 per cento, mentre gli altri prodotti di elettronica (10 per cento) e drivers di hard-disk (13.4 per cento) si sono anch’essi innalzati grazie ad una domanda che si è fatta notare con maggiore forza.

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