domenica, Agosto 7

Thailandia: il separatismo islamico prova a ricattare lo Stato

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Punto di svolta negativo lo si è registrato proprio in relazione al fallimento dell’ultima tornata di colloqui di pace tra esponenti del Governo Centrale di Bangkok e rappresentanze dei movimenti separatisti del Sud del Paese nella seconda metà di aprile scorso. Queste ultime avevano dettato una serie di condizioni che l’Esercito thailandese ha ritenuto irricevibili, come la presenza di componenti terze che avrebbero dovuto essere presenti ai colloqui di pace tra le due parti,  quali ONG e osservatori internazionali, che avessero un ruolo di  garanti delle reciproche promesse. La risposta di Bangkok è stata non solo il rifiuto di tali condizioni, bensì addirittura ha dichiarato di considerare da quel momento in poi come unica controparte con la quale intavolare colloqui di pace  il Mara Patani,  che viene considerta una formazione estremista separatista ma credibile  per proseguire il confronto, escludendo il BRN da prossimi eventuali colloqui di pace, per altro, fomentando divisioni tra le varie formazioni dei separatisti islamici del Sud del Regno.
A quel punto BRN ha confermato la sua linea: minare la credibilità del Governo di Bangkok spargendo il terrore nel Sud della Thailandia e creando anche un clima di sfiducia nei confronti della capacità dell’Esercito centrale di  garantire sicurezza e stabilità nel Sud del Paese.

Il clima, così, è di disperazione nella popolazione, che deve sopportare anche attentati truci – decapitazioni di bambini e di micro-bombe nascoste sotto i sellini di giovani e bambini – e che colpiscono in particolare le scuole thailandesi del Sud del Regno; i docenti sono considerati come elementi che attuano il processo di spoliazione delle proprie radici culturali locali (le tre Provincie del Sud della Thailandia fino al 1909 erano di pertinenza della Malaysia o meglio, di un locale Sultanato affiliato alla Malaysia in quanto territorio dell’Islam radicato da tempo), soggetti che ‘impongono’ una cultura che piove dall’alto del Regno del Siam,  intrinsecamente buddhista.

Questi ultimi attentati dei separatisti hanno anche lo scopo di spingere il Governo centrale a venire a più miti consigli e tornare al tavolo dei colloqui da una posizione di minore forza. Allo stato attuale delle cose, però, visto l’atteggiamento del Premier Prayth Chan-o-cha  (ex Generale) e della Giunta militare nel suo complesso, la quale ha opposto un netto ‘no’ al coinvolgimento di qualsiasi entità straniera o terza nei colloqui di pace, è alquanto difficile immaginare che il Governo possa accettare il ‘ricatto’ del Barisan Revolusi Nasional.

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