venerdì, Settembre 17

Thailandia, scacco politico in tre mosse field_506ffb1d3dbe2

0

Suthep Thaugsuban Thailandia

Bangkok – Due granate M79 sono esplose al compound della Commissione Nazionale Anti-Corruzione ed un’altra è esplosa nei pressi dell’ingresso dell’Ufficio della Lotteria Nazionale nella tarda notte di lunedì scorso. Vi sono stati molti danni ma, vista l’ora, nessuno è rimasto ferito. Delle due granate destinate al compound della Commissione Nazionale Anti-Corruzione, una ha colpito il piano terra e l’altra il piano superiore di un altro stabile nei pressi. La terza granata ha colpito un palazzo dell’Ufficio della Lotteria Nazionale all’interno del suo compound ed è poi esplosa. Una indagine scientifica condotta sulla scena del crimine nella sua fase iniziale ha stimato che il lancio sia avvenuto da una distanza non superiore ai 300 metri e che si può collocare nei dintorni di Soi Nonthaburi 40 a Nonthaburi 1 Road, poco a Est del compound della Commissione nazionale Anti-Corruzione.

In un altro incidente, due uomini a bordo di una moto hanno esploso cinque colpi d’arma da fuoco al Davis Hotel di Bangkok di proprietà del noto politico Chuwit Kamolvisit nella mattinata di martedì. Chuwit ritiene si trattasse di una sparatoria casuale e che non necessariamente fosse indirizzata alla sua persona. I nastri delle telecamere di servizio mostrano due uomini a cavallo di una motocicletta e che sparano all’indirizzo dell’hotel, situato in Sukhumvit Soi 24.

Contestualmente la Polizia ha ottenuto un mandato di arresto per un uomo identificato come Sumeth Trakoolwunnoo, che viene descritto come una ex guardia di sicurezza che opera a favore del People’s Democratic Reform Committee, il movimento politico anti-governativo così aspramente in protesta contro il Governo in carica da mesi e che tiene in scacco la Capitale e buona parte della Nazione, soprattutto le parti del Paese a più aperta vocazione turistica. L’accusato Sumeth era implicato in un caso dove lo si sospetta in qualità di “pistolero popcorn” e già era stato sottoposto ad arresto in tempi recentissimi, come confermato dalla stessa Polizia. I poliziotti impegnati nelle indagini ritengono che Wiwat Yordprasit stesse coprendo Sumeth e che entrambi erano coinvolti nella sparatoria avvenuta all’Intersezione Lak Si nello scorso febbraio.

Il portavoce della Polizia Pol Maj Gen Piya Uthayo ha accusato Sumeth di essere uno dei 22 sospettati sotto indagine della Polizia per il coinvolgimento nella sparatoria. In ogni caso, al momento, Sumeth non risulta ancora essere uno dei quattro appartenenti al People’s Democratic Reform Committee sui quali l’Alta Corte di Giustizia ha da tempo spiccato mandato d’arresto, un atto già promulgato ed approvato dalla Corte thailandese. Nella giornata di ieri, la Polizia ha anche arrestato quattro esponenti del Movimento politico delle “Magliette Rosse” che sostengono il Governo in carica, uno di questi componenti è una donna che ha aggredito un monaco, un episodio che ha fatto il giro di tutti i media e i social networks locali attraverso foto che ritraevano il momento dell’aggressione. In realtà, nelle foto si vede chiaramente che si tratta di un folto gruppo di persone che hanno aggredito il monaco, solo che la Polizia ha inteso arrestare solo quattro persone, compresa la donna della descrizione.

La situazione politica in Thailandia resta tesa. Anzi, sabato prossimo si profila un contesto ancor più ansiogeno a causa della concomitanza di almeno tre fattori di notevole importanza. Il primo è che il People’s Democratic Reform Committee sta pianificando una manifestazione di massa in un ulteriore tentativo di dare una spallata al Governo di Yingluck Shinawatra perché si dimetta, cosa che finora non ha fatto né ha voluto fare. Il People’s Democratic Reform Committee ha già attuato manifestazioni di massa di grande portata a Novembre e Dicembre che alla fine hanno determinato il dissolvimento della Casa delle Rappresentanze lo scorso 9 Dicembre. Dopo un mese di manifestazioni continue iniziate il 13 gennaio, vari luoghi pubblici sono stati fatti oggetto di sparatorie. Ora si organizzano seminari e gruppi di studio per convincere più persone sulla necessità di procedere a riforme, sempre utilizzando anche l’arma della pressione come è accaduto con le denunce nei confronti del Governo Shinawatra che sono state condotte fino in giudizio presso l’Alta Corte. Il pronunciamento avverso nei confronti del Governo non è piaciuto affatto ai sostenitori del Governo, in primis il Pheu Thai Party e il People’s Democratic Reform Committee s’è ringalluzzito, così ha organizzato altre manifestazioni pubbliche per spingere il Governo in carica a dimettersi. La manifestazione –si presuppone- di massa di Sabato prossimo in realtà, sarà una specie di conta per vedere se il loro leader Suthep Thaugsuban ha acquisito nuove simpatie oppure no.

Il secondo elemento del quadro politico thailandese è che il Pheu Thai Party sta progettando un incontro a porte chiuse per pianificare una propria manifestazione di massa da tenersi a Bangkok il prossimo 5 aprile. I leader del movimento delle “Magliette Rosse” cioé lo United Front for Democracy against Dictatorship vuole vedere un po’ cosa accade sabato prima di decidere sul da farsi. Finora le “Magliette Rosse” hanno cancellato alcune manifestazioni di massa pubbliche, i loro avversari dicono perché temevano di non veder raccolti grandi numeri (facendo finta di dimenticare che –quando i “Rossi” sono scesi in protesta- la Capitale è stata davvero messa in scacco per settimane con manifestazioni le cui immagini hanno fatto il giro del Mondo, al contrario di quelle dei sostenitori di Suthep che spesso sbagliano nel fare valutazioni immaginando di vedere nel mondo reale quelle che sono le sole proiezioni delle proprie manie di grandezza).

Il terzo fattore da considerare è un meeting del Democratic Party per decidere cosa fare dopo il pronunciamento dell’Alta Corte che ha invalidato le elezioni dello scorso 2 febbraio poiché non sono state eseguite in un’unica data sull’intero territorio nazionale (tralasciando di menzionare il fatto che soprattutto nelle roccaforti dei Democrats, ovvero nel Sud della Nazione, sono stati proprio i sostenitori di Suthep ad impedire con forza e spesso con violenza, l’accesso ai seggi elettorali). Oltretutto, l’intenzione dei Democrats è quella di continuare a boicottare qualsiasi operazione elettorale se prima non si attuano riforme. Se ci sarà una manifestazione di massa dei “Democrats” partirà la conta. Se i “Rossi” anche questa volta eviteranno di contrapporre proprie manifestazioni di massa si eviterà ancora una volta lo scontro (pedale sul quale agiscono i cosiddetti “Democrats” di Suthep).

Insomma, ora c’è bisogno di qualche segnale di distensione (checché ne pensino i “Democrats” di Suthep) perché fino a questo momento l’Esercito s’è tenuto fuori dalla mischia. Ma la Thailandia deve assolutamente entrare in una fase di maturazione della Democrazia, altrimenti si corre il rischio di un ennesimo colpo di stato militare per riportare tutto “a bocce ferme” come si suol dire. E bisogna anche ricordare ai “Democrats” di Suthep che la Nazione sta perdendo punti nel ranking internazionale non solo nell’esportazione del riso (alimento base tra i prodotti Thai esportati maggiormente nel Mondo) ma sta subendo colpi durissimi anche in un’altra merce molto preziosa della Thailandia: il Turismo.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->