venerdì, Ottobre 22

Thailandia, revocato lo stato d'emergenza field_506ffb1d3dbe2

0

Yingluck Shinawatra Thailandia

Il governo thailandese ha approvato ieri la rimozione dello stato d’emergenza. La legge era entrata in vigore il 22 gennaio in seguito all’infiammarsi delle proteste antigovernative. Lo stato di emergenza, che sulla carta dà alle autorità il potere di detenere persone sospette senza bisogno di autorizzazione giudiziaria, censurare i mezzi di comunicazione e dichiarare illegali gli assembramenti in determinate aree, è stato di fatto poco incisivo per via della scarsa collaborazione da parte del potente Esercito Reale Thailandese, che gli analisti considerano particolarmente ostile nei confronti del governo in carica e che già nel 2006 rimosse Thaksin Shinawatra, il fratello dell’attuale premier Yingluck.

Il governo guidato dalla signora Yingluck Shinawatra ha dichiarato che la decisione di revocare lo stato di emergenza è stata presa per lenire l’impatto negativo che la crisi politica ha avuto sul settore turistico del Paese, che contribuisce per circa il 7 per cento del Pil nazionale. La revoca dello stato d’emergenza «contribuirà a ristorare un’immagine positiva della Thailandia, in particolare in termini di business, investimenti e turismo», ha dichiarato il vice primo ministro thailandese Surapong Tovichakchaikul al quotidiano ‘Bangkok Post’Martin Craigs, amministratore delegato della Pacific Asia Travel Association (PATA), alla CNN si è dichiarato meno ottimista: «La rimozione dello stato di emergenza è chiaramente incoraggiante per gli operatori turistici thailandesi. Tuttavia, la questione chiave è come questo influenzerà i consigli di viaggio».

Nel corso degli ultimi mesi più di 40 Paesi hanno inviato avvertimenti ai loro cittadini riguardo a alla situazione in Thailandia. Nel mese di gennaio Hong Kong ha inserito la capitale thailandese nella fascia massima di allerta insieme a destinazioni turistiche come l’Egitto e la Siria. Di conseguenza le prenotazioni di volo da Hong Kong a Bangkok sono diminuite a gennaio di oltre il 50 per cento.

Durante le ultime settimane le manifestazioni si sono ridimensionate di numero ed intensità. Gli attivisti anti-governativi, che a gennaio avevano minacciato il blocco totale della capitale per costringere il governo alle dimissioni, hanno progressivamente abbandonato le varie zone occupate ed ora si riuniscono principalmente al parco Lumpini, nella zona centrale di Bangkok. Lo stato di emergenza è stato sostituito dall’Internal Security Act (ISA), una legge speciale per la sicurezza interna che consente alle forze dell’ordine di effettuare arresti sommari e perquisizioni senza bisogno di autorizzazione di un giudice, restringere la libertà di movimento dei manifestanti ed imporre il coprifuoco. Il governo ha comunicato che l’ISA, che rimarrà in vigore fino al 30 aprile, è necessaria per mantenere l’ordine in vista delle elezioni per il Senato del 30 marzo e poi per la replica delle elezioni per l’Assemblea Nazionale, previste per il mese di aprile.

Il 2 febbraio scorso si sono svolte le elezioni politiche che hanno sancito la vittoria del partito di maggioranza Pheu Thai. Il voto è stato boicottato dal Phak Pratchatipat (“Partito Democratico”), che insieme agli attivisti del People’s Democratic Reform Committee (PDRC) hanno impedito il regolare svolgimento delle elezioni attraverso blocchi ed intimidazioni presso diversi seggi nella capitale e nel centro-sud del Paese. I manifestanti anti-governativi, che rappresentano soprattutto l’aristocrazia e la borghesia ultra-monarchica della capitale, accusano il governo di corruzione e populismo. Secondo fonti del Dipartimento medico Erawat di Bangkok, il bilancio totale delle vittime dall’inizio della crisi è di almeno 23 morti e oltre 700 feriti.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->