giovedì, Maggio 13

Thailandia: l’ultima chiamata 3 morti, 22 feriti, bombe, sparatorie, una scia di sangue sull’immatura Democrazia thailandese

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Suthep Thaugsuban Thailandia

Bangkok – Tutto instabile nella sua paradossale fissità, la situazione socio-politica thailandese resta ferma in impasse pericolosa. Il People’s Democratic Reform Committee PDRC ed il suo leader Suthep Thaugsuban continuano a premere, nella speranza di creare un vuoto politico con un Governo ad interim che letteralmente “traghetti” lo status quo verso lidi e panorami più consoni per le aspirazioni di quel movimento anti-governativo, se possibile con un Premier, sebbene transitorio, differente da quello attualmente in carica perché ritenuto troppo vicino alla figura dell’ex Premier Thaksin Shinawatra oggi esule all’estero per una condanna che ancora pende sul suo capo a due anni e sei mesi di detenzione per conflitto d’interessi.

Il Pheu Thai Party e l’affine Movimento delle “Magliette Rosse” ha fatto notare la sua presenza nella Capitale: è sceso in piazza a sostegno del Governo di Yingluck Shinawatra e ha bollato come illegittimo e fazioso il pronunciamento della Corte Costituzionale che ha estromesso la Premier dal suo incarico, guarda caso sempre all’ombra dell’accusa di “conflitto d’interessi”, e continua a ritenere la strada del voto l’unica praticabile per decidere chi debba governare e chi debba stare all’opposizione.

Fin qui il riassunto delle puntate precedenti dello stallo politico ma qui la situazione si fa nuovamente colorata del sangue delle vittime spesso colte a sorpresa da atti terroristici rispetto ai quali sono totalmente avulse dalla loro vita quotidiana.

Lo scorso giovedì, ad esempio, tre vittime sono perite mentre numerose altre persone sono rimaste ferite a causa di un attacco contro una manifestazione degli anti-governativi nell’area intorno al Democracy Monument. Secondo i resoconti della Polizia, si sarebbe trattato di un attacco effettuato con granate M-79 sparate dalla parte della Din Sor Road. E’ stato usato anche un fucile d’assalto M16 poiché, attraverso i colpi rintracciati nei corpi delle vittime, è stato possibile definire calibro e quindi l’arma che li ha sparati. Secondo quanto affermano alcuni testimoni, un pick up di colore bianco ha attraversato velocemente l’intersezione Khok Wua dove il servizio di guardie del PDRC erano appostate ed i passeggeri a bordo del mezzo hanno cominciato a sparare subito dopo l’esplosione. I due deceduti sono stati identificati come Narayot Chanphet, 21 anni, di Surat Thani e Somkuan Nuankhanai, 51 anni, di Chumphon. Sono successivamente stati dichiarati morti all’Huachiew General Hospital ed al Bangkok Metropolitan Administration BMA General Hospital.  Narayot è stato colpito al torace e al ventre mentre Somkuan è stato colpito al torace e ad una gamba. La terza vittima è morta il mattino dopo, prima che fossero diffuse le sue generalità. Quattro persone sono ancora sotto trattamento medico all’Huachiew Hospital, mentre sette sono ancora al BMA General Hospital.

Nel frattempo, l’Esercito, questa volta in modo più chiaro ed evidente, ha messo in guardia tutte le parti in campo, minacciando di non volersi sentire costretto ad usare la forza se la scia di sangue continuerà a diffondersi nella società e nella Nazione. In tal caso si tratterebbe di «piena forza militare». Il Generale Capo Prayuth Chan-ocha ha fatto conoscere il suo punto di vista attraverso un comunicato pubblico dove –tra altre cose- scrive: «Voglio avvertire ogni gruppo, soprattutto coloro che usano la violenza e le armi contro civili inermi di fermarsi adesso. Se tutto ciò dovesse proseguire ulteriormente, l’Esercito potrebbe intervenire per riportare la pace e l’ordine». «Le truppe –ha continuato- potrebbero aver bisogno di applicare la piena forza per risolvere la situazione, se la violenza dovesse ancora avere una escalation», aggiungendo che le «misure decisive» potrebbero essere ritenute inevitabili nel caso in cui siano colpiti i civili. Il messaggio, che è stato diffuso dopo l’attacco con granate e colpi d’arma da fuoco avvenuto il giorno prima e che ha comportato la morte di tre persone ed il ferimento di altre 22, è stato addebitato a individui o gruppi che continuano a colpire gente comune. E che quindi potrebbero avere l’effetto di evocare la mano dura dell’Esercito, comportando così ulteriori misure restrittive, lasciando presagire che possa essere introdotta una legislazione di tipo speciale al fine di proteggere la popolazione, il coprifuoco e la disposizione di posti di blocco e compounds nei pressi delle principali sedi istituzionali che, in verità, a causa dei supporters dei Democrats di Suthep Thaugsuban, spesso sono state oggetto di occupazione poco simbolica e molto materiale. Le truppe militari, potrebbero, così, applicare la legge marziale in aree specifiche soprattutto in casi di violenze o manifestazioni con esiti criminosi.

Intanto, il Senato sta cercando di mettere a punto una road map basata su otto punti in modo da condurre la Nazione fuori dallo stallo politico. La Camera Alta sta anche cercando una interpretazione univoca e congiunta del parere espresso dalla Corte Costituzionale entrando nel merito se il Primo Ministro incaricato, Niwattumrong Boonsongpaisan possa effettivamente agire con le stesse referenze e capacità di un Primo Ministro effettivo. Nel caso in cui, da quella interpretazione venisse fuori che non possa essere così, il Presidente del Senato potrebbe essere nominato Primo Ministro per poi ottenere l’endorsement reale. Si spera in un Governo ad interim della durata di 18 mesi o anche più per preparare proposte di riforme di legge ed una nuova campagna di elezioni generali che potrebbero tenersi alla fine di quel periodo. Ovviamente, il Pheu Thai Party contesta tutte queste manovre parlamentari che appaiono evidentemente ammantate di sottobosco politico affine –macroscopicamente loro affermano- al fronte dei Democrats, confermando che la via delle elezioni ed il chiarimento dei numeri nel Paese e nel Parlamento sia l’unica risposta da dare e che tutto quello che sta giungendo dal fronte dell’opposizione sia solo un procastinare i tempi per sistemare le proprie pedine ed attuare un colpo di stato mimetizzato e paludato attraverso cavilli procedurali ed interpretazioni astruse che minano il concetto stesso che sta alla base di una sana Democrazia: chi ha i voti vince e guida il Paese.

 

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