martedì, Giugno 15

Thailandia: in vista delle elezioni il fronte popolare torna a mobilitarsi La Giunta militare ha tolto il divieto alle attività politiche. In arrivo il primo congresso per identificare il nome del prossimo leader del Pheu Thai Party, aleggia ancora l’ombra dell’ex Premier Thaksin Shinawatra

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La scena politica thailandese torma a vivificarsi in vista delle prossime elezioni nazionali e soprattutto dopo che il divieto alle attività politiche che era stato imposto dalle Autorità militari che detengono il potere in Thailandia dal colpo di stato del 2014 è stato tolto. Ora tutto l’interesse è rivolto al Pheu Thai Party, la formazione politica che rappresenta l’ala popolare dello scenario politico thailandese e che fa riferimento al suo principale ispiratore, l’ex Premier deposto anch’egli da un colpo di stato Thaksin Shinawatra. La data per il congresso del partito è stata fissata al 28 Ottobre prossimo, occasione nella quale si ufficializzeranno le nuove cariche del Direttorio politico di partito ma è chiaro a tutti che sono ancora molte le incertezze nelle quali si agita il partito per cause recenti e per il suo passato burrascoso, man mano che passava attraverso le forche caudine dei colpi di stato e della fiera opposizione dei Democrats con i quali l’astio è giunto a scontri non solo verbali ma anche nella forma di vere e proprie sommosse e guerriglia urbana, il principale motivo per il quale i militari sono intervenuti ancora una volta per bloccare le violenze, certo ma anche per addormentare tutta la scena politica della Nazione, nel frattempo introducendo misure a proprio evidente favore dentro e fuori il Parlamento della Monarchia parlamentare thailandese. Il fronte politico vicino ai popolari è stato anche oggetto di ripetute azioni della Magistratura thailandese soprattutto nei suoi vertici e è questo il motivo per cui questa parte della scena politica thailandese ha visto le sue formazioni politiche di riferimento sciogliersi e risorgere con nuove denominazioni.

Probabilmente questa è la prima vera data ufficiale del partito, dopo la cancellazione del divieto imposto sulle formazioni politiche di riunirsi e fare attività precedentemente imposto dai militari, e potrebbe questa essere la prima volta nella quale i leader di partito potrebbero essere scelti con una votazione interna, una sorta di Primarie. Il voto è stato dichiarato aperto a tutti i membri ed i vertici del Pheu Thai Party hanno anche dichiarato di essere apertissimi ad ulteriori proposte di candidati qualora siano presentati. I nomi preminenti che girano nel partito in termini di candidatura al voto interno ed alla candidatura al ruolo di candidato Premier per le prossime elezioni sono l’ex Ministro della Salute Khunying Sudarat Keyuraphan, l’ex Premier e cognato di Thaksin Shinawatra Somchai Wongsawat e l’ex vice leader di Partito Panpree Pahitthanukorn.

Al momento, però, nel partito vi è ancora parecchia incertezza ed il segretario generale del partito Phumtham Wechayachai ha recentemente affermato che non vi è ancora alcuna conclusione su chi debba poi essere il candidato finale alla leadership del partito stesso e conseguentemente al ruolo di candidato per le prossime elezioni politiche. Per ora ogni candidato ha uguali possibilità di essere leader del partito, nel caso in cui riceva investitura, in tal senso, attraverso il voto interno tra i membri del PTP. La stessa selezione del nominativo per la candidatura a leader di partito è stata fortemente criticata perché ritenuta influenzata dal leader e fondatore Thaksin Shinawatra, il quale vive ancor oggi esule all’estero a seguito di un colpo di stato nel Settembre 2006 e per la condanna per conflitto di interessi del 2008, motivo per il quale si sposta da una sede all’altra presso Governi amici come Londra dove ha numerosi interessi finanziari tutt’ora da guidare e Dubai.

Nelle ultime ore Phumtham Wechayachai ha affermato che sulle critiche relative alla influenza dell’ex leader esule il partito non può far nulla e che «la selezione interna dei nominativi per la nuova leadership di partito è comunque parte del normale avvicendarsi democratico delle cariche guida e la scelta finale dei membri del PTP deve basarsi esclusivamente sul merito, sulla compatibilità cogli altri membri e per l’abilità nel mettere a punto politiche che siano utili agli interessi pubblici». Al di là della incertezza nella definizione della leadership, il Pheu Thai Party si afferma possa anche fare riferimento alla formazione gemella del Pheu Tham per trovare maggior appoggio nella conquista della maggioranza in Parlamento. In precedenza, il Pheu Tham era stato visto un po’ come il Piano B nel caso il Pheu Thai Party fosse disciolto in occasione delle prossime elezioni. Il Pheu Thai Party, infatti, è ancora sotto giudizio da parte della Commissione Elettorale che sta verificando se vi sia una qualche influenza esterna, fatto precisamente vietato nella nuova legge elettorale ‘firmata’ dai militari e che potrebbe, appunto, condurre allo scioglimento del partito secondo la nuova legge in ruolo. Il Pheu Tham ha tenuto il suo primo meeting lo scorso fine settimana ed ha scelto Sompong Amornvivat come proprio leader. Sebbene non sia stata così avverata una certa ipotesi per la quale alla guida di questa formazione politica avrebbe potuto esserci proprio il cognato di Thaksin, cioè Somchai, in ogni caso, Sompong viene visto dagli oppositori e dai critici come ancora troppo vicino all’ex Premier deposto, era vice Premier quando Somchai era Primo Ministro nel 2008. Inoltre, il Pheu Tham ha sede principale nella Provincia di Chiang Mai, la terra natale di Thaksin Shinawatra e la sua vera e propria roccaforte politica. Secondo la visione critica più recente, se proprio il Pheu Tham non sia un succedaneo del Pheu Thai Party, può essere certamente una formazione gemella che può condurre a raccogliere più seggi in Parlamento.

Con la nuova legge elettorale e con il metodo che ne consegue, se un partito come il Pheu Thai ha già vinto in molte consultazioni, può ottenere meno seggi per il partito della lista del Primo Ministro candidato. I candidati del partito della lista del Premier nel Pheu Thai così potrebbero trovar rifugio nel Pheu Tham. Anche se il Phau Tham non dovesse vincere nelle elezioni circoscrizionali, potrebbe però, ottenere un buon numero di voti da offrire a partiti compresi nella lista di quelli che sostengono il candidato Premier di riferimento ai fini dell’ingresso in Parlamento. Come è facile immaginare, i politici appartenenti ad entrambe queste formazioni hanno negato alcuna connessione. Sebbene abbiano ammesso che i due partiti potrebbero pure scambiarsi i politici, il Segretario Generale del Phau Thai ha affermato che dal punto di vista strettamente legale le due formazioni sono due singoli partiti politici separati e ben distinti. Allo stesso tempo, il leader del Pheu Tham ha negato che nel loro caso si tratti di un partito sussidiario del Pheu Thai. Anche se prontamente ha aggiunto che tutti i membri del Pheu Thai Party che vogliano confluire nel suo partito sono bene accetti.

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