lunedì, Aprile 19

Thailandia e il problema delle armi Stretta dell’Esercito, rinvenute molte armi ed esplosivi abbandonati in varie parti del Paese

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Bangkok – Proprio ora che la Giunta militare ha deciso di dare la stretta finale su tutto il fronte armato che -sotteso al tessuto sociale- ha minato il processo delle manifestazioni nell’agone politico nazionale, il cui periodo di moratoria terminava nella giornata di ieri, quantità notevoli di armi vengono rivenute un po’ ovunque nella Nazione.

Nel Distretto Bang Bua Thong, un vasto quantitativo di armi è stato rinvenuto lungo la strada principale nei pressi di un grosso complesso edilizio. Tra le armi rinvenute persino due fucili d’assalto, un fucile-mitragliatore, un ampio numero di munizioni, quattro granate M79, quattro fumogeni e quattro bombe carta. A Chiang Mai, un mucchio di armi nascoste e di esplosivi è stato trovato abbandonato nell’abitazione di un ex ufficiale dell’Esercito. Nel novero del ritrovamento vi sono nove mine anti-uomo, quattro barre di esplosivo TNT ed alcune munizioni. Il personale scelto specializzato in esplosivi dell’Esercito afferma che le mine ed il TNT erano ancora attivi nonostante il loro avanzato stato di invecchiamento. Una grossa scorta di armi è stata ritrovata anche recentemente a Chon Buri, armi di piccolo calibro, un fucile d’assalto AK-47 ed un vasto numero di munizioni.

Il Comandante Anziano della Polizia il General Maggiore Sanit Mahathaworn, durante una conferenza stampa tenutasi nella giornata di ieri, ha affermato che quelle armi non erano state preparate per istigare violenza di natura politica. L’affermazione è difficile in questo momento valutare se fosse finalizzata a lenire le ferite successive e derivanti dai vari scontri che si sono verificati, in special modo nella Capitale Bangkok, oppure se sia effettivamente figlia del fatto che le armi che vengono fatte ritrovare sono sì talvolta perfettamente funzionanti e di grossa levatura ma in altri casi sono anche dei ferrivecchi datati e probabilmente malfunzionanti. Quante di queste armi siano state effettivamente utilizzate o fossero sul punto di essere utilizzate nelle lotte politiche che avrebbero potuto scatenare una vera e propria guerra civile, se non ci fosse stato l’intervento dell’Esercito col colpo di stato e quante di queste armi siano invece frutto della lotta e del contrasto alla criminalità singola oppure organizzata, in questa fase è ben difficile da valutare e decifrare.

Sia l’Esercito sia la Polizia si sono attivati anche nella lotta allo spaccio delle sostanze stupefacenti, degli spacciatori e dei criminali in genere i quali utilizzano normalmente armi, oltre al condurre raid finalizzati all’arresto nelle campagne precedenti al giro di vite militare.

L’attuale Capo della Polizia Nazionale, il Generale Watcharapol Prasarnajkit ha affermato che tutte le armi potrebbero essere sottoposte a indagini per analizzare se siano state utilizzate in precedenza e verificare se successivamente possano essere demolite e distrutte. Ha poi aggiunto che la Polizia potrebbe anche aver potuto concludere il giro di vite nella giornata di ieri con un particolare attenzione sul settore dei narcotici e sostanze stupefacenti affiliate.

A Surat Thani, i militari, la Polizia e le autorità civili locali e provinciali hanno tenuto una conferenza stampa congiunta nella giornata di ieri per tenere informate tutte le autorità dei villaggi ed i 1.035 capi locali perché tutti continuino la campagna di riconciliazione in cooperazione con più di 200 agenzie governative e corpi amministrativi locali. Il Capo provinciale militare il General Maggiore Ranchat Jinda-ngern ha incoraggiato le persone che possiedano eventualmente armi a continuare la loro consegna ed ha messo in guardia coloro che si rifiutino di consegnarle o farle trovare perché potrebbero finire –se scoperti- direttamente davanti ad una Corte Militare.

Nel frattempo, il Consiglio Nazionale per la Pace e l’Ordine NCPO  ha fissato tre punti chiave nella sua particolare road map. Il primo punto è appunto mantenere quanto più possibile l’enfasi del proprio agire su pace e ordine. La fase 2 riguarda il periodo di leadership nazionale ad interim in ambito costituzionale mentre si pensa a strutturare un Governo che ragioni in tandem con la necessità di avviare riforme. La fase finale riguarda un’elezione generale ed un ritorno ad una legalità di stampo democratico.

Il Consiglio Nazionale per la Pace e l’Ordine ha diretto e governato la nazione già da un certo numero di settimane offrendo agli osservatori un raggio ragionevole di tempo per emettere un giudizio sugli sforzi finora condotti. Alcuni sono soddisfatti mentre altri attendono ancora di vedere risultati migliori specialmente sul fronte economico. Vi è un periodo nebuloso ed oscuro soprattutto per quel che concerne la Fase 2 della roadmap della Giunta. Come si può, però, fare una valutazione appropriata se mancano all’orizzonte ancora delle date fissate e delle elezioni? D’altro canto, sono gli stessi thailandesi a chiedersi come possa essere amministrata la Nazione durante il periodo di Governo ad interim e come sia le riforme sia l’Assemblea Nazionale possano funzionare entrambi. A quel che risulta finora, sembra che si attenda il ritorno ad una certa normalità nella scena politica. Un Primo Ministro dovrebbe guidare il Governo ad interim ma chi sarà nominato a svolgere questo compito e chi dovrebbe comporre il Gabinetto di Governo? Si teme anche vi possa essere una qualche conflittualità tra il prossimo Primo Ministro e il generale Prayuth Chan-ocha, ovvero il Capo del Consiglio Nazionale per la Pace e l’Ordine. Ciò che è certo è che chiunque ricopra la carica dovrà ricevere certo tutta la fiducia del  Generale Prayuth. Così come per l’Assemblea Legislativa Nazionale bisognerà anche vedere che modello avrà in mente il Consiglio Nazionale per la Pace e l’Ordine nella sua formazione e che adotterà nell’occasione.

La Thailandia finora ha avuto cinque Assemblee Nazionali elette in condizioni similari, la prima volta durante l’era del Feldmaresciallo Marshal Thanom Kittikachorn nel 1972. Vi furono 299 membri nell’Assemblea Legislativa quella volta. La seconda volta la Thailandia ebbe un Consiglio legislativo e fu dopo l’Ottobre del 1973. In quel caso, 2.347 persone ricevettero l’incarico di selezionare 299 Membri al proprio interno con la carica di membri dell’Assemblea Legislativa. La terza volta fu nel 1977, dopo il colpo di stato del 6 Ottobre 1976 condotto dall’Ammiraglio Sa-ngad Chaloryu. In quell’Assemblea vi sedettero 360 membri. La quarta Assemblea fu formata nel 1991 dopo un altro colpo di stato e vi erano 299 Membri. La quinta ed ultima volta l’Assemblea Legislativa nazionale fu eletta dal Consiglio per la Sicurezza nazionale dopo il colpo di stato del 2006 ed ebbe 242 Membri.

 

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