sabato, Settembre 18

Thailandia e Cina, alleate quarantennali field_506ffbaa4a8d4

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Bangkok – Thailandia e Cina in queste ore stanno decidendo di rafforzare i propri legami in ambito commerciale ed economico in un quadro di cooperazione ormai quarantennale in atto tra i due Paesi, che ha ampiamente superato svariate difficoltà di carattere globale sia nel contesto economico sia in ambito finanziario. Le due Nazioni, infatti, hanno preferito spesso ridurre il linguaggio delle relazioni al puro ambito commerciale ed economico tenendo fuori dal dialogo ogni tema che esulasse dal vantaggio reciproco, quasi si trattasse di un tacito accordo nel quale non si è mai voluti entrare in clima di conflitto su alcun tipo di tema.

Tra Thailandia e Cina, infatti, non si sono mai verificate circostanze di conflitto soprattutto di tipo territoriale o espansionistico, come accaduto nel Mar Cinese Meridionale, dove la Cina ha innanzi a sé un fronte variopinto di proteste che coinvolgono la Corea del Sud, il Vietnam, le Filippine, il Brunei. Il Vietnam – paventando il rischio di eventuali attacchi da parte della Cina – sta rafforzando le proprie difese militari anche in un sostrato complessivo ormai diventato paranoico. Tra Thailandia e Cina non vi sono contrasti nemmeno di tipo culturale, come accade tra il Giappone, la stessa Cina, la Corea del Sud e le Filippine, tutti Paesi che hanno più volte chiesto al Giappone di riconoscere come crimini di guerra i misfatti compiuti durante la Seconda Guerra Mondiale, di sminuire  l’atteggiamento giapponese improntato ad un netto patriottismo revanchista ed hanno sempre contestato le celebrazioni nei Templi shintoisti a favore di alti gerarchi militari che persino l’ONU ritiene autori di ‘crimini verso l’Umanità’.

Thailandia e Cina non si interessano di espansionismo, d’ideologia o di questioni religiose, business is business’ e il pragmatismo tiene insieme il senso stesso delle relazioni tra i due Paesi asiatici. Entrambi stanno decidendo di rafforzare i legami in economia e commercio, ma anche nel campo degli investimenti e la stessa Cina sta decidendo di investire in Thailandia in modo sempre più massiccio, specialmente nelle zone ad alta specializzazione produttiva esistenti sul territorio thailandese e nelle cosiddette Zone Economiche Speciali (ZES).

Dopo un meeting tra il Primo Ministro thailandese in carica, il Generale Prayut Chan-o-cha e Wang Yong, un Membro del Consiglio di Stato cinese, nell’ambito del quarantennale delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi, le due Nazioni hanno confermato pubblicamente di voler continuare nel rafforzare ed approfondire la cooperazione in numerosi settori strategici nelle rispettive economie. Nelle parole del Premier thailandese Prayut, il commercio bilaterale potrebbe anche vedersi raddoppiato nell’arco di dieci anni a partire dal valore attuale corrispondente a circa 70 miliardi di Dollari USA (2.5 trilioni) mentre si aspetta che il numero di turisti cinesi in Thailandia possa anche raggiungere la cifra di 10 milioni di visitatori nel prossimo anno.

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