martedì, ottobre 23

Thailandia: dall’estero Thaksin invita all’unità i fedeli delle “Magliette Rosse” Esule all’estero per una condanna per conflitto di interessi, l’ex Premier organizza i suoi supporter in vista delle elezioni

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La figura dell’ex Premier Thaksin Shinawatra continua ad aleggiare sulla scena politica thailandese nonostante sia ancor oggi esule all’estero e condannato in contumacia nel 2006 a due anni e mezzo di reclusione da scontare in Patria. Non appena scendesse dalle scalette di un aereo, quindi, sarebbe arrestabile a vista. Ci son stati dei tentativi di “mitigare” il pronunciamento della Magistratura nei suoi confronti, sua sorella Yingluck Shinawatra stava –affermano i detrattori- progettando la introduzione di una qualche forma giuridico-legale che prospettasse una sanatoria tale da coinvolgere anche il caso di suo fratello, una sanatoria per reati politici, diciamo. Niente da fare, nel 2014 è stata anch’ella scalzata dalle leve di comando con un colpo di stato militare.

Thaksin, fondatore prima del partito Thai Rak Thai e poi del Pheu Thai Party, sta svolgendo un tour attraverso Nazioni “amiche” e da Hong Kong ha inviato un suo incoraggiamento a tutta l’area politica thailandese affine ai suoi movimenti chiedendo –anzi, invocando- unità in vista delle prossime elezioni che la Giunta –dopo aver rinviato la data più volte- ha stabilito dovrebbero tenersi il prossimo Novembre. Il condizionale è d’obbligo, poiché finora i militari hanno “addomesticato” lo scenario politico nazionale, addormentato la società thailandese col motivo di sedare gli animi eccessivamente accesi tra le opposte fazioni partitiche che nel 2014 raggiunsero l’apice delle manifestazioni di piazza che paralizzarono il Paese, feriti, morti e cecchini sui tetti dei palazzi di Bangkok. Paradossalmente, però, proprio la famiglia Shinawatra ha assicurato quelle rare parentesi di quiete nazionale inframmezzate da un quindicennio di colpi di stato e dittature militari che hanno caratterizzato la Thailandia in epoca moderna e contemporanea. “Paradossalmente” perché le opposizioni politiche, in specie i “Democrats” ed i militari hanno imputato a Thaksin Shinawatra di “modellare” il Paese secondo i suoi bisogni e necessità personali in clima di aperto conflitto di interessi, motivo per il quale fu condannato, dopo la cessione della Shin Corportation alla Temasek Holdings di Singapore poiché era contemporaneamente Premier e parte attiva di quella cessione.

I militari oggi, però, con la scusa di sedare la scena politica troppo accesa e di riportare calma e armonia, hanno a loro volta modellato la scena nazionale politica e sociale, hanno disegnato una revisione costituzionale (passata al vaglio di un referendum popolare che ha mostrato la Thailandia divisa in chiazze a macchia di leopardo) e più volte rimandato la data delle elezioni non prima di essersi pianificato a tavolino il più ampio spazio possibile nel prossimo Parlamento che verrà. Insomma, la storia della pagliuzza e della trave nell’occhio della parabola evangelica.
Al netto di tutto questo, Thaksin Shinawatra continua ad avere rilevanza per la politica thailandese, esule o meno che egli sia: rappresenta il Nord Est del Paese, quella meno sviluppata dove la produzione agricola è ancor oggi è la parte più determinante. Ma –come allegoria della intera Thailandia- Thaksin Shinawatra è anche la incarnazione del “sogno thailandese”, quello di poter sbarcare nella modernità e nella libera competizione sociale ed economica basata sulla meritocrazia e non su criteri di casta economica di appartenenza o di nascita.

Le opposizioni politiche, i cosiddetti “Democrats”, il Movimento delle “Magliette Gialle” (che non a caso è il colore della Corona, preferito anche dai militari, rappresentativo della parte alta della classe media thailandese, della parte più istruita, del mondo accademico e della intellighentzja nazionale) gli si sono sempre fieramente opposti. Secondo gli esperti di cose thailandesi, ciò accade perché questi non sono mai stati disposti a concedere alcunché sul terreno dell’avanzamento sociale ed economico della parte bassa della scala gerarchica economica nazionale, proprio quella parte della Thailandia che trova nella Famiglia Shinawatra la propria portavoce politica. Non a caso, la stella di Thaksin Shinawatra, Yingluck, è stata messa in difficoltà e s’è resa contumace prima di un pronunciamento della Giustizia ampiamente “telefonato” e prevedibile in negativo nei suoi confronti, proprio a casa della (presunta) inefficace applicazione dello schema governativo (che lei stessa aveva proposto e promulgato) a favore dei produttori di riso e dei contadini che lavorano nell’indotto della produzione di riso, alimento per il quale la Thailandia ha primeggiato nel mondo per almeno una quindicina di anni. I fatti dicono che, dopo la ufficializzazione della latitanza di Yingluck Shinawatra e la presa del potere da parte dei militari col golpe del 2014, la Thailandia ha perso quel primato, oggi combattuto tra Vietnam, India e Cina.

Thaksin, il quale fondò la Advanced Info Service Pcl , il più grande operatore telefonico mobile della Thailandia, è stato Primo Ministro dal 2001 al 2006 e fu scalzato da un colpo di stato militare sostenuto dall’establishment che ha il suo punto centrale di riferimento in Bangkok, la Capitale. Oggi Thaksin risiede a Dubai, continua però a svolgere un ruolo con forte ascendente sulla scena politica thailandese ed ancor oggi è grandemente popolare nella regione dell’Isaan che unitamente a tutto il Nord del Paese, rappresenta la roccaforte elettorale della famiglia Shinawatra. Non a caso, Thaksin ha vinto ogni elezione alla quale ha partecipato dal 2001, con questo forte zoccolo duro elettorale. Sua sorella, proprio su quella base, ha vinto le elezioni nel 2011 ed è stata poi scalzata da un colpo di stato militare nel 2014. Yingluck ha lasciato la Thailandia nell’agosto scorso, alcune settimane prima del pronunciamento definitivo della Corte Suprema dove era stata condotta per accuse relative a negligenza nella applicazione dello schema governativo a sostegno dei produttori di riso, motivo per il quale è stata poi effettivamente condannata a cinque anni di carcere. Ora, secondo il Pheu Thai Party, ella risiede in Inghilterra.

Secondo rumors, i rappresentati della configurazione politica affine alla famiglia Shinawatra sono stati un po’ in tutta l’Asia, Cina, Giappone, Hong Kong prima di viaggiare alla volta di Singapore. Tutti confermano, compresi gli esperti legali e costituzionali del partito, che Thaksin ha invitato all’unione ed a farsi forza in vista delle elezioni la cui data si sta avvicinando a marce forzate.
Fonti governative hanno mostrato una certa noncuranza su tutte queste voci, hanno però confermato alle Agenzie Stampa internazionali che sia Thaksin sia Yingluck Shinawatra sono attentamente monitorati e seguiti nei loro movimenti.

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