mercoledì, Aprile 14

Tess alla ricerca di pianeti extrasolari Una missione che si svilupperà nell’arco di due anni e che cercherà di analizzare le stelle più luminose vicino alla Terra, entro i 600 anni luce

0

Partirà il prossimo 16 aprile da Cape Canaveral la missione Tess, acronimo di Transiting Exoplanet Satellite, per cercare dei pianeti extrasolari. Una missione che si svilupperà nell’arco di due anni e che cercherà di analizzare le stelle più luminose vicino alla Terra, entro i 600 anni luce (più di 37 milioni di volte la distanza fra la Luna e la Terra).

La novità è il metodo fotometrico del transito, che consiste nella rilevazione della diminuzione di luminosità della curva di luce di una stella quando un pianeta transita di fronte alla stella madre, una misurazione che ci permette di capire le dimensioni relative: della stella madre, del pianeta e della sua orbita.

In realtà questo lavoro lo stanno già facendo il satellite francese Corot e Kepler della Nasa. La grande differenza con questi di Tess è nella quantità di volta celeste osservata, perché questa la esaminerà tutta, osservando stelle dalle 30 alle 100 volte più luminose di quelle osservate fino ad oggi.

Nei due anni previsti per la ricerca scandaglierà circa 200.000 stelle (ma che potrebbero essere molte di più se la missione si prolungherà oltre i 2 due anni previsti), molte delle quali simili al nostro Sole. Importanti sono sopratutto quelle appartenenti alla classe spettrale G e K (il Sole appartiene alla G), ossia nane gialle e arancioni. Stando a simulazioni realizzate da ricercatori della Nasa, Tess dovrebbe scoprire almeno 3.000 pianeti di cui circa 500 simili alla Terra.

Sarà dotato di quattro telescopi con lenti grandangolari con quattro rilevatori ad accoppiamento di carica ciascuno. Ogni gruppo di lenti è dotato di sette elementi ottici e ciascuno coprirà un campo visivo di 24°x 24° gradi, le quattro telecamere insieme osserveranno così in totale 13 settori per ciascun emisfero, per un totale di 26 settori durante la missione. Nel primo anno verrà mappato l’emisfero sud mentre nel secondo l’emisfero nord.

(video tratto dal canale Youtube di Associated Press)

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.
End Comment -->