martedì, Ottobre 19

Tesla e Falcon Heavy: un successo che andrà molto lontano La scienza non ha molti guadagni da questa missione. Vediamo un po' quali

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La scienza non ha molti guadagni da questa missione. A bordo del vettore non ci sono sensori, la batteria ha esaurito la sua carica dopo aver trasmesso le immagini con prestazioni assai spinte e l’operazione ha avuto una valenza essenzialmente sperimentale e dimostrativa.

Quando poi la tecnologia sarà più pronta, le partenze per i nuovi pianeti avverranno da basi già posizionate in altre regioni dello spazio che potranno essere naturali, come la Luna o costruite dalla mente umana. Queste saranno stazioni spaziali, piattaforme robotizzate o altri modelli cinematici realizzati per evitare di bucare l’atmosfera terrestre che impegna la massima parte del propellente di ogni singolo razzo. Ma ancora ci vuole un po’ di tempo.

L’avventura è iniziata e porta in sé molti interrogativi. Il primo di tutti è quanto possa essere opportuno realizzare una missione così strutturata per mostrare la propria capacità industriale e se per ottenere la massima visibilità val la pena rischiare inquinamenti su altri corpi celesti in caso di mal funzionamento. Ci verrebbe da rispondere senza molti dubbi a un quesito del genere, ma poi ricordiamo che gli Stati Uniti hanno mandato sulla Luna una dozzina di astronauti per piantare delle bandiere e raccogliere meno di mezza tonnellata di ciottoli e forse pensiamo che almeno il nostro Elon non ha messo a repentaglio vite umane e non ha disperso niente sul nostro satellite naturale, così come accaduto per i Lem e altro materiale ritenuto inutile al ritorno delle missioni Apollo: più di 200 kg. di spazzatura viva fatta di scarpe, materiale elettronico, ma anche disgustosi rifiuti organici e poi rottami di 70 veicoli spaziali e un rover abbandonato nella valle di Taurus-Littrow, con tanto di batterie allo zinco.

E pure l’Unione Sovietica, che nel 1959 fece impattare la seconda missione lunare per poi rivendicare la proprietà territoriale e aprire un dibattito sulla res nullius durato circa 20 anni, non è stata da meno. Così, anche di sonde e rottami russi la nostra Luna è piena a pari modo di quelli americani. Circa 170 tonnellate di spazzatura lunare che rappresenta una vera vergogna per quella che osa definirsi civiltà!

Ma tra le preoccupazioni più crude è quella di lasciare in mano a privati una capacità strategica che può avere anche conseguenze distruttive e per quanto le leggi possano proteggere alcune riservatezze industriali e impedire transazioni commerciali, non siamo sicuri che le garanzie studiate siano sufficienti. In questo ambito la maglia europea è più avvolgente, in quanto le produzioni strategiche sono ancora prevalentemente protette dalle proprietà statali. Ma è difficile immaginare per quanto tempo visto che il mercato, secondo le formulazioni mai tramontate dell’economista scozzese Adam Smith è e resta dominato dal confronto fra la domanda e l’offerta.

Quali siano i successi di Elon Musk potrebbe essere riduttivo elencarli in una pagina di giornale. Indubbiamente la sua fortuna si è generata da un calo istituzionale della domanda spaziale, per cui quando la NASA liberò centinaia di tecnici e scienziati, la sua impresa li acquisì prontamente affiancandoli alle menti assai fertili sfornate dalle migliori università americane. Lui è comprensibilmente un capo molto duro ma determinato al successo e così ha finito per produrre all’interno dei suoi stabilimenti quasi tutto quanto occorre alle sue industrie, evitando terziarizzazioni e costosi dispendi degli investimenti. E poi è un vero trascinatore di entusiasmi. La sua Roadster assicurata su un grande piedistallo, ha fissata una targa che contiene i nomi dei dipendenti di SpaceX che hanno lavorato per realizzare e testare il Falcon Heavy. Scienziati e maestranze che hanno contribuito al successo e che hanno creduto in lui. Quanti capitani d’industria in Europa sono capaci di meritare tanta fiducia e tanto entusiasmo?

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