lunedì, Ottobre 25

Terroristi islamici, fruttivendoli, politici falliti

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Mi fornisco di frutta da due negozianti musulmani. In una delle due rivendite lavorano tre o quattro persone, tutte gentili e sorridenti, malgrado orari piuttosto faticosi. Spesso dopo le dieci di sera li si trova ancora, ma niente turni, sono sempre gli stessi, cominciano quando i nostri parlamentari sono ancora a nanna, si recano dai grossisti a rifornirsi e poi via fino a tarda sera. A quell’ora i nostri padri della patria sono impegnati nei talk show, spesso a distruggere quello che individui onesti e laboriosi come quei fruttivendoli costruiscono con enorme fatica, remando contro diffidenze alimentate da politici senza cervello.

Con i miei negozianti è facile scambiare qualche parola gentile. Certo, può darsi che finiti i turni, per arrotondare, indossino zainetti esplosivi in attesa di ordini, ma i prezzi sono buoni e io continuerò a comprare da loro.

Nell’altro negozio, invece, c’è un ragazzo più sulle sue, ma ugualmente disponibile e gentile. Non è uno che ti fa tanta cera, ma quando, verso la fine di dicembre, l’avevo salutato con un ‘buon anno!’, lui aveva scherzato, ‘diventiamo vecchi!’. Era partita una simpatica chiacchierata, nel corso della quale mi ero detto consapevole del fatto che il suo capodanno non corrispondesse a quello dei cristiani. Aveva gradito l’accenno alle sue tradizioni. Da allora lui è diventato più loquace, i nostri discorsi più vari e mi da pure la frutta migliore.

Basta poco ad abbattere un muro a patto che si abbia voglia di abbatterlo, si perché i muri ‘rendono’, creano vantaggi a chi è bravo a costruirli, magari sfruttando l’istinto territoriale degli uomini, in tutto simile a quello dei cani e di quasi tutti gli animali. Ci sono uomini privi di ogni talento, se non quello di abbaiare, individui che, secondo il linguaggio degli adolescenti, sono deifalliti‘, ma in politica sono ricercatissimi e vanno forte. La nostra -politica- ne è piena, ma non per caso, alle spalle di questi individui c’è un elettorato imbarazzante. E fedele.
Di recente Totò Cuffaro si è presentato in un teatro palermitano a salutare gli amici, pare abbia ricevuto un’accoglienza trionfale, come se avesse preso solo una multa per parcheggio in seconda fila.

Tra i politici e gli elettori si crea un rapporto complementare, a incastro, i primi rappresentano ciò che i secondi sognano la notte, così quelli continuano a recitare la parte sognata dal loro elettorato e questo mette una benda davanti agli occhi. Certi matrimoni durano in eterno, senza mai uno screzio, per questo gli elettori leghisti si sono dimenticati che alla fine Roma ladrona era in buona compagnia, a tenergliela erano proprio i padani.

Il problema del terrorismo o dei migranti è aggravato proprio da questi elettori trogloditi, che generano politici che quasi nessuno degli imprenditori italiani assumerebbe nella propria azienda.
Non esiste il razzismo, esistono i razzisti, qualcuno è bravo a metterli insieme e a costituire partiti senza programmi e senza idee. Individui irrisolti, arrabbiati, infelici che, non avendo le spalle per reggere la propria povertà umana, cercano un bersaglio ‘diverso’ su cui sfogare i loro evidenti fallimenti.
Succede con una certa frequenza nella storia, ma finisce sempre male.
Ogni volta che scoppia una bomba, sono voti per questi campioni dell’inutile, a loro le domande non servono, gli basta proteggere il territorio e cacciare gli intrusi. Conosco la spazzatura accatastata nel loro mondo interiore da quando sono arrivato in Lombardia, ai primi degli anni Settanta, ecco perché considero incoscienti coloro che a Milano preferirebbero vincesse la destra per fare un dispetto a Matteo Renzi, che pure è un uomo antipatico e insopportabile.

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