domenica, Novembre 28

Terrorismo e ISIS, gli errori dell'UE

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Terrorismo, si dice. Bene, forse. Ma terrorismo significa incutere terrore. E dunque, innanzitutto, l’unica cosa da non fare, per reagire, è mostrare paura. E invece, solo il Papa, e, con mia grande sorpresa (confesso: non sono un suo fan … anzi), il Ministro Angelino Alfano, hanno detto l’unica cosa logica da dire: stiamo attenti, ma non ci facciamo cambiare la vita. E ciò lo stesso giorno in cui Bruxelles era sigillata: la ‘capitale’ d’Europa sigillata, che vergogna! Che si aspetta a cambiare capitale? Parigi semi chiusa terrorizzata da attacchi chimici, Londra in massima allerta e Berlino (finalmente!) nelle sue contorsioni democristiane, non prima, però, di avere annullato partite di calcio e non so più che altro. Vivaddio: noi non abbiamo annullato niente, una volta tanto ci comportiamo da persone serie … se solo continuassimo. Ma domani il simpatico François Hollande va a trovare Barack Obama, David Cameron, Angela Merkel e Vladimir Putin … posso capirlo, in Toscana ci si va solo in villeggiatura!

Ma, attenzione (potrei citare un mio noiosissimo articolo del 2002 in cui lo dicevo a chiare lettere, o rinviare a una pubblicazione che sta per apparire online il 15 Dicembre sul sito http://www.rivistaoidu.net/) attenzione dico: questa è una guerra (è l’unica cosa su cui ha ragione Hollande, anche perché ne è uno dei principali responsabili, direttamente e nella qualità, lo sa bene) una guerra vera, grande, annunciata e dichiarata esplicitamente fin dagli anni ‘90 del secolo scorso: una guerra tra i Paesi islamici e l’Occidente. E probabilmente è solo l’inizio.

C’è una strategia, forse folle, ma c’è, da molto, moltissimo tempo. Pensare che si abbia a che fare solo con dei pazzi fanatici -tenuti in piedi da un altro pazzo fanatico che si crede l’incarnazione di Allah (o qualcosa del genere) e che alleva animali come quel deficiente di Parigi e intanto mantiene sotto il suo tallone sanguinario quei poveri disgraziati, che sono passati da Saddam Hussein (con cui in fondo stavano benino) ai governi fantoccio americani, ai finti governi iracheni alle oppressioni di Bashar al-Assad e poi dei vari gruppi di ‘ribelli’ in Siria (finanziati, come l’ISIS, dall’Occidente), per non parlare delle bombe e delle violenze che gli vengono dalla Turchia, poveri disgraziati che, insomma, della vita hanno ‘vissuto’ solo le bombe e le aggressioni e le violenze-, è semplicemente suicida, stupido e suicida.

La strategia c’è, sono forse ancora strategie minoritarie, almeno possiamo sperarlo. Ma se non si agisce politicamente non si andrà da nessuna parte, salvo moltiplicare le forze di Polizia, i controlli, l’angoscia e gli attentati. Per un momento, pensate come vive un iracheno, un palestinese di Gaza o di Cisgiordania, un siriano (favorevole o contrario a al-Assad …non importa), un abitante del Mali, ecc., ma anche un cittadino algerino, marocchino, sudanese ecc., tutta gente, per lo più costretta a parlare francese o inglese.

L’ISIS si può sconfiggere sul terreno – solo sul terreno, i bombardamenti sconfiggono solo i civili – e forse anche facilmente se lo si volesse realmente (certo a Re Fahad non piacerebbe, e lui ha tanto petrolio) non ha una consistenza significativa, ma un fatto è certo e va detto a chiare lettere: con le bombe e i carri armati non si sconfiggono le idee, nemmeno quelle sbagliate, anzi, quelle meno di tutte.

 

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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