sabato, Ottobre 16

Terrorismo: catturato a Bruxelles Salah Abdeslam

0
1 2


E’ stato finalmente catturato a Bruxelles il principale ricercato per gli attentati di Parigi del 13 novembre scorso, Salah Abdeslam. L’arresto è avvenuto grazie ad una maxi operazione delle forze speciali di polizia, che ha trovato il fuggitivo insieme a un complice, anche lui fermato dagli agenti e ferito come Abdeslam, in un edificio di proprietà del Comune di Molenbeek. Fonti parlano di un terzo uomo, asserragliato dentro un appartamento. L’operazione si è concretizzata nel pomeriggio, quando l’area è stata completamente chiusa e dopo poco è partita una fitta serie di colpi d’arma da fuoco. Nella via è presente anche una scuola e i bambini sono stati costretti a rimanere barricati nelle aule. Secondo ‘Le Soir’, l’operazione per la cattura di Salah Abdeslam sarebbe stata anticipata ad oggi dopo la fuga di notizie sul ritrovamento delle impronte di Salah nell’appartamento di Forest dove martedì, durante un blitz, è morto un terrorista di origini algerine, Mohamed Belkaid, che proprio Salah Abdeslam andò a prendere in Ungheria e con cui venne controllato alla frontiera austriaca. Proprio questo dettaglio delle impronte ha fatto capire alla polizia che l’uomo era ancora in zona. Quindi si pensa che proprio Abdeslam fosse l’uomo in fuga dopo quella operazione a Forest, anche se in un primo momento erano proprio arrivate smentite in merito ad un legame all’indagine sugli attentati di Parigi e il blitz. Soddisfazione è arrivata dal premier Charles Michel, che ha lasciato precipitosamente la sede del vertice Ue-Turchia per seguire la vicenda in prima persona.

Raggiunto finalmente a Bruxelles un accordo con tra la UE e la Turchia per risolvere la questione migranti. L’ok è arrivato dopo la riunione tra i capi di Stato e di governo dei Paesi membri dell’Unione Europea. Tra i punti raggiunti quello del rinvio degli irregolari, vista come una misura ‘temporanea e straordinaria’ per mettere fine ai rischiosissimi viaggi della speranza nell’Egeo e rompere il business creato dai contrabbandieri. L’accordo comunque garantisce che qualsiasi domanda d’asilo sarà esaminata singolarmente sulle isole greche, per questo saranno rimandati indietro solo chi non presenterà la domanda o quelli la cui domanda sarà ritenuta irricevibile. Per legittimare sul piano giuridico l’irricevibilità delle richieste d’asilo che saranno presentate in Grecia, ci si baserà sul principio del ‘Paese terzo sicuro’. Una volta che la Grecia riconoscerà questo status alla Turchia, per l’Ue i rinvii saranno legali. Costi dell’operazione? Naturalmente a carico dell’Unione Europea. Inoltre sarà data priorità ai migranti che non abbiano tentato di entrare in modo irregolare nell’Ue: previsto un plafond di 72mila posti nel contesto degli impegni già assunti dai Paesi europei, oltre ad un piano a lungo termine di reinsediamento degli stessi nei vari Paesi. Ovvio che la Turchia ‘ci guadagni’ da tutto questo: prevista infatti una decisa accelerazione sull’esenzione dei visti per i cittadini turchi in Europa, che avverrà al massimo entro la fine di giugno 2016. Ankara però dovrà soddisfare i 72 criteri specifici previsti entro fine aprile. Previsti poi aiuti alla Turchia di 3 miliardi per la gestione della questione migranti e permettere una vita dignitosa anche ai quasi 3 milioni di rifugiati già presenti nel Paese. Mentre sulla riapertura del processo di adesione della Turchia nella Ue, visto il veto di Cipro, tutto sembra essere molto vago.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->