venerdì, Gennaio 28

Terrore: scusa occidentale per mascherare il neocolonialismo? Le religioni e la fede in generale hanno ben poco a che fare con i cosiddetti 'scontri di civiltà' che i politici hanno voluto affermare

0
1 2


Il neocolonialismo e l’esercito del terrore

Sembra esagerato, vero? I nostri Governi non sacrificherebbero mai volontariamente la propria gente per i propri mandati politici… Ne siamo sicuri? Pensiamoci bene.

Cosa è successo dal 13 novembre 2015? Il Presidente francese François Hollande ha giustificato un deficit di bilancio ancora maggiore per coprire le spese militari francesi, il Primo Ministro britannico David Cameron può finalmente giustificare la guerra contro la Siria, e i profughi di guerra possono ora essere apertamente discriminati in nome della sicurezza nazionale.

Per ogni attacco terroristico orchestrato contro le capitali occidentali ci sono state nuove guerre in Medio Oriente. Per ogni vita persa in America o in Europa, centinaia di migliaia di arabi, asiatici, kurdi, alawiti e di altri abitanti del terzo mondo sono morti. Tutto ciò per un bene superiore, ovviamente. Le Nazioni occidentali non sono macellaie, combattono guerre morali, guerre giuste.

 

Chi sta ingannando chi?

Esiste, però, un’altra faccia del terrore, una che parla di divario sociale e di discriminazione religiosa.
Nel giornale online ‘Dabiq‘, a febbraio, il Daesh ha messo in guardia: «I mussulmani in Occidente si troveranno presto due scelte davanti». Qualche settimana prima, a Parigi era avvenuto il massacro negli uffici del giornale satirico ‘Charlie Hebdo‘. L’attacco sconvolse la società francese e mostrò anche le tensioni latenti tra i mussulmani francesi e i propri concittadini.

Ogni volta che il terrore ha colpito, l’odio è aumentato, riportando alla luce vecchi pregiudizi e rancori, separando comunità in base alla fede. Ma il terrore non ha una fede e il wahhabismo, l’ideologia propugnata dal Daesh, non è islamico. Se aveste prestato attenzione, vi sareste accorti che i mussulmani, più di qualsiasi altro gruppo religioso, hanno sofferto per mano dell’esercito della bandiera nera.

I religiosi wahhabiti e salafiti hanno sempre chiesto la morte di tutti i mussulmani con l’esclusione di quelli che si sottomettono alla loro aberrazione. I mussulmani non sono il nemico, al massimo possono essere il bersaglio.

Il Daesh vuole estremizzare e dividere, lo dicono loro stessi. Sempre su ‘Dabiq‘, il Daesh ha scritto di aver «eliminato la zona grigia» che rappresenta la coesistenza tra gruppi religiosi. Come risultato, dice, i mussulmani che vivono in Occidente presto non saranno più benvenuti nelle proprie terre. Trattati con sospetto, diffidenza e ostilità sempre maggiori dai propri concittadini in seguito alle sparatorie, i mussulmani occidentali saranno presto costretti ad «apostatare o a migrare nello Stato Islamico e sfuggire alla persecuzione dei governi e dei cittadini».

Ogni volta che i politici parlano di punire tutti i mussulmani con politiche migratorie discriminanti, restrizioni alla libertà religiosa e schemi di sorveglianza globale, in realtà stanno usando l’arma del terrore. Il Daesh cerca di radicalizzare o addirittura di fare il lavaggio del cervello alla gioventù tramite l’odio e la paura.

Il Terrore sta vincendo, ma non perché stia reclutando più mussulmani per la propria causa. Sta vincendo perché sta portando la società occidentale a odiare i mussulmani e sta rendendo vera la profezia wahhabita di una guerra santa futura tra la Chiesa e i suoi eserciti.

Nel frattempo, i commercianti d’armi e i capitalisti vivono beati grazie alle opportunità di ricchezza offerte dalla guerra.

 

Traduzione di Emma Becciu

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->