lunedì, Giugno 21

Terrore in Israele: cinque morti e decine di feriti

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Il governatore Onaga ha vinto le elezioni dello scorso anno proprio promettendo di opporsi alla costruzione della base a Nago City, promessa che aveva fatto e poi disatteso anche il suo predecessore. Ad Okinawa, dove il 20% del territorio è occupato da istallazioni militari Usa, vi è da tempo una forte opposizione alla presenza delle forze americane, originata anche dallo stupro di una bambina di 12 anni commesso nel 1995 da tre militari. In risposta all’ondata di proteste di allora i governi americano e giapponese annunciarono la volontà di chiudere la base di Futenma che si trova all’interno di Ginowan City, per costruirne una nel nord appunto a Nago City.

La mossa di Onaga inasprisce lo scontro tra Governo centrale e locale, ed è maturata dopo che le parti non hanno raggiunto un ragionevole compromesso sul trasferimento di Futenma, duramente contestato a Okinawa, nei colloqui terminati ai primi di settembre con un nulla.

In Cina, la città di Tianjin è stata sconvolta da una esplosione seguita da incendio in un magazzino di prodotti chimici. È la seconda volta in due mesi dopo la grave detonazione in un magazzino di prodotti simili che provocò la morte di oltre 170 persone. Stavolta l’esplosione è avvenuta nella tarda serata di lunedì, quando in Italia era ancora pomeriggio, in un magazzino del distretto di Beichen, ma la notizia si è diffusa solo il giorno dopo. Secondo l’agenzia ufficiale Xinhua, non ci sono state vittime e l’incendio è stato domato in cinque ore. La polizia ha confermato che il magazzino, in cui erano custoditi alcool e altro materiale chimico, non aveva licenza e che già sono state arrestate due persone.

Lo scorso 12 agosto varie esplosioni gigantesche in un deposito di prodotti chimici causarono una strage e devastarono buona parte della zona portuale, della città e delle zone residenziali adiacenti.

Il Parlamento iraniano ha approvato l’accordo nucleare siglato a luglio con le grandi potenze, spianando la strada alla applicazione formale dell’intesa per impedire a Teheran di produrre l’arma atomica. Il Majles (l’assemblea consultiva islamica, il Parlamento) ha voluto però ricordare che gli ispettori internazionali avranno solo un accesso limitato ai siti militari iraniani.
La mozione sul cosiddetto ‘Piano d’azione comune complessivo’ è stata approvata con 161 voti a favore, 59 contrari e 13 astensioni.

 

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