lunedì, Giugno 21

Terrore in Israele: cinque morti e decine di feriti

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Sullo sfondo del conflitto in corso, l’inviato delle Nazioni Unite per la pace in Siria Staffan de Mistura è volato a Mosca per incontrare il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, con il quale discuterà della guerra in corso dal marzo del 2011 alla luce dell’intervento militare russo a sostegno di Damasco. E proprio da Mosca arriva la notizia secondo cui le autorità hanno individuato in 77 regioni russe e 6 Stati oltre 4000 persone sospettate di essere coinvolte nel finanziamento di organizzazione terroristiche internazionali. Lo rende noto Aleksandr Borntnikov, capo dei segreti segreti (Fsb), che hanno indagato insieme al ministero degli interni e al servizio di monitoraggio finanziario. Bortnikov ha aggiunto che sono state rinviate a giudizio 832 persone accusate di essere implicate in attività di organizzazioni terroristiche operanti in Siria. Domenica scorsa sono stati arrestati dodici cittadini russi ritenuti membri o fiancheggiatori dell’Is, sospettati di voler preparare un attentato terroristico nella capitale russa.

Altro fronte di tensione tra Usa e Russia e l’Ucraina, dove il 17 luglio 2014 è stato abbattuto il volo Mh17 della Malaysian Airlines per l’esplosione di una testata di tipo 9N314M lanciata da un missile terra aria Buk. È la conclusione della commissione di inchiesta dell’agenzia per la sicurezza del volo olandese, a cui hanno preso parte i paesi coinvolti nella tragedia, annunciata oggi dal Presidente dell’ente, Tjibbe Joustra nella base aerea di Gilze-Rijen, nel sud del Paese. L’inchiesta ha escluso che il Boeing sia precipitato a causa di una bomba sistemata all’interno dell’aereo, da un missile aria aria, dall’impatto con frammenti di meteorite, o a causa di un guasto. Alcuni passeggeri potrebbero essere stati coscienti negli ultimi istanti di vita, prima dello schianto al suolo dell’aereo. Il missile è stato lanciato da un punto incluso in un’area di 320 chilometri quadrati nell’est dell’Ucraina, si è limitato a dire. L’aereo si è spezzato in volo a causa dell’esplosione della testata del missile e i suoi frammenti sono precipitati in un’area di 50 chilometri quadrati. I tre membri dell’equipaggio del volo MH17 sono morti subito nella cabina di pilotaggio, quando il missile ha colpito il Boeing 777 sulla fiancata sinistra (298 in tutto le vittime della tragedia).

Il rapporto non poteva che suscitare reazioni contrastanti. Il premier ucraino, Arseni Yatsenyuk, ha parlato di operazione pianificata dei servizi segreti russi. Dal canto suo, Mosca sostiene che il modello di missile Buk M-1, prodotto dall’azienda statale Almaz-Antei, non è più in dotazione da tempo alle proprie forze armate. Un paio d’ore prima della presentazione del rapporto, la compagnia ha anticipato la propria difesa pubblicando una ‘controinchiesta’ dalla quale emerge che, secondo una simulazione effettuata la settimana scorsa,  il missile è stato lanciato da 3,5 km a sud del villaggio Zaroshchenskoye, nella regione di Donetsk, controllata dalle forze regolari ucraine e non dai separatisti filorussi.

In Libia, si è conclusa con un nulla di fatto la sessione serale del Parlamento di Tobruk incentrata sulla proposta di governo unitario presentata dall’inviato speciale Onu Bernardino Leon. Il deputato Adnan Fawzi ha parlato di divergenze all’interno dell’Assemblea, con la maggioranza dei deputati contraria sia sui nomi dei ministri che sulla bozza di accordo. Ciononostante da Tobuk non è ancora giunta una dichiarazione ufficiale. Non è dunque chiaro che posizioni prenderà il Parlamento.

Sul fronte Is, le forze della sicurezza di Misurata hanno arrestato Mourad el Sabea, un importante quadro del gruppo jihadista. Sabea è stato fermato dopo scontri avvenuti nel centro città. Era fuggito da Derna dopo che il Consiglio della Shura dei mujaheddin era riuscito a prendere il controllo della città cacciando i jihadisti. Intanto alcuni testimoni a Sirte hanno riferito che i jihadisti l’Is hanno bruciato una grande quantità di libri adottati nelle scuole perché ritenuti contrari alla Sharia. Ma a Sirte l’Is ha soprattutto un altro scopo: cercare il tesoro dello scomparso dittatore Muammar Gheddafi, I jihadisti starebbero ispezionando l’area di Al-atat dove l’ex dittatore soggiornava quando si trovava in città, facendo uso di attrezzature di perforazione alla ricerca di armi, munizioni e denaro, che potrebbero essere stati nascosti dall’ex rais nella sua residenza. In mattinata un gruppo di miliziani libici ha preso come ostaggi 300 operai tunisini a Sabratha, città costiera tra la capitale Tripoli e il confine tunisino, per ottenere il rilascio di un leader locale arrestato in Tunisia. Nel pomeriggio è giunta la notizia della loro liberazione.

Nei primi nove mesi del 2015 i migranti arrivati nell’Unione Europea sono stati oltre 710 mila, più che raddoppiati rispetto ai 282mila dello stesso periodo del 2014. Secondo i dati diffusi da Frontex, l’agenzia Ue per il controllo delle frontiere esterne, da gennaio a settembre il numero di migranti  sbarcati in Italia è stato di 129 mila, mentre sono 350 mila quelli arrivati in Grecia. Le isole greche dell’Egeo, in particolare Lesbo, si sottolinea da Frontex, «continuano a essere le più coinvolte dall’ingresso senza precedente di migranti», con i siriani che continuano a essere la nazionalità più diffusa fra i migranti in arrivo. Nel solo mese di settembre il numero di ingressi registrati in tutta la Ue è stato di 170 mila, in calo dai 190 mila di agosto. Nel Mediterraneo orientale sono stati registrati 49 mila ingressi, stabili rispetto al mese precedente, mentre, a causa di una carenza sempre più marcata di imbarcazioni e del peggioramento delle condizioni meteorologiche il numero di migranti sbarcati in Italia si è dimezzato a settembre, a quota 12 mila, con gli eritrei come prima nazionalità di provenienza. Sempre sul fronte immigrazione, si è appreso inoltre che la Germania potrà istituire zone di transito per i rifugiati in arrivo nel Paese, ma solo per il periodo in cui sono ripristinati i controlli alle frontiere previsti dagli accordi di Schengen. Lo ha detto il portavoce della Commissione europea, Margaritis Schinas.

Passando in Estremo Oriente, il governatore dell’isola giapponese di Okinawa, Takeshi Onaga, ha annunciato oggi la decisione di revocare l’autorizzazione per la costruzione di una nuova base militare nell’isola giapponese, che ospita il 74% delle forze militari americane nel Paese. Contro la decisione del governatore si prevede che farà ricorso il governo giapponese che aveva ottenuto due anni fa dal precedente governatore il via libera alla costruzione della nuova base che dovrebbe sostituire quella di Futenma che ora si trova circondata da quartieri densamente abitati.

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