venerdì, Settembre 17

Terminata la missione Onu in Liberia

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E’ appena terminata la missione di pace delle Nazioni Unite, in Liberia. Dal 2003 quindicimila caschi blu erano stati inviati nel paese dopo due guerre civili, in seguito alle quali sono morte centinaia di migliaia di persone. La prima fase del conflitto scoppiò nel 1989, culminata nel 1990 con l’uccisione del Presidente-dittatore Samuel Doe, per mano delle forze dell’Independent National Patriotic Front of Liberia. In seguito, il Paese entrò in una fase di forte instabilità, durante la quale emerse Charles Taylor, eletto Presidente nel 1997, instauratore di un regime brutale che decimò i membri dell’opposizione e non si fece scrupolo di addestrare e far combattere al suo servizio i bambini soldato. Ne seguirono dieci anni di sollevazioni e rivolte che provocarono la morte di più di duecentomila persone. Nel 2003 l’Onu entrò in gioco con una missione: disarmare tutti gli schieramenti e addestrare un nuovo esercito nazionale e una nuova forza di polizia. Così, oggi, dopo la missione dell’Onu, durata tredici anni, le forze liberiane sostengono di essere pronte a gestire autonomamente la sicurezza nazionale.

Nel frattempo, reduce dell’emergenza ebola e di una guerra civile che ne ha distrutto il tessuto sociale ed economico, la Liberia si ritrova ad affrontare un’emergenza senza precedenti: la nazione dell’Africa occidentale è sull’orlo del quasi totale isolamento. Le inondazioni hanno finito per tagliare la strada principale che porta dall’aeroporto internazionale di Roberts alla capitale, Monrovia, costringendo i conducenti e i pendolari ad allontanarsi, mentre migliaia di residenti sono rimasti senza casa. Così, la maggioranza delle persone vivono tra canoe e impalcature per tenere i propri beni al sicuro e diverse aree sono state evacuate dai residenti, costretti a trasferirsi in zone più sicure, dove regna il caos. L’emergenza più grossa, al momento, è il rischio di epidemie, date le cattive condizioni della vita attuale.  Le organizzazioni umanitarie si stanno affrettando per affrontare l’emergenza, ma il Paese rischia il disastro umanitario e naturale se nessun aiuto concreto verrà impiegato nelle prossime settimane.

(Video tratto dal canale Youtube: africanews)

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