venerdì, Maggio 14

Tensioni tra Marocco e Francia field_506ffb1d3dbe2

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Francois Delattre Marocco Francia

Sale la tensione tra Francia e Marocco, due Stati storicamente legati prima dall’esperienza coloniale, quindi da un’importante e proficua collaborazione politica ed economica. Una serie di circostanze hanno rivelato la presenza di una frattura diplomatica con pochi precedenti nelle relazioni tra due Paesi la cui cooperazione ha in passato contribuito a definire gli equilibri della regione e rappresentato un ponte tra due mondi divisi dal Mediterraneo.

Le polemiche sono esplose al seguito delle dichiarazioni riportate in un documentario girato dall’attore e regista spagnolo Javier Bardem, in cui si descrivevano gli eventi legati all’annessione al Marocco della regione del Sahara Occidentale. Secondo Bardem, un ex ambasciatore francese alle Nazioni Unite avrebbe affermato che Parigi ha ignorato volutamente gli abusi compiuti dal Marocco nel 1975 nel processo di annessione dell’area. Le accuse di aver utilizzato in maniera sistematica la tortura nella regione ha provocato la rabbia del Marocco. Le parole incriminate, attribuite all’attuale ambasciatore francese negli Stati Uniti Francois Delattre, sarebbero: il Marocco è per la Francia «un’amante con cui dormiamo ogni notte, della quale non siamo particolarmente innamorati, ma che dobbiamo difendere». La frase ha scatenato la rabbia del governo marocchino, che si è scagliato contro le parole «umilianti» pronunciate dal diplomatico.

Secondo quanto riportato dalla stampa, un Francois Hollande preoccupato per la piega presa dagli eventi avrebbe telefonato al Re del Marocco per sottolineare il sentimento di amicizia che unisce la Francia al Marocco e cercare di appianare le divisioni formatesi nei giorni precedenti. Le sue parole non sono però servite a contenere il disappunto del popolo marocchino: folle si sono raccolte fuori dall’ambasciata francese a Rabat per protestare contro la Francia.

Nel frattempo, ad aggravare la situazione è giunta la notizia riguardante i tentativi della polizia francese di prelevare un importante esponente dell’intelligence del Marocco. Nella scorsa settimana, il capo dei servizi d’intelligence marocchini ‘Direction de la Surveillance du Territoire’ (DST) Abdellatif Hammouche sarebbe stato raggiunto dalla polizia francese mentre si trovava in visita all’Ambasciata parigina in Marocco. Alla base dell’azione, il desiderio di interrogare Hammouche riguardo due episodi di tortura che vedrebbero coinvolta la sua agenzia. Attenzione sulla vicenda è stata prodotta dall’apertura di due cause civili da parte dell’organizzazione non governativa francese ‘Action by Christians for the Abolition of Torture’.

Nel report annuale del 2014 riguardante il rispetto dei diritti umani in Marocco, l’organizzazione non governativa Human Rights Watch scrive: «Nei casi riguardanti la sicurezza di Stato, come il terrorismo, l’affiliazione a movimenti islamisti, o il supporto all’indipendenza del Sahara Occidentale, viene praticata la tortura e il maltrattamento da parte degli ufficiali di polizia durante il processo d’arresto e la detenzione. Molti individui sono stati costretti a confessare e richiusi in prigione sulla base di queste confessioni». Amnesty International scrive invece nel suo annuario che in Marocco «la tortura e altri maltrattamenti continuano a essere riportati, con detenuti tenuti sotto interrogatorio dal Dipartimento per la Sorveglianza Statale (DST) a particolare rischio. In seguito alla sua visita di settembre, l’inviato speciale ONU ha osservato che la tortura tende a essere praticata soprattutto quando le autorità avvertono che la sicurezza di Stato è sotto minaccia. Ha notato inoltre che le accuse di tortura raramento portano alla prosecuzione contro i probabili colpevoli».

Ancora nel 2012, la Francia costituiva il principale partner commerciale del Marocco. Secondo i dati forniti dal Governo francese, la Francia è il principale acquirente delle esportazioni marocchine (per un 22,6% del totale), mentre il Marocco è il secondo acquirente dell’export francese, per un totale del 12,9%. La Francia è il principale investitore straniero nel Paese maghrebino: nel 2012, l’ammontare dell’Investimento Estero Diretto francese in Marocco è stato pari a 919 milioni di euro. 750 sussidiarie di compagnie francesi lavorano in Marocco, dando impiego a circa 800mila persone. «La Francia rappresenta anche la maggiore singola fonte di turisti» è scritto sul sito del Governo «e genera un introito totale stimato in 1 miliardo e 700 milioni di euro».

Un allontanamento tra Marocco e Francia può creare problemi anche in Mali, dove Rabat sta offrendo un importante sostegno alla ricostruzione e al rafforzamento delle istituzioni nel Paese, dopo che l’intervento a guida francese ha sradicato dal Nord i gruppi islamisti e tuareg ribelli che avevano preso il Nord del Paese. A febbraio, Re Mohammed VI ha compiuto un importante viaggio in Mali, in cui sono stati discussi argomenti di cruciale importanza assieme al Presidente Ibrahim Boubacar Keita.

Nell’articolo Making More of It, il settimanale inglese ‘The Economist’ analizza la recente visita del Re Mohammed VI in Mali: «Il Marocco spera di fare soldi grazie ai propri vicini. Oltre 100 uomini di affari marocchini stanno accompagnando Mohammed. Si prevede che la popolazione del Mali triplicherà nell’arco dei prossimi 35 anni e donatori hanno investito miliardi di dollari per aiutare a ricostruire il Paese dopo che l’azione militare francese dello scorso anno ha aiutato ad allontanare gli islamisti. […] Il Marocco è già ora il maggior investitore africano nel Paese, soprattutto nel settore bancario e delle telecomunicazioni, tramite compagni come Attijariwafa Bank e Maroc Telecom, e potrebbe espandersi nell’agricoltura, nell’infrastruttura, nel minerario e nell’energia».

 

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