mercoledì, Giugno 23

Tensione Iran – Arabia, interviene Vladimir Putin

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«Schengen è molto importante ma è in pericolo». Lo ha detto dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri tedesco Martin Schaefer in relazione alla decisione della Danimarca di chiudere la frontiera con la Germania per i migranti che non sono in possesso dei documenti necessari, almeno fino al 14 gennaio. Coopenaghen ha annunciato di aver ripreso i controlli anche sui viaggiatori in treno, autobus o barca. E annuncia che sono previste sanzioni fino a 50mila corone svedesi (circa €5.500) per chi si rifiuta di esibire i documenti di identità alle autorità preposte «La libertà di movimento è un principio importante, uno dei risultati più grandi nell’Ue negli ultimi anni», ha dichiarato Schaefer, preoccupato anche dalle decisione simile della Svezia. Poche ore prima, infatti, anche il primo ministro danese Lars Løkke Rasmussen aveva annunciato di aver reintrodotto i controlli alla sua frontiera per limitare gli ingressi nel Paese. Solo nel 2015 la Svezia ha ricevuto oltre 150mila richieste di asilo.

Il diplomatico italiano Filippo Grandi assume oggi ufficialmente la guida dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati. «L’Unhcr naviga in acque straordinariamente difficili» ha dichiarato in un comunicato Grandi, che succede al portoghese Antonio Guterres. Il nuovo direttore dell’agenzia Onu ha definito molto persicolosi la combinazione di numerosi conflitti, spostamenti di massa, nuove sfide nel settore dell’asilo, il buco finanziario tra i bisogni umanitari e le risorse, e l’aumento della xenofobia.«Spero che lavorando con i governi, la società civile e altri partner faremo dei progressi per garantire la protezione internazionale e il miglioramento delle condizioni di vita di milioni di rifugiati, sfollati e apolidi» ha insistito Grandi.

Henry Ramos Allup, leader del partito Azione Democratica (Ad), è stato eletto presidente dell’Assemblea Nazionale venezuelana. Dopo diversi giorni in cui la nuova maggioranza anti chavista non è riuscita a decidere, alla fine l’ha spuntata Allup sul rivale Julio Borges, del partito di destra Primero Justicia. L’annuncio è stato dato dal segretario del Tavolo di Unità Democratica (Mud), Jesus Torrealba, proprio il giorno prima dell’insediamento ufficiale del parlamento di Caracas. Domani, infatti, il nuovo governo si siederà per la prima volta sugli scranni del potere venezuelano, anche se con qualche parlamentare in meno. Il Tribunal Supremo de Justicia (Tsj), infatti, ha momentaneamente sospeso l’incarico a tre deputati di opposizione e a uno chavista accogliendo, così, la denuncia della deputata Nicia Maldonado (Psuv), che ha impugnato i risultati delle urne in tutto lo stato Amazonas. I numeri delle elezioni non sono mai stati accettati dalla parte sconfitta, che ha denunciato brogli e chiesto l’intervento dei giudici. In tutto, il partito chavista ha presentato sei ricorsi riguardano l’assegnazione di un seggio nello stato di Amazonas, un secondo in quello di Yaracuy, tre in quello di Aragua e un ultimo appartenente al distretto elettorale indigeno del sud del Paese. Se questi risultati in questi Stati fossero capovolti, l’opposizione manterrebbe la maggioranza nel Parlamento unicamerale di Caracas, ma non disporrebbe più dei due terzi dei voti nell’emiciclo e per domani, temendo scontri, hanno anche chiesto alle Forze armate di proteggere il nuovo parlamento dai manifestanti.

 

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