giovedì, Maggio 19

Tempo di Guerra e tempo (trascorso) di Matteo Salvini A proposito di Tragedia e Farsa

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Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.
C’è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
Un tempo per uccidere e un tempo per guarire, un tempo per demolire e un tempo per costruire.
Un tempo per piangere e un tempo per ridere, un tempo per gemere e un tempo per ballare.
(…)
Qoelet (Ecclesiaste)
3, 1-4 (di 8)

In questo nostro racconto quotidiano sotto il filo conduttore di ‘Storie di Guerra 2022. Tragedia, Farsa e oltre…’ abbiamo usato spesso il registro del sarcasmo grottesco come abbiamo amaramente ancora fatto in ‘E sono pure gay, questi Ucraini…‘, ‘… oltre che nazisti, ebrei, e magari pure negri (sotto l’efficace camuffamento da caucasici biondi)’. Proprio per esorcizzare la tragedia in essere. Però adesso non ne abbiamo neanche più voglia. Non è più il tempo.

Specie di fronte a chi non ha capito di aver fatto il suo tempo. Come un attore che ha avuto momenti di grandezza e poi, irrimediabilmente gigione, continua ad affannarsi sulla scena. Ma il tempo è andato, e non ritornerà.

Matteo Salvini, infatti, nella sua follia autoreferenziale ha voluto a tutti i costi andare sul confine polacco per invadere l’Ucraina da Occidente. Da Oriente ci pensa il suo amico Putin, che almeno ha il requisito della serietà. Criminale, ma serio. Lui non si capisce bene perché e per cosa abbia fatto la sua gita fuoriporta, oltre che fuori di testa. Il Sindaco  di Przemyśl si è dignitosamente rifiutato di ricevere il Segretario della Lega, invitandolo ad andare al confineper condannare Putin. Poi il nostro triste giullare è stato portato via.

Sic transit gloria mundi. Salvini finirà, vedrete, come la Norma Desmond di Viale del tramonto‘. Con il buon Giorgetti, che in fondo ha un cuore, che, come Erich von Stroheim, l’illuderà di un ultimo ciak, un ultimo trionfo, e mentre fuori l’aspetta l’auto (per lei della Polizia, per lui probabilmente l’Autoambulanza), scenderà le scale del Palco di Pontida scambiando carabinieri per popolo plaudente, la camicia di forza per un doppiopetto presidenziale. Poi, finalmente, l’oblio.

(La parte del Qoelet-Ecclesiaste sulla ‘ripartizione’ del tempo da cui siamo partiti, continuamente ritornandoci, si conclude con l’affermazione che c’è “Un tempo per amare e un tempo per odiare, un tempo per la guerra e un tempo per la pace”. Che, di questi tempi…).

STORIE DI GUERRA 2022. TRAGEDIA, FARSA E OLTRE… /6 (continua)

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’

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