giovedì, Settembre 23

E' il tempo del riuso creativo e dell'eco-design

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Il mio nome è Sunil, il contrario di Linus,  padre indiano, madre piemontese, vivo e lavoro da 20 anni  a S.Teodoro in Sardegna, la mia passione è il design, creare qualcosa che possa fondere   la creatività e la fantasia italiana  con la manualità,  lo stile e i colori indiani, utilizzando materiali ecologici” Sunil parla con entusiasmo del suo lavoro volto a creare un’oggettistica dalle linee e  dai colori originali che sono anche quelli della terra e del mare in cui ha scelto di vivere e lavorare, realizzati prevalentemente in alluminio riciclato. I suoi raffinati prodotti  hanno trovato alla Mostra Internazionale dell’Artigianato alla Fortezza da Basso di Firenze  sempre più numerosi estimatori. Dalla prima collezione del 2007 ad oggi  la sua produzione è passata dai 40 modelli iniziali agli oltre  200, tanti sono gli oggetti esposti  solo in minima parte, decorati con smalti naturali vegetali. Come lo stand di Sunil  e della sua signora, molti altri stand  affittati da giovani artigiani  hanno affollato all’interno del Padiglione Cavaniglia lo spazio dedicato agli scenari dell’innovazione, quello del ‘T-Riciclo Green Market‘ e del ‘Laboratorio delle Visioni’. “Basta cavalcare un’idea e … crederci fino in fondo! “ Afferma David, 28 anni, torinese, che ha ricavato i suoi ‘Tappeti volanti’ da vecchie balle di juta di caffè e cacao e riutilizzando scampoli di stoffe colorate. Si tratta di  originalissimi tappeti, arazzi, cucce per cani e gatti, coperture per sedie e poltrone. E nello stesso padiglione abbiamo trovato altri giovani creativi come Oriana di ‘LOVO LOVO for life’ che ad Aversa, nel casertano, dà libero sfogo alla sua vena creativa ridando vita a legni inutilizzati, vecchie tazzine di caffè, frammenti in  ceramica e perfino vecchie reti di pescatori.  Altri hanno inventato borse rivestite di pellicole cinematografiche o  con cinture di sicurezza delle auto. Anche la ‘La Ragazza del Fico d’ India’, è una giovane cagliaritana che ha esposto gioielli in fibra essiccata di fico d’india, materiale che con le sue trame ricorda le filigrane e i pizzi tradizionali dell’isola. “E’ la prima mostra internazionale alla quale partecipo”  ha raccontato: “e sono contenta perché i miei monili hanno riscosso molto interesse nel pubblico”. Una vecchia finestra che diventa base di un tavolo, fondi di bottiglia trasformati in lampade, vecchi pancali riportati a nuova vita: ecco alcune delle proposte di un’artigiana milanese con il pallino del riuso creativo e dell’eco-design che esponeva al Cavaniglia nello stand Katia’s creations. Le sue aspettative?  “Riuscire a vendere e a trovare nuovi canali di business”.

Quelle qui riportate sono solo alcune delle testimonianze che abbiamo raccolto durante la settimana  della Mostra fiorentina che ha chiuso i propri battenti la sera del 1° Maggio e che celebrava  quest’anno i suoi 80 anni di vita. Si tratta di giovani che, raccogliendo la sfida del tempo in cui viviamo, cavalcando con grande convinzione e attitudine l’idea ecologista del riuso, del riciclaggio, del rifiuto dello spreco,  si sono lanciati  con entusiasmo in un’avventura che è creativa, imprenditoriale e produttiva. Con risultati ampiamente soddisfacenti. Lo si è avvertito nelle loro parole, ma soprattutto lo si è visto dall’ interesse mostrato dal grande pubblico  dei visitatori. Un pubblico che ha superato ogni record, registrando  presenze di visitatori e buyers superiori del 25%   rispetto alla passata edizione (che aveva visto la partecipazione di 140 mila persone) e che  ha registrato anche un’ottima performance sul fronte degli acquisti, come hanno dimostrato le lunghe code davanti ai bancomat del padiglione Spadolini, ovvero quello principale. “L’incremento delle presenze del 25% registrato quest’anno“ dichiara Lapo Baroncelli, Presidente di Firenze Fiera: “pone l’accento sull’interesse crescente per l’artigianato made in Italy e internazionale. Il successo di questa 80sima edizione dimostra infatti che la ricerca del bello e ben fatto unito all’abbinamento fra tradizione e contemporaneità in tutti i settori, food compreso, sono fattori vincenti e trainanti per il pubblico di tutte le generazioni. Ancora una volta, alla Fortezza da Basso, è stato premiato il ‘saper fare’ di una cinquantina di paesi e quell’universo di capacità artigiane e manifatturiere che contraddistinguono il nostro territorio e che costituiscono l’eccellenza dell’artigianato che ha reso grande il nostro paese in tutto il mondo”. Uno dei dati più evidenti è che il numero dei giovani creativi in tutti i settori dell’esposizione è cresciuto.

La tradizionale Rassegna dell’Artigianato di tutto il mondo ha cercato non solo di soddisfare, attraverso una programmazione giornaliera di laboratori e dimostrazioni dal vivo, la tradizionale domanda di un artigianato di pregio e di grande fattura,  ma di  indicare un percorso da seguire anche in  futuro:  fatto di nuovi  contenuti, di proposte  creative legate anche a nuovi stili di vita improntati al rispetto della natura, al benessere, ad una sana alimentazione, al gusto per  prodotti d’artigianato che spesso  diventano opere d’arte. Le varie giornate fiorentine hanno visto la partecipazione di artigiani, artisti, designer, makers oltre a sommelier, celebri chef, pasticceri e gastronomi di fama internazionale nonché di istituti scolastici che hanno coinvolti giovanissimi e studenti.  Uno dei momenti di grande attrazione è stato quello dedicato ai paesi stranieri che occupano un intero piano del grande padiglione Spadolini. Quest’anno vi hanno partecipato 43 paesi (in rappresentanza di ogni continente, in gran parte dall’ Africa, dall ‘Oriente, dalle Americhe, con  i loro manufatti  e costumi tradizionali) che  hanno consentito  ai  visitatori di compiere un vero e proprio giro del mondo in poche ore; ospite d’onore il Brasile che ha mostrato la sua anima giovane, la varietà delle sue produzioni coloratissime ed economicamente abbordabili, le immagini ed i suoni di quest’immenso e variegato paese. “E’ il primo anno che partecipiamo a questa mostra” ha detto la responsabile di Korea Traditional Culture Center, l’associazione che promuove all’estero la cultura tradizionale coreana: “siamo molto contenti perché abbiamo trovato un ambiente ospitale e un pubblico molto interessato ed attento ai nostri prodotti provenienti dalla città di Jeonju, nel sud ovest del paese”.

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