giovedì, Giugno 24

Teheran e Riad pronti a uno scontro tra titani?

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L’Arabia Saudita uccidendo il leader sciita sapeva perfettamente di scatenare l’Iran, quali ragione occulte potrebbero esserci nella decisione della monarchia?

Non penso che vi sia un piano nascosto per raggiungere un qualche obbiettivo. Nessuno dei due Paesi può economicamente permettersi una guerra aperta, l’abbassamento del costo del greggio ha portato a perdite ingenti. L’Arabia Saudita, tuttavia, deve fare i conti con dei dissidi interni piuttosto importanti, in primis la disoccupazione che porta a disordini sociali che vanno annientati sul nascere. Ecco, questi disordini potrebbero essere il motivo per cui l’Iran viene rispolverato come nemico estero, l’attenzione si canalizza verso un nuovo problema fuori dal Paese. Una mossa che storicamente ha innumerevoli precedenti. Portando a livelli sempre più alti questa tensione internazionale la monarchia dei Saud potrebbe tranquillamente mettere in atto delle misure più severe per reprimere le opposizioni nazionali in nome di una ritrovata guerra al terrore.

 

Arabia Saudita e Iran sono attori importanti per l’andamento del prezzo del petrolio, quali ricadute economiche prevede in caso di inasprimento del conflitto?

Allo stato attuale delle cose non prevedo un vero e proprio inasprimento del conflitto, come abbiamo detto nessuno dei due Paesi si può permettere una guerra aperta. Tuttavia, uno scenario possibile è quello di un conflitto combattuto alimentando l’indotto di armi e denaro a gruppi satellite dei sunniti e degli sciiti. Il petrolio attualmente si mantiene ad un prezzo basso e non vi sono motivi per credere che questo costo avrà un’impennata nelle prossime settimane a causa di questa tensione tra i due Paesi. La situazione potrebbe cambiare in caso di confronto armato diretto nel Golfo. In quest’ultimo caso lo scenario più credibile è il blocco dello Stretto di Hormuz e di parte delle rotte che passano per il Golfo, crocevia delle petroliere che portano il greggio. Siamo lontani da tutto ciò per il momento.

E la Russia? Nella guerra in Siria fiancheggia l’Iran, come si comporterà in una situazione come questa?

La Russia attualmente ha un disegno internazionale che nel caso riuscisse darebbe a Putin un posto nella storia. Dopo la firma dell’accordo sul nucleare iraniano voluta dagli americani, una parte della comunità sunnita ha ritirato il suo consenso nei confronti dell’amministrazione Obama, questo ha lasciato un vuoto. Il Cremlino, con una mossa magistrale, sta tentando di acquisire questo posto di mediatore in medioo riente lasciato dagli americani. La Russia non è apertamente ostile a Riad perché spera di diventare un punto di riferimento anche per quei sunniti scontenti, aumentando la credibilità come mediatore.

 

Come possiamo vedere, la conflittualità saudita-iraniana nasconde dei risvolti internazionali molto interessanti. Nei prossimi giorni potremmo assistere ad un gioco diplomatico e politico che si spera non abbia eccessive ricadute per  le aree già definite calde come Siria ed Iraq. La chiusura dei rapporti diplomatici e la sospensione dei voli tra le due capitali è solo l’inizio di un grande gioco al massacro che difficilmente coinvolgerà da vicino i veri protagonisti.

 

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