mercoledì, Maggio 12

Taxi contro Uber: a New York l’ennesima tappa delle proteste globali

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Dall’Europa all’Asia fino all’America. I taxi sono in rivolta contro Uber, l’azienda che fornisce un servizio di trasporto automobilistico privato attraverso un’app che mette in collegamento diretto passeggeri e autisti.

Uber nasce nel 2009 grazie a Travis Kalanick e Garrett Camp, con San Francisco come città pilota. Poi da lì la conquista del mondo. Peccato però che le proteste sono divampate ben presto, visto che i tassisti hanno cominciato a  protestare per la concorrenza sleale mossa da Uber e dal suo sistema. Nel novembre del 2014 i primi segnali, con lo stop in Francia del servizio UberPop. Nel maggio del 2015 i primi segni di insofferenza anche in Italia, dove lo stesso servizio viene sospeso da un tribunale di Milano. La protesta si espande, anche in Germania Uber deve rinunciare ai propri servizi, così come a Bruxelles e in Ungheria. Nel gennaio del 2016 poi in Francia, dopo giorni di blocchi stradali e di sciopero dei taxi, Uber France è condannata a pagare 1,2 milioni di euro all’Union Nationale des taxi.

Arriviamo poi al 2017. A gennaio cominciano le proteste contro Uber, che interviene ‘a gamba tesa’ a gennaio durante lo sciopero indetto dai tassisti di New York che, in segno di solidarietà con quanti sono stati colpiti dal bando sui profughi voluto da Donald Trump, hanno deciso di non prendere corse dall’aeroporto Jfk tra le 6 e le 7 di sera di sabato. ‘Abbiamo cancellato l’aumento delle tariffe dal Jfk. Questo potrebbe portare all’allungarsi dei tempi d’attesa. Per favore abbiate pazienza’, il tweet che arriva durante la protesta, vista ovviamente come concorrenza sleale dai tassisti newyorkesi. Ad essere colpito anche il numero 1 di Uber, Travis Kalanick, che lascia il gruppo di consiglieri economici di Donald Trump in seguito al boicottaggio lanciato dagli utenti che stanno protestando in tutta l’America contro gli ordini esecutivi sull’immigrazione firmati dal nuovo presidente degli Stati Uniti. Poi ci si mette negli Usa anche un rischio attacco hacker contro gli utenti di Uber, oltre a Google, che fa causa alla società per furto di segreti industriali, in particolare della tecnologia per le auto che si guidano da sole in sperimentazione in Arizona.

E oggi la storia si ripete. Ecco un breve reportage proprio da New York, dove i tassisti, per la maggior parte stranieri, soffrono come non mai la concorrenza di Uber.

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

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