venerdì, Ottobre 22

Tanzania: fine di una presidenza eccentrica e autocratica John Magufuli è morto. Uomo di contraddizioni, etichettato come populista, la sua è stata una storia di intransigenza, eccessi, eccentricità

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Ieri l’annuncio ufficiale: il Presidente della Tanzania, John Magufuli, è morto in un ospedale di Dar es Salaam, causa un ‘attacco cardiaco’. Questo secondo le parole della suo vice, Samia Suluhu. Da settimane si ricorrevano voci sulle condizioni di salute del capo di Stato, che non appariva più in pubblico dal 27 febbraio. Non si esclude che la vera causa della morte sia il Covid-19.

Secondo quanto prevede la Costituzione tanzaniana, il vicepresidente assume la conduzione del resto del mandato.
La vicepresidente Samia Suluhu diventerà la prima donna Presidente della Tanzania e la prima donna capo di stato nella Comunità dell’Africa orientale.

Sessantuno anni, Presidente della Tanzania dal 2015, Mafuguli aveva negato in più occasioni la gravità della crisi sanitaria dovuta al Covid-19, e la sua politica in fatto di pandemia era stata al centro delle attenzioni per l’eccentricità della posizione negazionista, di fatto in linea con il suo stile di leadership autocratico. Magufuli è un Presidente che «ha sempre avuto una visione peculiare della leadership. Dalla sua elezione nel 2015, ha agito unilateralmente. Ciò ha diviso il Paese, consolidando nel contempo il potere alla presidenza. Anche il suo stesso partito al governo è diventato una vittima del suo stile di leadership autocratico», come annota Aikande Clement Kwayu, ricercatore indipendente dell’Università del Wisconsin-Madison.

Magufuli ha minimizzato la minaccia della pandemia e incoraggiato l’uso di rimedi locali e casalinghi come bere tè allo zenzero e limone e la terapia a vapore come un modo per prevenire l’infezione, come ricostruisce l’intervento di Kwayu.
«Ha
pubblicamente messo in dubbio l’efficacia dei test COVID-19 utilizzati nei laboratori della Tanzania. Ha poi promesso di inviare un aereo per raccogliere il rimedio tradizionale del Madagascar per il virus. Questa dichiarazione aveva segnato la fine degli aggiornamenti quotidiani del Ministro della Salute sulla risposta COVID-19 del Paese, mentre il Presidente diceva che Dio stava rispondendo alle preghiere dei tanzaniani contro la pandemia.
Il presidente ha poi
nominato un nuovo vice ministro della salute, probabilmente perché il precedente aveva messo in dubbio l’uso della terapia a vapore per gestire il virus.
Due settimane prima, il Presidente aveva nominato un nuovo Ministro degli Affari costituzionali e legali, a seguito della morte improvvisa del suo predecessore. Al nuovo Ministro era stato affidato l’insolito compito di
indagare sulle attività del laboratorio nazionale e sulla sua gestione dei test COVID-19». Nomine che chiariscono bene come la lealtà al Presidente fosse molto importante in Tanzania. I dissidenti non erano tollerati. «Anche le organizzazioni della società civile sono state messe da parte. Mentre le organizzazioni religiose sono state conquistate dalla decisione del governo di mantenere aperti i luoghi di culto. La religione è stata inquadrata come una risposta più appropriata al COVID-19 rispetto alla scienza». Da notare che Magufuli era un insegnante di scienze, laureato in matematica e chimica, che ha lavorato come chimico industriale presso la Nyanza Cooperative Union Ltd, operativa nel settore delle macchine per la lavorazione del cotone a Mwanza, nel nord della Tanzania.

Quella di Magufuli è una storia di intransigenza ed eccessi. «Nel 2017, Magufuli ha vietato alle ragazze in gravidanza di continuare la scuola nonostante gli appelli contrari. Di conseguenza, la Banca Mondiale ha ritardato il rilascio di un prestito per l’istruzione di 500 milioni di dollari. Alla fine, Magufuli si è piegato alla pressione e ha revocato il divieto.
Un altro esempio dell’intransigenza di Magufuli è stata la sua reazione a una
protesta pianificata in tutto il Paese organizzata dal partito di opposizione Chadema. La Polizia ha minacciato di usare la forza per impedire ai cittadini di partecipare. Alla fine, l’opposizione ha annullato la manifestazione dopo che i leader religiosi e la società civile hanno chiesto il dialogo. L’assenza di dialogo e la discriminazione contro il Chadema e altri partiti di opposizione hanno portato a un’ulteriore polarizzazione tra l’amministrazione Magufuli e i dissidenti». Nella risposta al Covid-19 ha agito unilateralmente, polarizzando la Nazione e consolidando il potere alla presidenza. Il potere è stato centralizzato nell’esecutivo. «I critici all’interno del partito al governo sono stati puniti edespulsi», in linea con la convinzione di Magufuli che l’opposizione fosse un ostacolo allo sviluppo del Paese.
Per capire come Magufuli centralizzasse il potere basta ritornare ad una mossa strutturale che risale all’inizio della sua amministrazione. L’ufficio di amministrazione regionale e dei governi locali, responsabile dell’amministrazione di progetti educativi, sanitari e di sviluppo all’interno dei distretti locali in tutto il Paese, è stato passato in capo alla presidenza. Pertanto, le questioni relative al governo locale venivano riportate direttamente all’ufficio del Presidente e gestite dal nucleo centrale del ramo esecutivo.

Uomo di contraddizioni, etichettato come populista, come ha sottolineato Nicodemus Minde, della United States International University. «A livello nazionale è stato elogiato per la sua guerra alla corruzione, i rapidi sviluppi delle infrastrutture, la disciplina fiscale e la preoccupazione per gli oppressi». «A livello internazionale, Magufuli è stato letto come un isolazionista. Ha evitato la comunità globale con un approccio guidato dalla sua retorica nazionalista e anti-occidentale». Durante il suo mandato è riuscito a isolare il Paese a livello internazionaleperseguendo una politica estera isolazionista.
Se
a livello nazionale è stato descritto come una risorsa e un nazionalista dello sviluppo, i governi occidentali hanno criticato Magufuli per il deterioramento dei diritti umani e la contrazione dello spazio democratico. E’ stato accusato di persistente violazione dei diritti umani, leggi repressive, aumento della brutalità della Polizia, repressione dei media e della società civile. Magufuli ha anche usato le leggi per creare una cultura della paura e dell’intimidazione. Nè si è fatto mancare una serie di osservazioni misogine.

Come ricorda oggi ‘Nation‘, il Fondo Monetario Internazionale ha elencato la Tanzania tra le economie subsahariane in più rapida crescita, con una media del 6%. L’anno scorso, la Banca mondiale ha ammesso il Paese nell’elenco delle economie a reddito medio-basso, sebbene il processo finale dovrebbe essere completato entro la fine del 2023.

Toccherà a Samia Suluhu proseguire il mandato presidenziale appena iniziato -con le elezioni presidenziali del 2020. 61 anni Suluhu proviene dalla regione semiautonoma di Zanzibar, ha studiato statistica allo Zanzibar Institute of Financial Administration, poi in Mzumbe University ha studiato amministrazione pubblica, all’Institute of Management for Leaders di Hyderabad in India ha seguito un corso di management, e nel Regno Unito ha conseguito un diploma post-laurea in economia presso l’Università di Manchester. È vicepresidente fin dal primo mandato di Magufuli, quello del 2015. In precedenza, era ministro e prima ancora aveva prestato servizio nel governo di Zanzibar. Secondo ‘The Africa Report’: «la relativa debolezza (in termini politici) di Samia Suluhu contribuirà a rallentare il processo decisionale». Debolezza politica ancora tutta da dimostrare; così come sarà da capire se proseguirà la linea di Magufuli, a partire dalla gestione della pandemia, prima banco di prova di una presidenza che potrebbe cambiare registro interpretativo.  

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