domenica, Agosto 14

Tango argentino, che passione!

0
1 2 3 4


La Boca, è la zona di Rio ove si dice sia nato il tango, descritto da Luis Borges come “l’unico punto di Buenos Aires dove niente ricorda Buenos Aires”. Per anni fu il rione più pericoloso: bordelli, prostitute, magnaccia, marinai, bettole dove girava l’oppio.

Nel giro di 70 anni, dal 1830 ai primi del Novecento, l’immigrazione prevalentemente europea fece salire il numero dei suoi abitanti da 20 mila ad 1 milione e 200 mila! In maggioranza maschi. Le prime tango canciones, cariche di nostalgia, risalgono al 1850. Nel frattempo, dalla Germania arriverà un  organetto, il bandoneon, che darà un grande impulso al rinnovamento del tango. Chei, dai bassifondi, si sposterà al centro della città in locali e caffè più raccomandabili, fino a varcare i confini e ritornare verso l’Europa e divenire, già negli Anni 20, musica di successo a Parigi. Hai citato Borges, ma il tango sarà al centro di tanta letteratura (da Sabato a Cortazar fino a Vargas Llos, Marquez ecc.) e conterà autori ed interpreti eccezionali.

 

Oltre al celebre Carlos Gardel, citato anche da Fernando Savater, o a Astor Piazzolla, dove vanno le tue preferenze?

Fra i molti che amo, potrei citare Horatio Ferrer, poeta e drammaturgo uruguaiano, Felix Picerna, Alfredo Helman, Cecilia Milone artista argentina e vari altri. Il tango è una musica in continua evoluzione. Per questo il suo fascino  sarà duraturo perché, come scrive l’uruguaiano Mario Benedetti “mi rompe ammetterlo, ma anche la vita è un bandoneon”.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->