venerdì, Settembre 24

Tangenti in Lombardia, tangenti al Giubileo tangenti

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Tracima da Roma a Milano la nuova tangentopoli italiana travolgendo politici, imprenditori e funzionari pubblici. Come sempre, come ai tempi di Di Pietro & co. Nella (Mafia) Capitale scattano i primi attesissimi arresti per corruzione sulle gare indette dal Comune in vista del Giubileo Al Pirellone, sede della Regione Lombardia, invece, dopo il trasferimento coatto nel carcere di San Vittore del vicepresidente in quota FI Mario Mantovani (che oggi si dichiara innocente, ma si autosospende dalla carica) per presunte tangenti nella Sanità, le opposizioni presentano una mozione di sfiducia contro la Giunta guidata da Roberto Maroni. Il governatore leghista per il momento tiene duro liquidando l’inchiesta come un «attacco politico». E, visto che risulta indagato anche l’assessore lumbard Massimo Garavaglia, Matteo Salvini mette nel cassetto il proverbiale cappio e attacca i pm milanesi come nemmeno Berlusconi: «Attacco politico per nascondere i problemi del Pd e le cene di Marino e Renzi».

La giornata nei Palazzi la monopolizza, invece, il presidente del Consiglio Matteo Renzi riferendo prima alle Camere sul consiglio Ue convocato il 15 e 16 ottobre e trasferendosi, poi, al Quirinale per un vertice ‘preparatorio’ con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Dopo essersi fatto bello in Italia con la riforma del Senato (targata Verdini-Napolitano), Matteo prova a rifarsi il trucco anche in Europa prendendosi il merito della fine del trattato di Dublino che regola l’accoglienza dei migranti (ma non era un cavallo di battaglia del M5S?).

Renzi è tornato anche sulle riforme costituzionali, approvate ieri in prima lettura dal Senato, per definirle con la solita modestia «oggettivamente storiche per l’Italia». Il referendum confermativo, assicura, ci sarà nell’autunno del 2016. Loquacità che, invece, viene meno al premier sul tema ‘scontrini a Firenze’, intorno al quale è calato un imbarazzato silenzio di Stato. Ma il grillino Alessandro Di Battista lo incalza sulle spese pazze e poi lo accusa: «Un impostore che va a braccetto con i poteri forti, ma la resa dei conti arriverà».

Le unioni civili fanno il loro ingresso a Palazzo Madama, ma per restarci chiuse dentro a lungo. Avviata e subito finita la discussione sul cosiddetto ddl Cirinnà bis, per il momento solo ‘incardinato’ al Senato, ma nuovamente affossato dai cattolici Dem e dagli ‘jihadisti cristiani’ di ‘Alì’ Alfano e di ‘Mohammed’ Casini, assolutamente contrari alle adozioni gay. Intanto in Ncd scoppia il caso Gaetano Quagliariello, dimessosi da coordinatore del partito. Aria di scissione (dell’atomo).

I romani erano stati quasi convinti dai mass media che la cricca Buzzi-Carminati di Mafia Capitale fosse stata sgominata dagli arresti dei mesi scorsi. Naturalmente non era così. E la tangibile dimostrazione del marcio che gravita ancora intorno al Campidoglio è arrivata oggi con la notizia dell’arresto di due imprenditori e di un funzionario comunale accusati di aver pilotato attraverso le solite tangenti l’aggiudicazione di una delle mini gare di appalto organizzate in vista del Giubileo. Subito scattata la corsa per prendersi il merito della retata, con l’assessore alla Legalità uscente, Alfonso Sabella, che ricorda di aver denunciato tutti gli arrestati già ad aprile. Ma anche l’Autorità anticorruzione di Raffaele Cantone (Anac) rivendica di aver individuato per prima i tangentari. Una «presa per il culo» secondo Beppe Grillo.

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