martedì, Giugno 15

Taiwan si prepara all’invasione cinese: ma solo per finta

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Taiwan si prepara al peggio. E cosa se non all’invasione da parte della Cina? L’esercito taiwanese ha simulato una invasione nello stretto di 180 km che separa l’isola dalla terraferma. Ad essere coinvolte nel test tutte le forze armate dell’isola con carri armati, elicotteri di assalto e artiglieria.

Di certo c’è che la situazione tra le due parti rimane tesa. Ma lo è in generale tutta la questione riguardante il Mar Cinese Meridionale e le sue isole, rivendicate non solo dalla Cina ma anche da Vietnam, Filippine, Malesia e Taiwan. Ieri la prima provocazione ‘made in Usa’ dell’era Trump, con il passaggio di un cacciatorpediniere, la USS Dewey, entro le 12 miglia di distanza da una delle isole artificiali realizzate dal governo cinese nelle acque Spratly. Un’azione considerata ‘minacciosa’ da Pechino che ha subito inviato i propri mezzi navali.

«Il cacciatorpediniere americano ha violato la nostra sovranità indiscussa sulle isole Spratly e le acque vicine», ha detto Ren Guoqiang, portavoce del Ministero della difesa di Pechino, «ed una tale azione avrebbe potuto facilmente portare ad un incidente marittimo. Invitiamo pertanto gli Stati Uniti ad agire, al contrario, per lo sviluppo delle relazioni bilaterali». Da parte di Washington si parla invece del «diritto alla libertà di navigazione nelle acque contese».

La Cina rivendica la propria sovranità su buona parte del Mare Cinese Meridionale, nel quale ha costruito postazioni artificiali su scogli ed isolotti esistenti. Le acque contese sono state anche teatro di schermaglie militari, come quella del marzo 1988 tra le forze navali cinesi e vietnamite e che portarono alla morte di almeno 70 militari vietnamiti.

(video tratto dal canale Youtube di RT)

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