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Referendum: il ‘NO’ all’aristocrazia dell’incompetenza Il progetto è chiaro: meno parlamentari, meno scocciatori, per di più in un Parlamento ‘abitato’ da incompetenti scelti, per lo più proprio perché incompetenti, dai vari capibastone
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Una ‘botta’ seria a questo progetto, potrebbe fare riemergere le energie poco note che nel Paese ci sono, messe a tacere umiliate, ma forti: sono le ultime residue, se non si trova il modo di liberarle, non abbiamo partita!

Si riprende, con lo Stato Pantalone della Confindustria bonomiana ‘retrò’ Si agitano voci ‘nazionalizzatrici’, e questi interventi diretti dello Stato nell’economia nella pentola di Bonomi producono aromi di muffa con sentori di ‘tanto paga Pantalone’
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Se siamo una comunità, o lavoriamo insieme per un obiettivo comune, dove ciascuno fa e guadagna il suo, oppure siamo dell’idea vecchia e abusata che ‘paga sempre Pantalone’

La ‘carne’ del Governo Conte: non vince chi è forte, vince chi dura Il perdente: l’ingenuo Matteo Salvini, che non ha saputo capire il mondo con il suo Mosca-gate. I vincitori: Mattarella, Prodi, Franceschini, Zingaretti, tre democristiani, un comunista, che hanno capito perfettamente la ‘seconda guerra fredda’
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David Petraeus, ex capo della CIA, a Cernobbio parla di ‘Seconda guerra fredda’, ed è espressione che definisce la sfida e il confronto in corso tra Washington, Mosca, Pechino. L’Italia da Yalta in poi è cruciale

Conte solo, Salvini e Di Maio pronti a sfilarsi Un Paese al collasso, Prodi chiama all’unità della sinistra, serve una grande coalizione riformista che rimetta a posto il Paese e il PD non può fare da solo
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Conte sa di non avere più la fiducia di Salvini e Di Maio; gli sono giunti i ‘sussurri’ di casa leghista: «Si fa forte della rete di rapporti con il Colle, con Draghi e con il Ministro dell’Economia Tria per giocare una partita che non è la nostra»

Manovra di bilancio: dare una chance al Governo Il disaccordo è tra coloro che vogliono penalizzare l'Italia immediatamente e quelli disposti a ritardare la punizione. Perché non evitare la 'punizione' e dare al Governo italiano una possibilità?
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Piuttosto che rischiare una crisi, la Commissione europea farebbe meglio a trova un approccio pià accomodante. I tassi di interesse più elevati sul debito pubblico e uno scontro con l’UE potrebbero portare a una recessione e persino a un disastro   -se provocano minacce di un’ ‘Italexit’ dall’euro