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La ‘rivoluzione umana’ contro l’élite di Zinga e Giggino Nel dopo-convento del PD ... con gli stellini che si incazzano, i piddini che arrabattano, e i giornali che svolazzano ... non restano che le Sardine
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Parole vuote degli uni e ignoranza degli altri, ma «il singolo se si muove può, insieme agli altri, cambiare la società». E’ il rovesciamento della sciocchezza dell’‘uno vale uno’, che infatti ha prodotto solo capi e capetti

Sardine, Mattia Santori, usate il sardinese, non il politichese! Santori sta eccedendo, lui e i suoi ‘co’ o ‘sotto’ capi. Non che dica delle cose sbagliate, ma sono troppe e sempre più in politichese. Se usi il politichese ti rispondono in politichese e ti fregano
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Non siete voi che ‘siete’ il popolo? E il popolo guarda a domani, vuole cambiare la propria situazione domani, non lamentarsi, urlare, odiare, quello è leghismo e grillismo, è politichese

2020, questione di ‘popolo’: quello (stuprato) di grillini e leghisti, quello (vero) delle sardine Stellini in caduta, si, ma forse non veloce; leghisti salviniani in parabola discendente; PD in stallo; sardine al giro di boa
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Guardando quanto ha lasciato dietro il 2019: ora il tempo è poco e il rischio terribile è che aizzate dal popolo le sardine rispondano alle chiamate della politica attiva, questo è il vero grande rischio del 2020

Le sardine sono la tosse, i politici sono il fumo La loro è la rivoluzione per mandare a casa i mentecatti che siedono nelle istituzioni, il contrario del populismo, non vogliono ‘fare’ politica, essere un partito, vogliono ‘buona politica’, vogliono risanare partiti e istituzioni. Sarà una lotta furibonda
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‘Abbattere’ gente come Matteo Salvini, Luigi Di Maio, Beppe Grillo, Matteo Renzi, Andrea Marcucci, Lorenzo Guerini, Nicola Zingaretti, non sarà facile perché loro sono il fumo e lo strumento grazie al quale c’è il fumo. Sono la causa del fumo e della tosse

Sardine, non un partito, ma la pulizia dei partiti Il ‘vaffa’ delle sardine -molto più forte della volgarità di Grillo o di Salvini-Meloni- con il sorriso e un po’ di sana cultura, per coordinare il ‘risveglio del popolo’ contro le brutture di questo immondo ceto politico, che però non va rovesciato, ma costretto a cambiare sé stesso
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Gli stellini sono finiti, e di Salvini la gente comincia averne abbastanza. Sostituire molte delle facce patibolari attualmente al potere nei partiti e nel Governo, con persone normali, attente, colte e competenti. Ce ne sono nei partiti, poche, ma ce ne sono

Sardine: rivoluzionari veri, senza capi, oratori e consulenti Ai politicanti si chiede di smetterla di fare chiacchiere, campagne elettorali perenni invece di stare al posto per il quale si è pagati profumatamente, fare il mestiere per il quale si è pagati. La richiesta più rivoluzionaria, nella sua apparente normalità, dell’assalto al Palazzo d’Inverno!
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Il loro obiettivo non è ‘solo’ Salvini, ma anche i grillini, e molti altri, cioè i politicanti delle parole e di Facebook, quella puzzolente genia di politicanti e grassatori da quattro soldi che ci hanno governato e ci governano

Brexit docet: la bestia è tra noi La folla indistinta aizzata da beceri politicanti è la bestia che rischia di azzannarci tutti. La separazione continua, tra il popolo vero, cioè la gente, e chi governa è sempre più ampia. Da ciò derivano ovunque rivolte popolari e populismi. Si, il popolo senza mediazioni è una brutta bestia
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I politicanti non riescono più a gestire la situazione e ricorrono al ‘popolo’, alla folla indistinta. In Italia assistiamo esattamente a questo. Il nuovo ‘ghe pensi mi’ convoca piazze sterminate per dire alla gente di rovesciare il Governo, di urlare, di protestare, di odiare

Salvini: il popolo, il Parlamento, … noi sovranisti siamo per il ‘me ne frego’ L’‘idea’ di rispetto della Costituzione e del popolo che ha Salvini e sottigliezze (si fa per dire) di sensibilità democratica e costituzionale
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Il Parlamento è l’unico organo che rappresenta e interpreta ‘istituzionalmente’ il popolo: la famosa sovranità di cui costoro parlano sempre, e che «appartiene al popolo», espresso nel Parlamento, ma i sovranisti del Parlamento se ne fregano

Venezuela: il popolo e il diritto in panne Maduro e Guaidó rappresentano una parte del popolo: nessuno dei due, è in grado di ‘rappresentare’ il popolo venezuelano. E’ qui che entra in affanno il diritto internazionale
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La partecipazione di masse consistenti di popolazione sia alle manifestazioni dell’uno che a quelle dell’altro, la sempre più pressante ‘interferenza’ di Stati terzi, in una situazione in cui l’unico ‘governo legittimo’ è quello di Maduro, fin tanto che non se ne dimostri, alla luce del diritto interno, la illegittimità