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Etiopia a rischio di diventare una ‘Siria africana’ La guerra civile continua in Tigray. Già coinvolti Eritrea e Emirati Arabi. Si stanno preparando Egitto, Sudan e Sud Sudan. Altri attori poi potrebbero entrare in scena: Turchia, Rwanda, Uganda, Congo, Burundi
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La comunità internazionale si sta rendendo conto che la guerra civile in Etiopia non è finita e che vi sono anche rischi che si rafforzino i terroristi islamici, che scoppino gli scontri etnici tra Tigrini e Amhara e che vi sia una rivolta armata della Oromia.

Ethiopia risks becoming an ‘African Syria’ The civil war continues in Tigray. Eritrea and the United Arab Emirates already involved. Egypt, Sudan and South Sudan are preparing. Other actors could then enter the scene: Turkey, Rwanda, Uganda, Congo, Burundi
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La comunità internazionale si sta rendendo conto che la guerra civile in Etiopia non è finita e che vi sono anche rischi che si rafforzino i terroristi islamici, che scoppino gli scontri etnici tra Tigrini e Amhara e che vi sia una rivolta armata della Oromia.

Sudan: i militari pronti a cedere, ma alle loro regole Il piano è formare un governo apparentemente civile, escludendo la direzione del movimento rivoluzionario e assicurandosi la lealtà dei tecnocrati apparentemente indipendenti, ma in realtà sotto controllo dei generali
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Il TMC dichiara di poter passare il potere esecutivo anche in pochi giorni ad un governo civile ma, attenzione, c’è il trucco. Secondo Hemetti il governo civile deve essere composto da tecnocrati e militari. Sarebbe già pronta una lista di questi tecnocrati accuratamente scelti dai militari.

Sudan: i militari aprono il dialogo con la rivoluzione, e in segreto incontrano gli ambasciatori occidentali Questa sera la Giunta incontrerà, in una località segreta, a porte chiuse, gli ambasciatori di Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Russia, Stati Uniti. Arabia Saudita, Emirati Arabi e Qatar
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National Congress Party, non potrà partecipare alla transizione in quanto responsabile degli errori del passato, Omar al-Bashir, non sarà consegnato alla CPI, forse in partenza per un esilio dorato

Sudan: complotto arabo-israeliano per sostituire Bashir con il ‘boia di Khartoum’ Salah Gosh avrebbe incontrato il Direttore del MOSSAD con la mediazione congiunta di Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi; concordi a mollare Bashir anche USA e Francia, mentre della posizione italiana non si sa nulla
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“Un Sudan post-Bashir potrebbe implodere creando una situazione come in Libia o Somalia, le cancellerie dei Paesi ‘amici’ cercano l’uomo alternativo all’interno del partito di Governo”