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Indonesia: la politica contro la Comunità LGBTI In vista delle elezioni del prossimo aprile, alcuni candidati preferiscono spostarsi su posizioni più conservatrici e facendo appello alle ali estreme del mondo islamico nazionale. Ma potrebbe essere una pericolosa politica dal fiato corto
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Sono già numerosi gli atti di vera e propria intolleranza di genere e sono altrettanto crescenti i provvedimenti di legge che si schierano in aperto attacco contro la Comunità LGBTI indonesiana in varie parti del Paese.

Nuovi materiali e tecnologie: il futuro del settore logistica delle merci Minore impatto ambientale e riduzione dei costi della filiera di distribuzione: sono queste le promesse delle piccole e delle grandi innovazioni in una delle principali attività dell'economia
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Dall’introduzione di materiali plastici come il polietilene ed il polipropilene in sostituzione al legno, fino all’adozione degli strumenti dell’Internet of Things per rendere tracciabili i singoli pallet: i cambiamenti in atto nel settore sono molti e, senza dubbio, tutti piuttosto promettenti.

La partita dell’Italia nel ‘Grande Gioco’ Artico Petrolio, navigazione, sicurezza: gli interessi italiani nell'Artico secondo l'analisi di Nicolò Sartori, IAI
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L’Artico sta cessando di essere un mero affare regionale per assumere al contrario una vera dimensione internazionale. L’Italia non diventerà una superpotenza dell’Artico ma è in grado di sfruttare le opportunità della regione per massimizzare i vantaggi commerciali che mira di ottenere

Gerusalemme: tutto sulla decisione di Donald Trump Gerusalemme: le promesse mantenute di Trump ed i rischi connessi: la parola al giornalista Luca Marfé
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Questa volta c’è qualcosa in più della solita trovata per far parlare di sé. Come ho già sottolineato, Trump si è schierato apertamente dal lato di Israele prima ancora di diventare presidente. È, senza esagerare, uno dei motivi per cui tanti conservatori, e naturalmente tanti ebrei, lo hanno votato. Cosa fa, dunque? Mantiene l’ennesima promessa.

Rwanda, immigrati da Israele: più business che solidarietà Patto segreto stipulato sulla pelle di rifugiati: 30.000 immigrati dovrebbero essere nel Paese africano, che incasserà 5.000 dollari per ogni rifugiato accolto
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Il Rwanda ha la più alta percentuale di densità di popolazione della regione e il problema delle terre è inserito nelle logiche di sicurezza nazionale. Dove possono vivere questi 30.000 deportati cacciati da Israele? Potranno rifarsi una vita in Rwanda, trovare un lavoro?