venerdì, Maggio 14

Table Dance: il ballo proibito (e desiderato) del Messico

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“Libertà, libertà, libertà”, è così che queste donne intendono la propria lotta. Non ci sono di mezzo armi, né sono state arrestate; semplicemente difendono i loro corpi e la possibilità di esibirli all’interno di uno spettacolo notturno. Non sono prostitute, si difendono. E nemmeno ballerine di lap dance o “teiboleras”, come vengono definite le ballerine di table dance: anche quest’accostamento dà loro fastidio. Si definiscono ballerine erotiche ed esigono che la loro attività venga riconosciuta legalmente nel Distretto Federale, capitale del Messico.

Attualmente la “table dance” non può essere perseguita in quanto tale, poiché secondo la legge non esiste e non può dunque essere classificata come reato; vengono però perseguite le donne che si dedicano a questa attività notturna. Non sono vittime di sfruttamento sessuale, ossia il crimine che le autorità intendono combattere. Perlomeno, non lo sono quelle che si sono organizzate; in questo ambiente però, ammettono loro stesse, tali abusi possono verificarsi.

 

LO STIGMA DEL BALLO

L’aggettivo “teibolera” deriva dal termine inglese “table dance”, ossia ballo sul tavolo, e viene attribuito alle protagoniste di tali esibizioni, su palcoscenici e piste dei locali notturni. Nonostante venga presentata come intrattenimento, quest’attività è stata associata fin dalle sue origini con lo sfruttamento sessuale e di conseguenza con il sospetto che dietro il ballo si nasconda un traffico di esseri umani. “La table dance è stigmatizzata” lamenta Karla Landa Ortega, vicepresidente di “Movimiento PRO entretenimiento erótico”, la prima associazione legalmente riconosciuta della capitale messicana fondata per dare dignità a questo lavoro. A capo dell’associazione c’è propria una ballerina, che insieme a Landa Ortega si occupa della gestione di locali ed eventi che propongono lo spettacolo al centro delle polemiche.

L’associazione è nata nel febbraio del 2014 in seguito ad un maxi intervento delle autorità comunali al ‘Caligola’, un locale notturno che porta lo stesso nome dell’imperatore romano. L’azione della polizia è balzata all’attenzione per il fermo di almeno 100 persone, tra i quali uomini sospettati di tratta sessuale e donne presunte vittime. Questo arresto di massa ha generato poi la protesta di coloro che vivono dell’attività del locale – indagato per sfruttamento sessuale e quindi chiuso – , che hanno organizzato una manifestazione e ottenuto, insieme ad un gruppo di avvocati, la scarcerazione di diversi detenuti.

Gli ultimi ad essere processati, spiega Karla Landa, sono tornati in libertà solo lo scorso ottobre. Nonostante la ‘table dance’ non figuri in nessuna legge o regolamento, l’applicazione della Legge sugli edifici commerciali del Distretto Federale (nota come ‘Legge dei locali malfamati’) in vigore dal 2011 e modificata ad aprile 2014 consente interpretazioni non ufficiali che, a partire dalla sua entrata in vigore, hanno dato il via a più di 500 operazioni.

La ‘Procura Centrale di investigazione sul crimine di traffico di esseri umani’ ha iniziato la propria attività a Città del Messico nel 2013. Juana Camila Rebolar, titolare della Procura, è colei che ha diretto la maxi operazione dello scorso febbraio. “Secondo la Procura, una donna che si metta a ballare seminuda o faccia ‘copeo o ficheo’ (bere qualcosa con un cliente in cambio di una somma di denaro), commette un crimine” ricorda Karla, la quale chiarisce però come nella legge il ‘copeo o ficheo’ non venga elencato tra i crimini. È così che le donne coinvolte hanno iniziato ad esaminare le leggi e a saperne di più: dovevano difendere il ballo erotico come forma di impiego.

 

IL BALLO ARTISTICO

“La nostra associazione risponde agli obblighi di legge, ed è composta da ballerine e persone occupate nel mondo della ‘table dance’; adesso chiamiamo i locali ‘centri notturni’, dove vengono presentati spettacoli di balli erotici” spiega la portavoce di ‘PRO entretenimiento erótico’ , il movimento a favore dell’intrattenimento erotico. “La famosa operazione dello scorso febbraio presentava numerose irregolarità, ha violato i diritti delle donne obbligandole a dichiararsi vittime di sfruttamento sotto la minaccia della carcerazione” continua la rappresentante.

Questa situazione è stata denunciata pubblicamente, per le strade. Per evitare episodi del genere, Karla Landa e i membri di PRO entretenimiento erótico hanno dovuto pensare, oltre che alle normative, anche ad un nuovo modello di attività, che attualmente recita: No ai rapporti sessuali nei locali, no alla vendita o promozione di droghe, firma di un contratto di prestazione di servizi dove vengano indicati il numero di esibizioni e il compenso. Per il momento l’attività è indicata nel contratto come ‘spettacolo di ballo artistico’. Come mezzo precauzionale, si evita di mettere sotto contratto ballerine straniere che non siano in regola con le norme sull’immigrazione.

Per far sì che queste regole vengano messe in pratica, PRO si è unito con la Associazione dei Bar e Centri Notturni di Città del Messico, e almeno quattro di questi locali lavorano insieme. “Nei nostri locali si possono proporre soltanto balli erotici, ma è un dato di fatto che in altri locali si possano avere rapporti sessuali, laddove il cliente abbia denaro e si accordi con le ragazze” continua Landa. Ma questo fenomeno, spiega, viene incoraggiato dalla chiusura forzata dei locali notturni: in questo modo i rapporti sessuali avvengono clandestinamente, le donne offrono i propri servizi per strada o lavorando come accompagnatrici (escort), esponendosi quindi al rischio di subire violenze.

Il nuovo modello di attività, come Karla chiama le regole stilate per l’offerta di questi spettacoli, comprende un codice per il ballo davanti ai clienti su palcoscenici e piste. Alcuni degli articoli: la ballerina che sale sulla pista e si esibisce in un ballo può utilizzare soltanto i vestiti che indossa o servirsi di teli, nastri o un tubo, come nella famosa ‘pole dance’; la ballerina erotica può terminare la propria esibizioni in bikini o in topless, ma non  nuda; non ci può essere contatto fisico con i clienti, né questi possono elargire denaro alle ballerine. In questo modo si evita di incorrere nelle sanzioni previste dalla legge amministrativa, che attualmente regola soltanto i locali e non le attività.

“Abbiamo dovuto allinearci alla legge per non renderci colpevoli di reato” ripete l’attivista per i balli erotici. Il cosiddetto ‘modello di attività’ sta funzionando e consente di conservare i posti di lavoro. Secondo l’amministratrice dei locali notturni, ciascuno degli esercizi aderenti all’associazione dà lavoro direttamente o indirettamente a 700 persone, consentendo di conseguenza il sostentamento di almeno 2.100 persone. “La ballerina è l’attrazione principale, ma poi ci sono i camerieri, i gestori dei locali, i baristi, i deejay, gli addetti alle luci, alle pulizie, alla contabilità, avvocati e altri professionisti. In una notte di buona affluenza, possono esibirsi sulla pista di un locale tra le 25 e le 30 ballerine” continua Karla, la quale non rivela a quanto ammonti il compenso medio, ma assicura che le donne impiegate nei balli erotici conducano un buon tenore di vita. Alcune di loro sono professioniste, altre sono invece studentesse che lavorano la notte e durante il giorno si dedicano ad altre attività o si occupano dei propri figli.

 

L’INNEGABILE SFRUTTAMENTO

Secondo i dati della Procura Generale di Giustizia del Distretto Federale, a febbraio 2014 la Procura per la lotta alla tratta di Città del Messico aveva realizzato 236 operazioni, e in quasi un anno di attività sono state liberate 300 vittime di sfruttamento sessuale. Ciononostante, secondo il documento ‘Diagnosi delle cause strutturali e sociali dello sfruttamento di esseri umani a Città del Messico’, ci sarebbero più di 250.000 donne vittime di sfruttamento sessuale.

“Il fenomeno esiste, non possiamo negarlo, ma esiste in luoghi che non lavorano bene, per strade e nei locali clandestini; per questo motivo è necessario regolarizzare il ballo erotico” sostiene PRO.  A questo scopo il movimento partecipa ai lavori dell’Assemblea del Distretto federale, sperando in un cambiamento della Legge sugli edifici commerciali, la quale è sì una norma unicamente amministrativa ma potrebbe comunque essere un primo passo per ottenere nuovi provvedimenti e leggi per i balli erotici.

Secondo PRO, la ‘table dance’ potrebbe essere legalmente riconosciuta o febbraio o marzo del 2015; questo spinge ancora di più gli attivisti a sostenere le proprie idee: “Siamo centri notturni che propongono balli erotici, dove le donne che si esibiscono sono ballerine e decidono liberamente di dedicarsi a quest’attività. Non sono prostitute né ‘teiboleras'”.

 

Traduzione di Marta Abate

 

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