sabato, Maggio 15

Tabacco, la conquista senza scrupoli dell’Africa da parte delle multinazionali

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I colossi del tabacco sono pronti ad invadere il mercato africano. E non guardano in faccia a nessuno. Secondo le rivelazioni del ‘Guardian‘, alcune aziende, in particolare la British American Tobacco (Bat) hanno fatto pressioni molto forti, arrivando fino a forme di minaccia, su almeno otto governi africani per non introdurre o limitare le campagne e le leggi anti-fumo.

In particolare si parla di azioni legali avviate dalla Bat in Paesi come Kenya e Uganda per proteggere i propri interessi. Il mercato del tabacco in Africa è in rapida espansione e quindi le multinazionali non vogliono che siano introdotte misure in grado di limitarlo. La Bat si difende affermando di non aver violato le regole, ma emerge che ha minacciato di conseguenze economiche negative i Paesi che dovessero approvare leggi anti-fumo.

Decine di milioni di potenziali clienti, in particolare giovani, e previsioni di enormi profitti. Sono molte le ragioni che fanno dell’Africa la nuova frontiera per le industrie del tabacco. Mentre in Occidente le leggi anti-fumo e le campagne di informazione sui pericoli del tabagismo, stanno lentamente riducendo il mercato delle sigarette (meno 1%o all’anno), nei Paesi del sud del mondo lo smercio delle bionde va alla grande: una crescita del 2,8% ogni anno, un dato impressionante che in Africa arriva addirittura al 3,5%.

Le multinazionali del tabacco hanno l’urgenza di compensare le perdite inflitte dal calo dei consumi in Europa e Stati Uniti. L’obiettivo primario è l’immenso mercato asiatico, dove le sigarette sono legali ovunque (tranne in Bhutan, primo Paese smoke-free al mondo). Tuttavia le leggi e le politiche protezionistiche di molte nazioni asiatiche, che mirano a salvaguardare la produzione locale di sigarette, frenano le mire espansionistiche di colossi occidentali.

In Africa invece è tutto diverso, con poche leggi riguardanti il fumo e comunque ostacoli evitabili grazie anche all’enorme pratica corruttiva. E a farne le spese sono i ‘consumatori’. Un recente rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità accusa i produttori di tabacco di mantenere una strategia commerciale aggressiva e irresponsabile che mette a repentaglio la salute di milioni di persone. In particolare nel Continente nero, dove le multinazionali vendono i pacchetti di sigaretta senza le avvertenze dei rischi per la salute, come invece avviene in Occidente. Si parla di almeno 4 milioni di morti tra Occidente e Terzo mondo a causa del tabacco nell’ultimo anno. Ma in Africa il numero è destinato a salire vertiginosamente: si parla di  8 milioni e mezzo di vittime nel 2020.

(video tratto dal canale Youtube del Guardian)

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