sabato, Settembre 25

SYRIZA in Grecia e in Europa

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La vittoria elettorale di SYRIZA rappresenta uno sviluppo politico molto importante per la Grecia ma anche per l’Europa. Il partito SYRIZA era, prima della crisi economica, un piccolo partito di sinistra con una percentuale del 3.5 – 4% e avversario del tradizionale partito comunista.

L’opposizione alle politiche di austerità estreme imposte alla Grecia, quale alternativa alla bancarotta, hanno ingrandito di molto questo piccolo partito, che è riuscito a conquistare il potere. Non era semplice o probabile che ciò accadesse. La Grecia è stata testimone di una terribile guerra civile alla fine della Seconda Guerra mondiale e i ricordi, i sentimenti e le ostilità politiche Sinistra-Destra influenzano ancora la vita politica del paese.

Il governo Samaras-Venizelos si è identificato con la politica di austerità del memorandum, mediante la posizione ideologica comune a favore del neoliberalismo estremo e della politica di globalizzazione. Con questa prospettiva ideologica, non prendono in considerazione un altro modo per far uscire il paese da questa terribile crisi, unica in un tempo di pace.

La politica del memorandum ha anche apportato un nuovo tipo di convergenza politica, che ha come comune denominatore la posizione a favore della politica di austerità del memorandum. Su questo piano, è stata edificata la cooperazione governativa tra SYRIZA e il partito dei Greci Indipendenti (ANEL).

La vittoria elettorale di SYRIZA in Grecia è una sfida per l’Unione Europea. Non solo per cercare nuove soluzioni al problema della Grecia ma anche per cambiare molte altre cose in Europa e in primis la catastrofica politica di austerità unilaterale che verrà adottata. L’Europa ha bisogno di sviluppo. Questo il messaggio inviato dalla Grecia all’intera Europa.

Abbiamo chiesto a Yannis Sideris, noto giornalista, articolista e analista politico, di rispondere ad alcune domande su questi sviluppi e fare delle valutazioni sul corso degli eventi.

Sideris, come considera la vittoria di SYRIZA e più in generale delle forze politiche che sono contro le politiche di austerità del Memorandum? Secondo lei, la politica di austerità, utilizzata finora, avrà presto fine o sorgeranno dei problemi tra il nuovo governo greco e l’Unione Europea?

Il nuovo governo si è allontanato dalla retorica anti-memorandum e ha adottato una posizione più matura. Il Primo Ministro, nella serata della sua elezione, durante il suo discorso, ha sottolineato che il governo non vuole un confronto catastrofico con i suoi partner e i suoi creditori. Vale a dire che non terminerà unilateralmente il programma in vigore, perché ciò si rivelerebbe catastrofico per il paese e potrebbe causare di nuovo il pericolo di un ritiro della Grecia dall’Eurozona (Grexit). La riluttanza del nuovo governo a discutere con la TROICA è dovuta al fatto che esso crede che la TROICA sia costituita da impiegati, che eseguono ordini dei loro supervisori politici e non hanno possibilità di agire autonomamente per attuare dei cambiamenti politici. Per tale ragione, il governo preferisce discutere con i leader politici, al fine di realizzare un cambiamento nel programma.

Cosa ne pensa della cooperazione tra SYRIZA e ANEL? La politica di questi due partiti presenta numerose differenze. Pensa che possano cooperare armonicamente e affrontare i grandi problemi del Paese?

La cooperazione tra SYRIZA e ANEL è un paradosso politico. La filosofia politica dei due partiti è molto diversa, per quanto riguarda, ad esempio, l’organizzazione dello Stato, le risoluzioni ai problemi sociali, la struttura dell’economia, i diritti umani, le relazioni tra i cittadini e la polizia, la tolleranza tra le religioni, l’immigrazione. Nonostante le differenze tra i due partiti, la politica di austerità del memorandum ha agito da fattore di unità mettendo da parte le differenze. In ogni caso, la cooperazione tra i due partiti è un esperimento molto interessante, perché il nuovo governo non dovrà affrontare solo la politica di austerità del memorandum ma al tempo stesso anche tutti gli altri problemi.

Secondo lei, qual è il significato della vittoria elettorale di SYRIZA in Europa? Questa vittoria è utile per ricordare al resto dell’Europa che il problema della Grecia non è solo un problema greco e che l’Europa dovrebbe dare avvio a dei grandi cambiamenti in seno alle sue politiche?

La vittoria di SYRIZA ha un’importanza fondamentale per l’Europa. Il modo in cui si evolverà questa vittoria avrà un’influenza sulla vita politica di numerosi paesi e sull’intera Unione Europea. Un negoziato di successo con i partner europei risolleverà il morale di questi partiti e dei movimenti politici che chiedono un’Europa diversa, scevra da politiche di austerità dure, ma, al contrario, caratterizzata da sviluppo e solidarietà. Un fallimento di SYRIZA e, di conseguenza della Grecia, aumenterà, al contrario, le forze dell’Euroscetticismo. Le elite politiche, che oggi governano l’Europa, hanno perseguito finora una politica di punizione esemplare per la Grecia, al fine di dare l’esempio all’Europa meridionale e intimidire qualsiasi critica contro la politica di austerità ispirata da Berlino. Risulta molto interessante capire come procederanno ora in seguito alla vittoria elettorale di SYRIZA in Grecia.

Secondo lei, che posizione assumerà l’Unione Europea verso la politica di SYRIZA? Accetterà di negoziare e cooperare con il nuovo governo o insisterà sulle politiche di austerità?

La posizione attuale dell’Europa è positiva verso il nuovo governo. A conferma di ciò le recenti dichiarazioni del Presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, del Commissario per l’Economia Pierre Moscovici, del Presidente francese François Hollande e del cancelliere Angela Merkel. Il portavoce della stampa della Merkel ha dichiarato che Berlino è pronto a cooperare con il nuovo governo greco. Il Ministro dell’Economia italiano Pier Carlo Padoan ha chiesto una soluzione al problema del debito greco. Sulla stessa linea, il Ministro dell’Economia austriaco ha sottolineato che l’Unione Europea non dovrebbe provocare la Grecia. Vediamo che anche le forze politiche conservatrici capiscono le difficoltà che il popolo greco sta affrontando quale risultato delle politiche del Memorandum e sono pronte a considerare una soluzione alleggerendo il fardello della politica di austerità. È ben noto, ovviamente, che tutte le forze politiche premano sul rispetto degli accordi presi col precedente governo. Ciò rappresenta un grande problema, perché, in tal caso, questo significherebbe il perdurare dello stato di povertà e infelicità del popolo greco.

Traduzione a cura di Sara Merlino

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