venerdì, Settembre 17

SuperMonito presidenziale su Consulta e CSM field_506ffb1d3dbe2

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Triste, solitario y final (forse) si aggira a fine mattinata per la Libreria Feltrinelli di Piazza Argentina, poche centinaia di metri dalla Camera, Luciano Violante. Che, esposto per giorni e giorni sul ponte alle bordate del fortunale sviluppatosi attorno all’elezione dei due Giudici costituzionali e degli otto membri del Consiglio Superiore della Magistratura (sei fatti, ne mancano ancora due), riflette dopo il SuperMonito quirinalizio se le sue chance aumentino, diminuiscano, scompaiano…

Il Presidente della Repubblica, ad un certo punto della mattinata di sofferenza (dopo giorni e giorni di sofferenze) ha rotto l’inutile attesa collegata alla ripetizione di tentativi a vuoto. «Il succedersi di votazioni senza risultati conclusivi solleva gravi interrogativi. Che si siano verificati nel passato analoghi infelici precedenti, nulla toglie a tale gravità», monita tramite Nota. Da lì ci si incomincia ad agitare, e via al confronto RenziBerlusconi, alle nuove valutazioni del Movimento Cinque Stelle, a qualche starnazzamento di soggetti marginali. 

«Non so – continua monitando Giorgio Napolitano – se tutti i partecipanti alle votazioni in corso abbiano chiara in modo particolare una importante questione su cui desidero richiamare la loro attenzione. Di recente – e specialmente nella discussione in Senato sul superamento del bicameralismo paritario – si è sollevato da varie parti politiche il tema di un elevamento dei quorum previsti dalla Costituzione del 1948 per l’elezione da parte dei parlamentari a determinati incarichi di rilevanza costituzionale. Si ritenne necessario l’elevamento di tali quorum dopo l’adozione – nel 1993 e nel 2005 – di leggi elettorali maggioritarie e in vista dell’adozione di una nuova (per il momento approvata solo in prima lettura dal Senato) anch’essa maggioritaria. Ma quorum elevati per tali operazioni elettorali in Parlamento, implicano tassativamente convergenze sulle candidature e piena condivisione nell’espressione dei voti tra forze politiche diverse, di maggioranza e di minoranza. Ove vengano da parte di qualunque forza politica, o di singoli suoi rappresentanti in Parlamento, e finiscano per prevalere immotivate preclusioni nei confronti di candidature di altre forze politiche o la settaria pretesa di considerare idonei solo i candidati delle propria parte, il meccanismo si paralizza e lo stesso istituto di garanzia rappresentato dal sistema dei quorum qualificati si logora e può essere messo in discussione in senso opposto all’orientamento che ho prima richiamato».

E conclude col MegaMonito finale: «Si rifletta dunque bene anche su questo aspetto non secondario delle conseguenze del protrarsi di un complessivo nulla di fatto nelle votazioni in corso, che innanzitutto impedisce l’insediamento nel nuovo Csm». Le conseguenze si vedranno, a breve o meno, tutte le ipotesi sono al momento aperte.

Ma intanto Violante vaga, Renzi fa il vago, il popolo si svaga

 

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