domenica, Giugno 13

Superman & Wonder Woman

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Gli uomini sono stati educati a credere che per prendere decisioni politiche, economiche e sociali siano da ignorare le proprie emozioni perché interferiscono con l’efficacia delle scelte. L’identità maschile, al di fuori della sfera degli affetti, è stata, di fatto, sociopatizzata – cuore e sentimenti non debbono avere voce in capitolo: dobbiamo essere pronti a infliggere la sofferenza necessaria a fare in modo che le nostre iniziative ed il progresso umano procedano senza intralci.

Uomini che ‘non debbono chiedere mai’ e donne all’incessante ricerca di protezione costruiscono inevitabilmente società disfunzionali, perché si tratta di due metà incomplete che tentano, con fatica e alterni successi, di completarsi assieme, invece di essere due persone complete che si uniscono per dar vita a qualcosa di esponenzialmente più grande.

Avendo spinto oltre il baratro dell’estinzione tutte le società ‘primitive’ che rappresentavano possibili alternative più generose verso le ragioni del cuore, ora ci ritroviamo a vivere in un Occidente in cui, in media, almeno un sesto della popolazione assume psicofarmaci, una persona su sette nel corso della sua esistenza affronterà problemi di dipendenza da alcol o droghe e la principale causa di morte sono le malattie cardiovascolari.

Potere e ricchezza possono fungere da anestetici, ma non curano le ferite della coscienza.

Eppure millenni di leadership patriarcale, in particolare per quello che attiene alla guerra, indicano che la psiche maschile resiste caparbiamente ai processi di maturazione psicologica. E i danni, purtroppo, non sono limitati al genere maschile adulto, ma allintera umanità ed all’ecosistema. Sono davvero troppe le donne persuase che per avere successo sia necessario e giusto scimmiottare gli uomini in prevaricazioni, tracotanze, crudeltà, mobbing che in realtà non sono segni di forza, ma di debolezza e insicurezza. La vera forza è disciplinata e costruttiva.

La stragrande maggioranza delle persone affette da disturbo narcisistico di personalità e da socio/psicopatia rimane però di sesso maschile. Maschi (o donne dai tratti di personalità affini a quelli maschili) sono anche gli autori di quasi tutti gli stupri, atti di pedofilia, violenza domestica e omicidi. Il patriarcato è, odiernamente, una patologia anacronistica che si alimenta di un desiderio irrefrenabile di controllare, estrarre, catturare e dominare.

La tecnologia contemporanea rende superflua la collaborazione finalizzata alla competizione e agevola la competizione finalizzata alla cooperazione, se la buona volontà e l’interesse generale prevalgono. L’umanità, la nostra civiltà, se vuole sopravvivere, dovrà favorire società eque, dove le risorse, le energie, la dignità siano assegnate e riconosciute equamente a uomini e donne.

Aung San Suu Kyi, Nobel per la Pace, Consigliere di Stato della Birmania e Ministro degli Affari Esteri; Ellen Johnson Sirleaf, Nobel per la Pace e presidente della Liberia; Michelle Bachelet, Presidente del Cile; Nicola Sturgeon, primo ministro scozzese; Irina Bokova, direttore generale dell’UNESCO; Kellyanne Conway, imprenditrice ed attuale consigliere del Presidente degli Stati Uniti, la prima donna a condurre a termine con successo una campagna presidenziale americana e la prima a gestirla per i repubblicani; Masoumeh Ebtekar, vicepresidente dell’Iran. In politica i modelli di forza femminile non mascolinizzata non mancano. Basterebbe notarli e trarne le necessarie conclusioni.

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Sull'autore

Consulente di orientamento strategico e analista di tendenze

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