mercoledì, Dicembre 1

Suor Plautilla Nelli pictora ritrovata

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L’attività artistica era una vera e propria fonte di reddito  per la sua comunità religiosa, approvata  dallo stesso Savonarola, in quanto preservava queste donne dall’indolenza.  Lei stessa visse secondo i principi morali della semplicità e della purezza. La richiesta era diffusa a tal punto da implicare la serialità, come nel caso dei quattro dipinti raffiguranti l’immagine di una santa domenicana ritratta di profilo che costituiscono il fulcro di tutta la mostra. La vendita di tali opere divenne fondamentale per la vita del convento di Santa Caterina all’indomani della riforma dei monasteri femminili emanata dai decreti tridentini (1566), riforma che sanciva la proibizione di ricercare beneficenze fuori delle mura conventuali.

Plautilla Nelli
Figura maschile inginocchiata
pietra nera, tracce di biacca (carbonato basico di piombo) parzialmente ossidata e parzialmente ripassata a
gessetto bianco (?)
Firenze, Gallerie degli Uffizi, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe

La Nelli godette di una certa fama, tant’è che è una delle rare artiste citate dal Vasari. Nel ritratto dedicato alla scultrice bolognese Madonna Properzia de’ Rossi, il primo  storico dell’arte scriveva che la prima a  lodare  l’arte del disegno della stessa de ’Rossi,  fu proprio suor Plautilla, «monaca et oggi priora nel monasterio di Santa Caterina da Siena in Fiorenza in sulla piazza di San Marco.La quale cominciando a poco a poco a disegnare et ad imitar coi colori quadri e pitture di maestri eccellenti ha con tanta diligenza condotte alcune cose, che ha fatto meravigliare gli artefici».  Descritte alcune opere di Plautilla il Vasari ne lodava le doti artistiche: «E perché questa veneranda e virtuosa suora, innanzi che lavorasse tavole et opere d’importanza, attese a far di minio, sono di sua mano molti quadretti belli affatto in mano di diversi, dei quali non accade far menzione. Ma quelle cose di mano di costei sono migliori che ella ha ricavato da altri, nelle quali mostra che arebbe fatto cose meravigliose  se, come fanno  gl‘uomini, avesse avuto commodo di studiare et attendere al disegno e ritrarre cose vive e naturali».

Di lei  ne parlò trent’anni dopo il Vasari anche Fra’ Serafino Razzi,  a proposito di sei monache artiste a Santa Caterina, tre delle quali discepole di Plautilla Nelli.  La Nelli fu per tre volte priora delle sue consorelle ( si trattava mandati biennali) con intervalli tra l’uno e l’altro abbastanza lunghi, durante i quali tornò alla sua attività principale: la pittura.  Pare che avesse una certa attitudine al comando, ma dopo la sua scomparsa Modesto Biliotti,  frate e cronista, ne celebrava sopratutto le doti artistiche, ricordando come «le sue opere abbellissero monasteri, conventi e dimore di tutta Italia».  Poi, come si è detto, col passare del tempo, Plautilla è  stata dimenticata. E varie sue opere erano state attribuite ad altri artisti.

Plautilla Nelli (attribuito)
Iniziale A: Adorazione del Bambino con la Vergine Maria, Giuseppe e due monache
1558
tempera, foglia d’oro e inchiostro su pergamena
Firenze, Museo di San Marco

Ora, però, questa Mostra curata da Fausta Navarro (cui si deve anche la cura del catalogo,  Ed.Sillabe) e con la collaborazione del Museo del Tessuto di Prato, non solo recupera ed espone al grande pubblico ben 25 opere dell’artista, della quale nel 2006 epoca del restauro del Compianto se ne  conoscevano solo tre ( una Ultima Cena e la Pentecoste),  21 delle quali restaurate dalla Fondazione Advancing Women Artits Foundation, ma  costituisce il primo importante passo per riportare alla luce, l’opera artistica dell’altra metà del cielo,  per troppo tempo nascosta. Questo lo spirito con cui  Eike Schmidt Direttore delle Gallerie degli Uffizi, ha accolto la proposta di Jane Fortune.

In fondo è questo uno dei compiti dei  musei statali:  far conoscere al grande pubblico con mostre periodiche, parte del patrimonio custodito ma non visibile,  ed artisti noti soltanto agli esperti, ma ugualmente importanti per la nostra storia. La  Fondazione ha restaurato trentacinque lavori di altre  donne scultrici e pittrici, dal XVI al XX secolo, disseminati in vari musei e gallerie fiorentine. «La nostra  missione – dice Jane – è quella di dare voce alle donne artiste del passato.  E grazie a questa mostra, Nelli non sarà più tra le ‘artiste ‘invisibili’». La Mostra è aperta fino al 4 giugno.

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