martedì, Aprile 20

Sulle tracce di Dante

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Sono passati 750 anni da quando Bella degli Abati, appartenente a un’importante famiglia ghibellina locale dava alla luce un bimboDante– battezzato con il nome di Durante di Alighiero degli Alighieri.
La data di nascita non è certa, si presume fosse il 21 giugno 1265, certa è invece quella del battesimo nel Battistero di Firenze registrata il 27 marzo 1266, quando aveva un anno (lo stesso poeta l’aveva ricordato).

Quella data, il 1265, è scolpita nella mente e nel cuore di tutti e, sebbene o forse proprio per riscattare l’onta ed il dolore imposti dai suoi concittadini di allora al divin poeta costringendolo al ventennale esilio, Firenze cerca di rendere il dovuto omaggio al suo illustre antenato.
Le celebrazioni dantesche sono iniziate il 14 maggio con la sfilata dei Gonfaloni presenti alla inaugurazione della statua di Dante in piazza S.Croce, in occasione di Firenze Capitale, giusto 150 anni fa, e proseguiranno fino a dicembre, quando in Palazzo Vecchio debutterà il ‘Ballo 1265’, 33 canti in forma di danza del coreografo Virgilio Sieni, direttore della Biennale di Venezia. Nel frattempo, sono in programma mostre, concerti, incontri, iniziative editoriali e di vario ordine. Saranno all’altezza della situazione?
Riusciranno ad approfondire il rapporto di Dante con la nostra storia e quella fiorentina, la nostra lingua di cui è legittimamente considerato il padre, il suo tempo e la contemporaneità? Beh, lo vedremo soltanto alla fine, quando sarà   tempo di bilanci e riflessioni. Intanto, conviene qui seminare alcune tracce e indicare un itinerario possibile dei luoghi danteschi e delle iniziative in atto partendo proprio dal mistero della Casa di Dante, che ospita il Museo a lui dedicato. E’ quella, non è quella? Uno spiraglio nuovo lo ha aperto Eugenio Giani attuale Presidente del Consiglio regionale, cultore della storia fiorentina e presidente della società dantesca, quella società che vide la sua nascita a Firenze nel 1888, dopo quelle di Dresda, Oxford e negli Usa.

Dante viveva dove oggi si trova il Museo ma il luogo esatto dove è nato è la Torre dell’attuale via Dante Alighieri, che si trova a pochi metri di distanza e che ospita una nota trattoria. Lo rivelano gli studi compiuti nell’Ottocento per la risistemazione di tutta l’area che ruota attorno alla Chiesa della Badia, una delle più importanti di allora, perché al posto dell’attuale cattedrale c’era la Chiesa di S.Reparata e solo l’8 settembre del 1296 fu posta la prima pietra del Duomo”, dice Giani.

La casa-museo fu ricostruita nel 1911 dopo che erano stati abbattuti i ruderi di un incendio. Con l’unità d’Italia era stato dato un grande impulso alla divulgazione dell’ opera dantesca in quanto simbolo dell’unità nazionale e strumento fortemente identitario: e con grande energia figure come Giosuè Carducci, Giovanni Pascoli, Luigi Pirandello declamarono in Orsanmichele i suoi versi.
Cosa che, con letture di massa sul sagrato del Duomo o altrove, si ripete ogni anno a Firenze.  E’ dalla verosimile ricostruzione della sua casa, a pochi metri dalla chiesetta in cui giovinetto incontrò Beatrice, che il visitatore può farsi un’idea di come fosse la Firenze dei suoi anni giovanili. Peccato che né nella casa museo né altrove si conservi un suo autografo (del resto, il testo della ‘Divina Commedia‘ è il risultato del lavoro di filologi danteschi che interpretarono più di 800 manoscritti sparsi nelle biblioteche d’Europa, opera di copisti che avevano ascoltato la declamazione della Commedia).
Altri luoghi amati e frequentati dal giovane poeta, letterato e politico italiano, sono oltre al Bel Sangiovanni, la Chiesa dei padri domenicani di S. Maria Novella e dei francescani di S.Croce, i primi seguaci degli insegnamenti aristotelico-tomistici di Tommaso d’Aquino, i secondi ereditari del pensiero di Bonaventura di Bagnoregio, uno dei maggiori esponenti del misticismo medievale richiamantesi all’insegnamento di Agostino.

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