venerdì, Maggio 14

Sulla Rai 'voteranno come imporrà Renzi' field_506ffbaa4a8d4

0
1 2


Indipendenza, obiettività e apertura alle diverse tendenze politiche, sociali e culturali: era quanto prometteva la Legge n. 103 del 14 aprile 1975, più conosciuta come la prima legge di riforma del servizio pubblico radiotelevisivo. Esattamente quarant’anni dopo, e passando per altri provvedimenti di riordino di una materia alquanto delicata, si discute in queste settimane un nuovo disegno di legge che dovrà riformare una Rai che, nel frattempo, si è alleggerita con la digitalizzazione e si è appesantita con una graduale e pressante occupazione partitica. Annunciato da tempo come uno dei tasselli del ricco mosaico di riforme che Renzi sta portando avanti, non senza critiche, il testo che dovrà ridisegnare la Rai è passato adesso al vaglio delle Commissioni congiunte di Cultura e Trasporti di Camera e Senato, per le quali è stato programmato un calendario di audizioni informali. “Un testo che viene puntualmente bocciato al Senato” denuncia il Presidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai, Roberto Fico, per il quale “con questo disegno di legge vogliono accentrare il potere del Governo sulla funzione pubblica e non possiamo accettarlo”.

 

Presidente Fico, lei la riforma Rai di Renzi l’ha definita una Gasparri 2.0. Ma perché Renzi dovrebbe a tutti i costi ‘riformare’ la TV di Stato senza cambiare granché? Politicamente cosa ci guadagna?

Dire una cosa e poi farne esattamente un’altra è tipico di Matteo Renzi. I suoi annunci sul voler liberare la Rai dai partiti sono stati disattesi immediatamente. Ma non c’erano dubbi. Sta consegnando al Paese una legge peggiore della Gasparri, che prevede l’indicazione da parte del Governo dell’amministratore delegato dell’azienda. Una decisione che non ha pari in Europa. Non strutturare una riforma radicale del servizio pubblico fa parte del suo atteggiamento gattopardiano: nulla, in realtà, deve cambiare, e la televisione pubblica deve continuare a restare sotto il controllo politico. Alcuni cambiamenti significativi ci sono, ma sono prettamente funzionali alla sua concezione del potere.

 

C’è stata una grande fretta prima della nomina del Cda, poi un improvviso rallentamento, denunciato peraltro proprio dai 5 Stelle. Perché?

C’è da dire che il Governo è stato irresponsabile nell’affrontare la questione. Ha annunciato la propria proposta su Rai senza minimamente tenere in considerazione le numerose proposte di legge sulla governance Rai presentate da tutte le forze politiche. Se avesse lasciato lavorare il Parlamento, saremmo riusciti a concludere l’iter in tempo e nominare il nuovo Cda con una nuova legge frutto del confronto parlamentare. La legge è stata approvata al Senato. Ora è iniziato il suo percorso alla Camera. Per ora è incardinata presso le commissione riunite Cultura e Trasporti. Seguirò l’iter personalmente.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->