domenica, Agosto 1

Sul femminismo e l’ Islam Viaggio a fianco delle donne musulmane che combattono l’islamofobia e il sessismo.

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ISLAM: TRA PERCEZIONE E REALTA’

L’Italia è un Paese in cui ad un 3,7% di popolazione musulmana residente sul territorio, corrisponde la percezione, che i musulmani sul territorio siano più del 20% della popolazione totale. Accade lo stesso in Francia, dove ad una percezione del 30% corrisponde una presenza reale di poco inferiore al 7%. Accade in Germania, in Belgio, in Grecia, persino in Polonia, che pur contando lo 0,1% di popolazione musulmana sul totale, ha una stima percettiva superiore al 7%.

Questi dati elaborati dall’istituto Ipsos Mori nell’ambito del sondaggio ‘Perils of Perceptioni pericoli della percezione, rendono bene l’immagine della distanza tra la società così come la immaginiamo, e quella che è in realtà. Le ragioni di queste distorsioni sono varie, e sono ovviamente frutto delle difficoltà del processo di convivenza ed integrazione di due culture differenti. Difficoltà alimentate una narrazione dell’immigrazione raccontata più attraverso le cronache di violenze e reati che attraverso l’approfondimento di storie e numeri.

Nelle agende dei media e della politica, immigrazione e sicurezza sono infatti tematiche che si spingono, si spalleggiano e si richiamano vicendevolmente. Un meccanismo che porta a fomentare ulteriori paure, ulteriore diffidenza e soprattutto ulteriore distanza. E questo vale in particolar modo se riferito a medio orientali e musulmani.

Secondo un sondaggio del Pew Research Center ad esempio, il 46% degli italiani è convinto che la maggior parte dei musulmani faccia parte dell’Isis. A dimostrazione di quanto facilmente i pregiudizi si cementifichino e condizionino la nostra visione dell’Islam e dei musulmani.

Accade così che oltre 1 miliardo e mezzo di persone assumano i contorni di uomini arabi barbari, barbuti e guerrafondai, accompagnati a donne inerti e sottomesse, nascoste da veli e tessuti che spaventano ed infastidiscono.

E proprio sulla figura della donna che questo meccanismo di omologazione isterica lascia i solchi più profondi.

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