giovedì, Aprile 22

Sudafrica: Zuma costretto alla fuga dalle manifestazioni del 1° Maggio

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Un Primo Maggio in Sudafrica all’insegna della rivolta popolare contro il Presidente Jacob Zuma, accusato di aver tradito gli ideali socialisti del partito di Nelson Mandela, l’African National Congress, e di aver permesso alla Apartheid economica boera di continuare dopo la fine dell’Apartheid politica nel 1994    -una rivolta contro Zuma che ha raggiunto il suo apice, qualche settimana fa, a seguito della decisione di Zuma di estromettere dal Governo il Ministro delle Finanze, Pravin Gordhan, principale rivale del Presidente all’interno dell’Esecutivo, e molto rispettato negli ambienti finanziari internazionali.  Il Presidente Zuma è stato costretto a interrompere un comizio e a fuggire durante le manifestazioni del Primo Maggio indette nel parco della città di Bloemfontein, nel centro del Paese, organizzato dal potente sindacato COSATU.

La festa del Primo Maggio è molto sentita in Sudafrica, unico Paese africano con una tradizione sindacale che risale a 100 anni fa e in prima linea contro l’Apartheid dei Boeri e ora contro le ingiustizie sociali e lo strapotere economico della minoranza bianca.
Il Presidente Zuma è stato interrotto dopo pochi minuti dall’inizio del suo discorso dai partecipanti che hanno iniziato a cantare slogan contro la sua Presidenza, accusandolo di rubare le ricchezze della Nazione   –accusa oramai palese da oltre un anno–    e invitandolo a dimettersi  -l’ottava mozione di sfiducia era stata discussa  dal Parlamento lo scorso 18 aprile. La protesta ha assunto subito toni aggressivi che hanno costretto al servizio di sicurezza presidenziale ad organizzare in tutta fretta la fuga del Presidente. Fuga ripresa dalle televisioni nazionali. La protesta è stata spontanea ed originata dalla base del COSATU e del Partito Comunista. Una reazione inaspettata che ha fatto fallire i piani del Presidente del COSATU, Sidumo Dlamini, e del Segretario del South African Communist Party (SACP), Blade Nzimande, che avevano organizzato la presenza del Presidente nel chiaro tentativo di riabilitare Zuma tra le masse lavoratrici. Tentativo che doveva rafforzare le proposte propagandistiche della Black Econony lanciate un mese fa dal ANC nel tentativo di contrastare la popolarità del partito marxista Economic Freedoom Fighters (EFF) (Combattenti per la Libertà Economica) guidato dall’ex segretario della Gioventù ANC, Julius Malema. A nulla sono serviti gli appelli alla calma lanciati da Dlamini e Nzimande. La base sindacale e quella del PC li hanno ignorati, costringendo il Presidente alla fuga.

La protesta della base delle due organizzazioni operaie sudafricane dimostra che il malcontento popolare contro l’attuale dirigenza del ANC e contro il sistema instaurato da Jacob Zuma si sta rapidamente orientando verso i vertici del sindacato e del Partito Comunista, alleati storici dell’ANC. La base del COSATU pretende che i vertici sindacali mantengano la pressione sulla Presidenza per far dimettere Zuma prima della fine del suo mandato nel 2019.

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