venerdì, Luglio 1

Sudafrica: politica al servizio della Famiglia Zuma field_506ffbaa4a8d4

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Nella Repubblica Democratica del Congo il Presidente Zuma ha interessi in alcune miniere d’oro nel Nord Kivu e nei giacimenti petroliferi ubicati ai confini con l’Uganda. A curare gli interessi di famiglia nel Congo ci pensa il nipote del presidente, Khulubuse Zuma. Il Presidente congolese Joseph Kabila annullò gli accordi con la multinazionale petrolifera irlandese Tullow Oil per firmare dei nuovi accordi con due compagnie praticamente sconosciute sul mercato internazionale, la Foxwhelp e la Caprikat, con sedi presso le Isole British Virgin. Il proprietario delle due imprese è Khulubuse Zuma.
Il Governo congolese ha, inoltre, venduto i diritti di estrazione mineraria dei giacimenti d’oro presenti nel Nord Kivu per un valore irrisorio dinnanzi alla quantità d’oro presente valutata attorno ai 1,3 miliardi di dollari, equivalenti ai budget annuali destinati ai Ministeri congolesi della Sanità e dell’Educazione.  I regali di Kabila a Zuma sono stati attuati per ottenere la protezione militare del Sudafrica nel volatile est del Congo in chiave anti-ruandese. Zuma inviò truppe d’élite a combattere, nel 2012 – 2013, la ribellione Banyarwanda del Movimento 23 Marzo (M23) all’interno della Brigata africana di Intervento della missioni ONU di pace MONUSCO. Il contingente sudafricano rifiutò, però, di combattere il gruppo terroristico ruandese Forze Democratiche di Liberazione del Rwanda (FDLR). Due le principali ragioni. L’incomprensibile avversità contro il Rwanda nutrita dal Presidente Zuma (che sostiene anche altri gruppi armati ruandesi che hanno i loro quartieri generali a Johannesburg e Pretoria) e degli accordi segreti siglati con le FDLR per aggiudicarsi ottimi affari in Rwanda dopo la sua ‘liberazione’. Inutile sottolineare che le FDLR sono state le autrici del genocidio del 1994.

La stessa logica degli affari di famiglia (orientati sulle miniere di Nichel) hanno spinto il Presidente Zuma a garantire l’appoggio al regime genocidario del privato cittadino Pierre Nkurunziza che si è auto conferito il terzo mandato presidenziale nell’agosto 2015. Lo scorso febbraio il Presidente Jacob Zuma partecipò alla delegazione della Unione Africana in Burundi per esaminare la crisi in atto, operandosi per nascondere il genocidio e riabilitare il regime CNDD-FDD di Nkurunziza, sostenuto da vecchi amici di Zuma, ovvero i terroristi ruandesi delle FDLR.
Il Sudafrica sta progressivamente divenendo il primo fornitore di armi al regime che le usa per sterminare la sua popolazione. L’alleanza tra Nkurunziza e Zuma non sembra portare profitti al primo criminale. Nkurunziza per ottenere il supporto del Sudafrica non ha mantenuto le promesse fatte alla Francia relative alla sfruttamento delle miniere di Nichel, creando i presupposti per un radicale cambiamento della politica di Parigi nei confronti del Burundi. Sembra che lo scorso marzo la Francia abbia ritirato il supporto al regime e agito dietro alle quinte per concretizzare la minaccia della Unione Europea di sospendere gli aiuti bilaterali e il pagamento dei stipendi destinati ai soldati burundesi impiegati nella missione di pace AMISOM, in Somalia, infliggendo un colpo mortale alla sopravvivenza del CNDD-FDD e di Nkurunziza.

Come rivela il rapporto annuale Africa Progress Report 2013 redatto dal ex Segretario Generale ONU Koffi Annan, il Presidente Zuma sta influenzando negativamente il continente, imponendo una politica estera basata sui suoi interessi personali e su quelli delle multinazionali sudafricane dove detiene segreti pacchetti azionari. Zuma ha nominato un esercito di Ambasciatori in tutti i Paesi africani trasformando il Sudafrica nel Paese con più rappresentanze diplomatiche al mondo che contribuiscono al deficit nazionale. Questi Ambasciatori sono spesso consulenti delle multinazionali sudafricane o politici orbitanti attorno alla Famiglia Zuma.

Il leader sindacale Vavi ha dichiarato al ‘Sunday Times‘ che consegnerà il dossier degli opachi interessi di Zuma in Guinea Equatoriale al Pubblico Procuratore Thuli Madonsela. La denuncia di Vavi va oltre alla Guinea Equatoriale e ha come obiettivo aprire una inchiesta su tutti gli interessi della Famiglia Zuma e delle multinazionali sudafricane ad essa collegate che stanno influenzando la politica estera sudafricana, ponendo il Paese in una situazione di grave complicità con le dittature africane.

La politica estera sudafricana al servizio della Famiglia Zuma non si ferma all’Africa.
Il 30 marzo il Presidente Zuma ha fatto scalo a Dubai, capitale degli Emirati Arabi Uniti, per incontrare il Ministro del Turismo con il proposito di promuovere i parchi nazionali sudafricani. La visita è stata effettuata dopo la visita ufficiale di due giorni in Arabia Saudita. Julius Malema, leader del partito marxista rivoluzionario Economic Freedon Fighters, ha convocato una conferenza stampa il giorno successivo mostrando le prove che il Presidente Zuma si è recato a Dubai per depositare su un conto personale 6 miliardi di Rand (3,5 milioni di euro), appartenenti alla Famiglia Zuma e al suo associato Guptas, il Grande Vecchio della finanza indiana in Sudafrica. «Stanno trasferendo denaro sporco a Dubai bypassando i canali della Reserve Bank», afferma Malema al quotidiano ‘Timeslive‘.

I tentativi di fermare la Holding Zuma non sono attuati solo a livello politico (vedi l’inedita alleanza tra marxisti e capitalisti di Malema e Mmusi Maimane leader del partito borghese bianco Alleanza Democratica) ma anche sul piano giudiziario. ‘Africa Express‘ informa che la Corte Costituzione ha condannato il Presidente Jacob Zuma al pagamento di parte delle spese per i lavori di ristrutturazione e sicurezza della sua casa nel villaggio di Nkandla, provincia del KwaZulu-Natal, con fondi pubblici, 215 miliardi di Rand (13 milioni di euro). «Il Ministero del Tesoro, entro i prossimi 60 giorni, deterninerà la cifra che Zuma dovrà restituire allo Stato». Informa ‘Africa Express‘. Che la visita a Dubai sia servita a mettere al sicuro dei fondi ed evitare il rimborso alla Repubblica del Sudafrica?

 

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