domenica, Aprile 18

Sudafrica, la crisi occupazionale paralizza anche i neolaureati

0

Il tasso di disoccupazione del Sudafrica è sempre più alto: è salito al 26,7 per cento nel primo trimestre di quest’anno dal 24,5 per cento nel quarto trimestre del 2015. Nel mese di marzo di quest’anno i cittadini senza un’occupazione sono arrivati a 5,7 milioni (rispetto ai 5,2 milioni che si avevano in precedenza). Il clima economico non sta aiutando la situazione: la diminuzione nel primo trimestre del 2016 è il più grande calo dal 2010. Inoltre gli uffici statistici prevedono un aumento della popolazione in età lavorativa da 159.000 a 36,4 milioni.

E’ per questo che la crisi occupazionale del Paese sta paralizzando le prospettive lavorative dei giovani laureati. Infatti, ogni anno migliaia di studenti laureati provenienti da università in tutto il Sudafrica non riescono a trovare posti di lavoro. Senza contare che per molti una laurea è l’unico modo per uscire dalla povertà.

Secondo KC Makhubele, un agente di reclutamento che aiuta gli studenti a trovare lavoro, la drammatica situazione è ulteriormente complicata dai datori di lavoro che sono riluttanti ad assumere persone senza esperienza. «Il Sudafrica non è realmente orientato alla transizione di un laureato in un lavoratore dipendente. Quindi, anche se hai una laurea, si aspettano che tu venga con un’esperienza, ma non c’è nessuno che è davvero pronto a darvi l’esperienza», ha dichiarato Makhubele.

Il futuro della popolazione in espansione del Sudafrica e dei giovani senza lavoro rimane incerta. Gli analisti avvertono che la crisi occupazionale è una bomba ad orologeria ed è una delle sfide più urgenti del Governo, soprattutto ora che il Paese si sta dirigendo verso le elezioni che si terranno nel mese di agosto.

 

 

 

 

 

(video tratto dal canale YouTube di Africanews)

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->