mercoledì, Ottobre 20

Sudafrica-Israele-Arabia Saudita, il triangolo della morte

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L’Arabia Saudita sta comprando centinaia di droni da combattimento fabbricati in Israele tramite la mediazione del governo del Sudafrica. La fonte della notizia è autorevole come la sua reputazione. Trattasi di Mujtahidd, un attivista arabo che usa questo pseudonimo. Mujtahidd è famoso per diffondere controverse informazioni sulla famiglia reale saudita e segreti militari dalla sua pagina Twitter attiva dal 2000. Vari analisti mediorientali sospettano che dietro il pseudonimo di Mujtahidd si nasconda una talpa all’interno dei servizi segreti o della stessa famiglia reale. Il tweet è stato pubblicato per smentire le affermazioni pubbliche del Ministro saudita della Difesa che Riad stava costruendo una fabbrica di droni con la cooperazione tecnica del Sudafrica.

Mujtahidd offre una serie di interessanti quanto imbarazzanti informazioni. «Il report del Ministro della Difesa è falso e nasconde le transazioni finanziarie saudite agevolate dal Governo sudafricano per acquistare droni da combattimento israeliani. Israele invia i droni da guerra in Sudafrica dove vengono smontati e venduti alla Arabia Saudita. Una volta giunti a Riyad vengono rimontati con l’assistenza di tecnici sudafricani», afferma l’attivista politico-spia saudita. L’operazione sarebbe gestita direttamente dal Principe Mohammed bin Salman Al Saud.

La rivelazione ha imbarazzato l’opinione pubblica occidentale che tenta di nascondere la notizia, ampiamente diffusa dai media arabi e africani. I governi coinvolti si sono chiusi in silenzio. Le rivelazioni dell’infiltrato saudita sono state giudicate attendibili da vari analisti e media africani tra i quali il sudafricano ‘Mail&Guardian che nell’aprile del 2013 aveva pubblicato una inchiesta sul soggetto. L’inchiesta coinvolgeva la società sudafricana produttrice di droni e missili tattici, la Denel Dynamics. Il quotidiano sudafricano denunciò che la Denel Dynamics aveva contratto in segreto accordi di vendita con l’Arabia Saudita di 400 droni capaci di trasportare missili tattici modello Mokopa e Impi. Il Mokopa è un precisissimo missile anti carro originalmente progettato per gli elicotteri d’attacco Rooivalk. Il Impi è un mini missile di precisione utilizzato per esecuzioni extra giudiziarie degli Stati Uniti e originalmente montato sui droni da combattimento US Predator. L’inchiesta del ‘Mail&Guardian‘ fu confermata dal sito specializzato ‘Intelligence Online e da un rapporto redatto dal Institute for Gulf Affairs. Secondo le rivelazioni dell’infiltrato saudita, la Denel non avrebbe mai prodotto e venduto droni per l’Arabia Saudita. Aveva al contrario firmato un accordo di partenariato commerciale con ditte belliche israeliane, offrendosi come intermediario nella vendita di droni da combattimento israeliani alla monarchia saudita.

Le relazioni tra Israele e Sudafrica risalgono al tempo dell’Apartheid quando i due governi collaborarono per la creazione del missili tattico israeliano Jerico, capace di trasportare testate nucleari. Il regime boero collaborò anche nel nucleare militare israeliano, favorendo la costituzione di un arsenale nucleare in Israele mai dichiarato e tutt’ora coperto da segreto di Stato  -Israele ha sempre negato di avere un arsenale nucleare e si è sempre opposto alla possibilità per l’Iran di usare l’energia nucleare per scopi civili.

I mercanti di morte israeliani hanno continuato a fare affari anche nel Nuovo Sudafrica. Nel settembre 2014 le autorità aeroportuali sudafricane intercettarono due africani e due israeliani implicati nella vendita segreta di armi israeliane alla Nigeria per un valore di 9,3 milioni di dollari. I due africani arrestati risultarono agenti segreti nigeriani, mentre gli israeliani appartenevano al MOSSAD, il servizio segreto israeliano, accusato da varie associazioni internazionali di difesa dei diritti umani di esecuzioni extra giudiziarie di vari leader palestinesi e di mantenere contatti con gruppi terroristici quali ISIL DAESH, utilizzati nella guerra segreta di Tel Aviv contro la Siria e l’Iran. Le notizie trapelate furono all’epoca confermate dal portavoce della autorità aeroportuali sudafricane, Solomon Makgale. Il caso fu archiviato e si perse le tracce degli arrestati. I media sudafricani sospettarono il coinvolgimento del Governo di Pretoria nella compravendita di armi, casualmente intercettata dalle autorità aeroportuali ignare degli accordi segreti siglati tra il loro Governo e Israele.

Il  International Institute for Strategic Studies  (IISS  -centro studi strategico militare) informa che l’Arabia Saudita è divenuta il terzo compratore di armi al mondo, nonostante il deficit pubblico di quasi 100 miliardi di dollari registrato nel 2015 causa il crollo dei prezzi petroliferi. L’Arabia Saudita è impegnata a sostenere vari gruppi terroristici in Medio Oriente e Africa, accusata di crimini di guerra nello Yemen, Paese invaso dall’Esercito saudita per impedire che cadesse sotto l’influenza sciita del Iran. Dall’inizio della guerra 8.400 civili sono stati uccisi dai bombardamenti sauditi tra i quali 948 bambini. I feriti sono oltre 16.000. Si parla di deliberato sterminio della popolazione.

 

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