giovedì, Ottobre 21

Sudafrica, il legame perverso tra Zuma e i Gupta

0
1 2


Le rivelazioni sul network ideato dai Gupta per controllare Senato, Parlamento, Amministrazione pubblica e persino parte dello Stato Maggiore della Difesa, sono state abilmente sfruttate dal partito marxista Economic Freedom Fighters (FFF), guidato da Julius Malema, ex Segretario dell’ala giovanile del ANC. EFF ha denunciato l’intreccio tra affari, politica e fondi pubblici battezzando l’alleanza tra le due famiglie con il termine sintetico ma significativo di ‘Zuptas Mafia‘ (il cartello ZUM GupTA). Il portavoce del partito marxista, Mbuyiseni Ndlozi, ha denunciato al network ‘News24che i fratelli Gupta sono riusciti a prendere il controllo di parte dei centri nevralgici del Paese grazie ad un livello di corruzione ormai incontrollabile, divenendo una diretta minaccia per la democrazia sudafricana. EFF ha iniziato una campagna popolare contro i potenti investitori indiani e il Presidente Zuma. Il motto della campagna  – Zumpta must fall (Gupta e Zuma devono cadere) – è diventato così popolare tra i cittadini da divenire una canzone di successo ai primi posti delle Hit Parade nazionali.

Zumptas Mafia ha messo in serie difficoltà le due famiglie, incontrando la pubblica condanna, la rabbia dei milioni di proletari, disoccupati e contadini neri che ben poco hanno assaporato del benessere e della crescita economica del nuovo Sudafrica, e degli investitori nazionali ed internazionali che accusano i fratelli Gupta di concorrenza sleale e di creare un monopolio ai danni della pluralità economica nazionale. La campagna mediatica di EFF, e l’interesse dimostrato dalla Magistratura (vera e propria spina al fianco del Presidente Zuma) sui sospetti di corruzione di parlamentari, Ministri e dirigenti statali, ha creato un clima negativo per la reputazione e gli affari dei Gupta, fino a spingere i tre fratelli a ventilare l’ipotesi di riconsiderare i loro investimenti nel Paese, ricollocandoli negli Emirati Uniti Arabi. «Con immenso dispiacere, a seguito del periodo di odiosi attacchi politici contro la famiglia Gupta e i suoi affari, siamo arrivati alla conclusione che è giunto il momento per la nostra famiglia di ritirarsi da tutte le posizioni esecutive e non relative alle nostre attività in Sudafrica», recita un comunicato stampa firmato dai tre fratelli.

L’annuncio fa seguito all’attacco inflitto alla famiglia Gupta dal sistema finanziario e imprenditoriale sudafricano ancora saldamente controllato dalla minoranza etnica dei Boeri. I maggior istituti finanziari del Paese hanno interrotto tutte le relazioni finanziarie con i Gupta, pregando di chiudere i conti, rifiutando di fare transazioni bancarie, erogare prestiti e accogliere garanzie. L’annuncio di trasferire negli EUA  l’impero economico che ha contribuito alla fortuna personale della famiglia presidenziale ha spinto il Presidente Jacob Zuma a sguinzagliare i Ministri delle Finanze, Risorse Minerarie, e del Lavoro per fare pressioni sugli istituti bancari al fine di rivedere la loro decisione. L’azione attuata per difendere gli interessi personali delle due famiglie ha indebolito la posizione del Presidente Zuma, che vede ormai ai minimi storici la sua popolarità, a tutto vantaggio del partito marxista EFF, che alle amministrative di agosto conta di diventare la seconda forza politica nazionale in previsione di ottenere il potere alle elezioni presidenziali del 2019. «Di quali altre prove necessitiamo per provare che la famiglia Gupta controlla il governo? Invece di inviare i suoi Ministri ad ascoltare le difficoltà del popolo, Zuma indica come priorità il salvataggio dell’impero Gupta», denuncia  Dennis Bloem, uno dei leader del Partito Popolare.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->