giovedì, Maggio 13

Sudafrica: emergenza energia elettrica La scorsa settimana, la rete elettrica nazionale sudafricana è stata gravemente sotto pressione. Rischio blackout, non solo programmati

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Eskom-Zuma

 

Johannesburg – Se la domanda di energia elettrica in Sudafrica non dovesse diminuire, potrebbe verificarsi quello che i sudafricani hanno imparato a conoscere come ‘load shedding’, cioè la sospensione dell’apporto elettrico in aree del Paese stabilite secondo turni precisi. Già alcuni anni fa è stato necessario adottare questa soluzione con regolarità, tanto da essere accolto quasi di buon grado dalla popolazione.

Immaginate:  è una fredda sera d’inverno, avete alle spalle una dura giornata di lavoro e siete stati seduti in auto, bloccati nel traffico, per un’ora. Tutto quello che volete è tornare a casa, fare una doccia calda e coccolarvi con un pasto caldo davanti alla tv. Invece, arrivate a casa, accendete il riscaldamento e vi accingete a preparare la cena, quando le luci si spengono. Niente cena, niente doccia calda, al massimo potrete permettervi una lettura al lume di candela.
O magari dopo il lavoro vi siete uniti agli amici per cenare al ristorante, state per ordinare il vostro pasto quando le luci si spengono. Forse il ristorante scelto ha la fortuna di avere un generatore, e in quel caso potreste comunque mangiare, bere e divertirvi; ma, se non fosse così, dovrete andarvene ancora affamati.

Questi sono solo alcuni degli inconvenienti che i sudafricani hanno dovuto sopportare in molte occasioni negli ultimi anni. Le aziende perdono in tempi di produzione e immagazzinaggio e anche il commercio ne risente; i proprietari delle abitazioni devono fare i conti cibi freddi e andati a male per colpa dei congelatori  inutili se privi di energia elettrica; così tutto il Paese soffre per questa situazione.

Per aggiungere la beffa al danno, un paio d’anni fa è stato annunciato che i sudafricani avrebbero dovuto pagare ancora di più per l’energia elettrica. In effetti  la tariffa aumenta di anno in anno tanto da rendere la bolletta elettrica mensile una delle principali voci di spesa per i cittadini.

Negli ultimi due anni la situazione è stata  tollerabile e i blackout programmati sono andati via via diminuendo, ma questa settimana, quello che sembrava solo un ricordo, si è ripresentato nitidamente grazie a giornate iniziate senza caffè, docce fredde e cene al lume di candela con panini freddi affatto romantici.

Nonostante la Eskom -maggiore società di fornitura elettrica del Sudafrica- abbia sufficiente capacità per soddisfare il fabbisogno diurno del Sudafrica, la sfida è costituita dal breve picco preserale  -in particolare tra le 17.30 e le 18.30-  quando la domanda di energia elettrica aumenta fino a 36000 MW. L’incremento della richiesta è legato soprattutto all’uso di riscaldamenti, scaldabagni e cucine elettriche

Eskom, ha invitato tutti i consumatori a posticipare l’accensione degli impianti di riscaldamento e a spegnere scaldabagni, pompe per la piscina e tutti gli apparecchi non essenziali, perché il rischio di riduzione della tensione elettrica in questo periodo è elevato. La cosa positiva è che molti cittadini sudafricani sono già preparati ad affrontare questo tipo di situazione.

La Eskom utilizzerà tutte le risorse di emergenza a sua disposizione per tenere le luci accese, ma se la domanda non dovesse diminuire, i blackout programmati saranno utilizzati come ultima risorsa per proteggere la rete nazionale dallo spegnimento totale.

Andrew Etzinger, portavoce della Eskom, ha riferito che la società prevede di dover fronteggiare una forte richiesta energetica la prossima settimana, ma che potrebbe non essere necessaria alcuna riduzione nella distribuzione elettrica.
Nel frattempo, il rating della Eskom è stato declassato lo scorso 20 giugno. L’agenzia di rating Fitch ha rivisto l’outlook della società da stabile a negativo. Eskom ha ribattuto che il downgrade è stato una conseguenza del declassamento del Sudafrica  -anche in questo caso da stabile a negativo-  della settimana precedente, sempre ad opera di Fitch.

Il Presidente Jacob Zuma, questa settimana, ha dichiarato  che la mancanza nella fornitura elettrica richiede una «trasformazione radicale» del settore energetico del Sudafrica. «Dobbiamo rispondere alle carenze energetiche Paese, al fine di creare un ambiente favorevole per la crescita e per sviluppare un mix energetico sostenibile, che comprenda carbone, energia solare, eolica, idroelettrica, gas ed energia nucleare».
Un sub-comitato del Governo sarebbe stato istituito per coordinare le attività del settore energetico. «Sarà inoltre garantito alla Eskom di riceve il sostegno di cui ha bisogno per svolgere il proprio compito».

Zuma ha assunto un fermo impegno a sviluppare ulteriormente l’energia nucleare e lo sfruttamento delle riserve di gas di scisto. «Il nucleare offre la possibilità di generare oltre 9 000 MW, mentre il gas di scisto è considerato come un game-changer per la nostra economia».  Il Presidente ha dichiarato che l’estrazione del gas di scisto verrebbe effettuata «nel quadro delle nostre ottime leggi ambientali».

Tra le misure urgenti e a breve termine che potrebbero essere adottate è stata presa in considerazione l’idea di accelerare i lavori della nuova centrale a carbone di Medupi. «Ci sono anche alcune attività urgenti in cui siamo impegnati, come la realizzazione in breve tempo della centrale di Medupi. […] I lavori saranno accelerati […] in modo che il processo di approvvigionamento possa cominciare», ha spiegato il Presidente Zuma.

Nel frattempo, grandi le grandi industrie clienti della Eskom pongono seri interrogativi sulla capacità del programma di affrontare un crollo totale o parziale del sistema elettrico. Il portavoce di Group Intensive utenti dell’Energia (IEUG), Shaun Nel, sostiene che in realtà lae Eskom non possa predire quando e come verrà meno la sua capacità di rispondere al fabbisogno energetico del Paese. Quindi è necessario garantire che la Eskom è preparato ad affrontare una simile eventualità. «Vogliamo sapere come rimetteranno in opera il sistema, cosa faranno se le cose non dovessero funzionare, come si ripristina la distriubuzione, come si potrà comunicare, tutto».

Questa settimana l’IEUG incontrerà i rappresentanti della Eskom per discutere della prontezza operativa del sistema. Andrew Etzinger ha assicurato che Eskom prende il rischio di un eventuale collasso del sistema molto sul serio e non corre rischi nella gestione rete. Il portavoce ha anche aggiunto che pur non essendo certo piacevole, i blackout programmati posti in atto nei momenti critici sono necessari a tutelare l’intera rete dal collasso.

Secondo Etzinger, nella peggiore delle ipotesi, possono essere necessarie due settimane per ripristinare il sistema. Anche le centrali elettriche hanno bisogno di elettricità per funzionare, perciò saranno tutte ferme se dovesse verificarsi un crollo totale del sistema. Alcune centrali sono dotate di black start capacity, quindi la possibilità di essere riavviate usando, per esempio, il diesel. Parte dei preparativi per un possibile collasso del sistema è proprio di black start testing, simulazioni messe in atto dalla Eskom proprio per migliorare la sua capacità di reazione a un eventuale collasso, ha spiegato Etzinger.

(Traduzione Francesca Penza)

 

 

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