domenica, Novembre 28

Sudafrica: conclusa l'alleanza marxisti-capitalisti

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Il linguaggio duro e minaccioso di Julius Malema nasce dalla consapevolezza che il Economic Freedom Fighters (i Combattenti per la Libertà Economica) sono capaci di incanalare nel loro progetto politico la frustrazione e la rabbia di milioni di neri che da anni sentono traditi dal partito rivoluzionario storico: African National Congress ora in mano a biechi personaggi senza scrupoli quali il presidente Jacob Zuma. Malema é la voce dei senza voce, il rappresentante di una lotta di classe unica nel suo genere in Africa che si consuma con vittime e sangue. Una lotta che si può sintetizzare nella secolare scontro senza quartiere tra i bianchi e le masse nere. Non Malema ma i milioni di disoccupati, di minatori mal pagati, di sotto proletari ad essere i protagonisti di questo riscatto sociale annacquato dai compromessi di Nelson Mandela. Il ruolo di Malema e del EFF é di offrire una direzione a questo movimento popolare spontaneo e rabbioso.

Il radicalismo delle masse hanno obbligato l’Alleanza Democratica a ritirarsi dagli accordi politici precedentemente stillati con il EFF. La AD ha compreso una semplice verità: non si si può alleare con chi pretende la vostra testa. Nel tentativo di creare un senso di paura contro Malema la AD ha lanciato una campagna di marketing negativo una settimana prima del comizio. Una campagna condotta sui social media e con l’acquisto di 2 milioni di SMS dalla MTN Telecom inviati ai cittadini invitandoli a non partecipare al comizio del EFF. Durante il comizio un aereo ha sorvolato lo stadio con un banner inneggiante alla Alleanza Democratica, in segno di aperta sfida.

Il grande capitale, salvato dagli accordi segreti Mandela – Botha, ha fatto ricorso alle istituzioni di difesa nazionale per lanciare un monito ai ‘marxisti’. Il Ministro della Sicurezza David Mahlobo ha affermato che l’incitamento alla resistenza armata di Malema viola la Sezione 16(2) della Costituzione ipotizzando un eventuale arresto. Mahlobo, famoso per accusare tutte le voci critiche al governo di essere agenti al servizio di potenze straniere o spie della CIA, nel citare la Costituzione ha creato un boomerang politico. Il suo capo, il presidente Zuma, ha impostato il suo potere sulla costante e premeditata violazione della Costituzione, trasformando parte del Paese in un affare di famiglia e la politica estera sudafricana indirizzata ad allargare questi affari. Autodistruttasi la innaturale alleanza, il EFF si sta concentrando a trasformare la sua campagna elettorale in una tempesta indirizzata contro il presidente Zuma e il ANC per infliggere una dura sconfitta alle amministrative.

«Le elezioni locali generalmente non generano lo stesso livello di entusiasmo di quelle nazionali. Eppure é chiaro che le amministrative di quest’anno saranno radicalmente diverse da quelle passate. SI concentreranno sulle masse desiderose di un cambiamento. In questo i Combattenti per la Libertà Economica possono giocare un ruolo importantissimo. Per la prima volta dalla caduta della Apartheid le masse hanno una alternativa al ANC. Questa alternativa rende le amministrative cosi’ importanti per il Sud Africa», spiega l’attivista sud africano marxista Ben Morken

Un cambiamento necessario dinnanzi alla arroganza dei capitalisti boeri espressa in varie occasioni non ultima quella di Mabel Jansen giudice bianco dell’Alta Corte di Gauteng che ha pubblicato sulla sua pagina Facebook suggerimenti che i maschi neri sono sessualmente attirati a violentare le ragazzine considerandolo una piacevole passatempo. Una affermazione che ha creato un coro di proteste e la dura condanna da parte del ANC e del partito borghese Alleanza Democratica. Eppure le parole del giudice Jansen riflettono quello che pensa la minoranza boera sulle masse africane.

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