lunedì, Ottobre 25

Sudafrica: conclusa l'alleanza marxisti-capitalisti

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Il fronte popolare tra marxisti e capitalisti creato lo scorso febbraio dal partito marxista rivoluzionario Economic Freedom Fighters – EFF (i Combattenti per la Libertà Economica) guidato da Julius Malema e il partito borghese Democratic Alliance – DA, guidato da Mmusi Maimane ha avuto vita breve. L’alleanza era stata creata per presentare liste uniche alle amministrative che si svolgeranno in agosto per sconfiggere il partito storico della masse nere African National Congress (ANC) che ha ricevuto nelle precedenti elezioni una significativa diminuzione di consenso, giungendo alla pericolosa soglia-forchetta del 48 – 52%. Dinnanzi a liste comuni dei due principali Partiti di opposizione, l’ANC avrebbe corso il rischio di perdere una serie di comuni e distretti strategici nel Paese. Il fronte popolare proposto tra un Partito di estrema sinistra e un Partito borghese sembra impossibile da concepire. Ideologie e politiche troppo contrapposte per conciliarsi. In entrambi i partiti vi erano correnti che individuavano nella alleanza un guadagno politico. Esse dovevano lottare contro dubbi e timori di vari leader politici avversi al progetto. Quelli del EFF temevano che una alleanza con il partito rappresentante il grande capitale portasse il movimento marxista alla deriva social democratica. Quelli del DA temevano che il loro partito borghese venisse strumentalizzato dal EFF e travolto dalla popolarità che il movimento marxista gode tra le masse nere.

Il divorzio si é consumato durante il raduno organizzato dal EFF sabato 30 aprile presso lo stadio Orlando a Soweto dove hanno partecipato 56.000 persone. Il raduno é stato utilizzato dal leader marxista Malema come test di consenso elettorale in previsione delle elezioni amministrative fissate per il 03 agosto 2016. Il raduno allo stadio Orlando é stato il maggior evento nazionale dopo i dissidi tra il presidente Jacob Zuma e l’Alta Corte che vertono su oltre 300 casi di corruzione in cui Zuma o membri della sua famiglia sono implicati. I partecipanti al raduno sono stati i votanti target del EFF: operai, minatori, sindacalisti, studenti, disoccupati, poveri in generale. L’alta e inaspettata affluenza al raduno sottolinea che la strada di cambiamento radicale intrapresa dal EFF ha grandi possibilità di essere la politica vincente. Certamente migliore di una alleanza inusuale con le forze del capitale che opprimono la base elettorale del EFF.

La scelta dello stadio di Orlando é stata appropriata in quanto il quartiere povero di Soweto ha delineato la storia rivoluzionaria del Sud Africa e divenuto un simbolo tra la classe operaia, tra i studenti e i diseredati. Fu proprio a Soweto, il 16 giugno 1976 che iniziò la rivoluzione nera quando i studenti iniziarono la rivolta di massa e la polizia apri il fuoco uccidendone centinaia. La rivolta di Soweto apri’ la stagione di lotte degli Anni Ottanta e Novanta che portò alla caduta del regime della Apartheid.

L’Alleanza Democratica ha immediatamente compreso la natura radicale del raduno che avvia la campagna elettorale del partita marxista EFF. Sebbene il manifesto politico non sia stato ancora reso noto, é chiaro che Malema proporrà una politica amministrativa di Comuni e Regioni a favore dei lavoratori e dei poveri. Tariffe politiche per luce e acqua, investimenti nei servizi sociali, creazione di nuovi posti di lavoro all’interno delle amministrazioni e delle strutture comunali e regionali addette alla manutenzione delle infrastrutture. Piani edilizi popolari per risolvere l’annoso problema degli slum, diversificazione delle tasse con tariffe ridotte per i piccoli commercianti e aumentate per le medie grandi industrie. Agevolazioni finanziarie per aumentare la scolarizzazione e l’accesso alla sanità.

Il manifesto politico della amministrative, non ancora rivelato al grande pubblico, é frutto di una larga consultazione popolare che Malema e il EFF hanno fatto attraverso 200 meeting su tutto il territorio nazionale dove la gente poteva esprimere problemi e soluzioni. I meeting erano aperti sopratutto ai non iscritti al partito con l’obiettivo di proporre un manifesto politico nato dal popolo e non per il popolo.

Ad aggravare le paure nutrite dal grande capitale le dichiarazioni fatte da Malema ad ‘Al Jazeera‘, condannate dal governo come tentativo di rivolta eversiva e terrorismo. Durante l’intervista Malema ha chiarito che il partito é pronto a difendere il progresso del popolo. Difronte ad atti repressivi delle forze dell’ordine i militanti del EFF sono pronti a rispondere con la violenza armata per difendere la democrazia popolare. «Non siamo fautori della violenza ne la provochiamo gratuitamente. Siamo una organizzazione pacifica che basa la sua lotta nel Parlamento, nei tribunali, nelle piazze. Non saremo noi ad iniziare le violenze ma siamo pronti. La repressione e la violenza istituzionale troverà adeguate risposte tarate sulla gravità della provocazione. Non temiamo la guerra civile. Alle minacce del Ministro della Polizia di arrestarmi rispondo con un semplice constato. Il EFF rappresenta la volontà popolare. Non possono arrestarmi in quanto dovrebbero arrestare milioni di persone che condividono le nostre idee di giustizia sociale e il concetto che l’interesse privato viene in secondo se non in terzo piano sulla scala delle priorità nazionali. Al governo consiglio di rispettare le regole democratiche come noi le rispettiamo avvertendolo che questa volta polizia ed esercito potrebbero rivolgere le armi contro i loro padroni». Afferma Malema durante il comizio allo stadio Orlando con chiaro rifermento al massacro di Marikana.

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